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Auto: giù il nuovo, su l’usato sicuro. La carica dell’elettrico (con bonus)

Auto: giù il nuovo, su l’usato sicuro. La carica dell’elettrico (con bonus)

Giù le immatricolazioni a gennaio, attese per diversi mesi per una quattro ruote. E la seconda mano «vince» sulle km 0

03 Marzo 2022

Paolo Ciccarone

C'era una volta l'automobile, uno strumento utilizzato per spostarsi da un punto all'altro del pianeta. Aveva un motore e quattro ruote e semplificava la vita a tantissime persone. Poi c'è stata l'evoluzione, l'avvento dell'elettronica, i contenuti multimediali e le connessioni. Da automobile è diventata un computer viaggiante e alla base di questa rivoluzione, più che un motore a fare la differenza, sono stati i microchip e i semiconduttori. In una vettura media ce ne sono almeno 21 che comandano varie funzioni, dai sistemi di sicurezza ai navigatori, dalle connessioni in auto ai servizi essenziali. Complice la crisi internazionale di questi elementi, il mercato delle auto è crollato. In Europa l'anno scorso sono state prodotte 10 milioni di auto in meno e le vendite hanno subito un crollo del 26 per cento (fonte UNRAE).

LE TOP DELLE ELETTRICHE In controtendenza il mercato dell'elettrico: il parco auto elettrificato italiano a gennaio 2022 è composto da 244.944 veicoli, di cui 125.789 BEV (tutto elettrico) e 119.155 ibride plug in ricaricabili. L'anno scorso (anno in cui c'erano gli incentivi) sono state immatricolate 67.255 auto elettriche a batteria (+107% sul 2020) e 69.499 Phev (+154%). Le auto con la spina raggiungono il 9,3% sul mercato totale, contro il 4,3% dell'anno precedente. La Fiat 500E con 10.720 unità si conferma – tra le auto di segmento A - l'elettrica a batteria più venduta in Italia nel 2021, seguita dalla Smart Fortwo, dalla Renault Twingo, dalla Dacia Spring. A gennaio di quest'anno i dati vedono la prima posizione invertita tra Spring che supera la 500 con 656 veicoli (17,9% del mercato BEV) rispetto ai 548 dell'auto di casa Fiat (15%). E c’è attesa per l’iniezione di un miliardo da parte del Governo destinato al settore.

L'USATO SICURO Meno auto, stessa richiesta, l'effetto perverso è stato un aumento dei prezzi, che già negli ultimi 10 anni sono cresciuti mediamente di 6 mila euro a vettura. E siccome per avere un'auto nuova adesso bisogna aspettare mesi (se non addirittura un anno per certi modelli) ha ripreso linfa il mercato dell'usato. Non l'usato vecchio, ma quello smesso dai contratti di leasing. Ovvero vetture con una vita media di 3 anni, che hanno visto il loro valore aumentare di colpo. Come dire, piuttosto che comprare una nuova, più cara, e aspettare dei mesi, meglio un usato fresco già disponibile.

Anche le famose km zero, ovvero vetture omologate dai concessionari per fare volumi, adesso non sono più convenienti come una volta. Dal 30 per cento in meno del prezzo rispetto al nuovo, adesso lo sconto non arriva a 1500 euro. Praticamente niente. Risultato, la media dei prezzi delle vetture online a gennaio 2022 è superiore del 16% rispetto a quella di gennaio 2019.

IL «CARO» UTILITARIE Ma attenzione, non è un aumento lineare e continuo nel tempo: infatti se paragoniamo i dati del mese appena finito con quelli di un anno fa, vediamo che l’aumento del prezzo medio è dell’ordine del 15%. Per cui dal 2019 al 2021 i prezzi delle vetture in rete sono stati abbastanza stazionari, mentre nell’ultimo periodo sono aumentati a dismisura.

Le utilitarie sono le auto che hanno visto maggiormente crescere il loro prezzo medio nell’ultimo periodo: secondo il portale Brumbrum.it, specializzato nella vendita di usato on line, a gennaio c'è stato un aumento del 17% rispetto al 2021. Ancora più incredibile la crescita del prezzo medio online per station wagon e SUV: il loro prezzo stava calando negli ultimi tempi, le station wagon a gennaio 2021 avevano fatto registrare un crollo del 5 per cento rispetto a due anni prima. Adesso invece sono cresciuti del 10% i SUV e del 13% le station wagon. E a farla da padrona sono le motorizzazioni diesel, proprio quelle che leggi restrittive e proclami ambientalisti vogliono eliminare entro il 2030.

IL COSTO DEI CARBURANTI Un altro colpo è dato dall'aumento del prezzo dei carburanti, per cui avere vetture che consumano meno (i diesel) senza complicazioni varie (leggi ibride e plug in) stanno convincendo molti a rivolgersi a un usato sicuro piuttosto che avventurarsi su un terreno sconosciuto (come vanno le ibride? convengono? quanto costa la manutenzione? costano di più e quanto rendono?) affidandosi al sistema tradizionale. Ovvero vedere la vettura, toccare con mano la qualità, fare due conti in tasca. E senza dover aspettare dei mesi che, visto l'andazzo generale, lascia grosse incognite sui bilanci delle famiglie. Pochi soldi, poche auto, il mix perfetto per una implosione di un mercato che rischia di lasciare senza lavoro numerose famiglie.

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