Triste, delusa, disincantata. Bari si è risvegliata sotto shock, quasi in preda ad una pericolosissima apatia. L’eliminazione dei biancorossi già al primo turno della fase nazionale dei playoff, per giunta per mano della Feralpi Salò, si è rivelata l’ennesimo boccone amarissimo di una stagione nera sotto tutti i punti di vista. Nessuno, in realtà, si era davvero illuso. Nemmeno il successo nel derby con il Foggia all’esordio degli spareggi promozione aveva mai creato una reale aspettativa. Troppo lungo il percorso verso la serie B, così come puntuali sono stati i segnali di una squadra incostante, debole sul piano caratteriale, mai davvero sintonizzata sui principi dell’allenatore sia nelle due gestioni di Gaetano Auteri, sia nella parentesi targata Massimo Carrera.
Dai social ai forum dei principali siti internet frequentati dal popolo biancorosso traspare un’emozione che raramente si era respirata prima in una piazza così appassionata: l’indifferenza. Certo, non mancano i messaggi di rabbia, la voglia di chiarezza su che cosa riserverà il futuro, ma la bruciatura consumata in un campionato troppo al di sotto delle aspettative, stavolta ha lasciato il segno. Dieci anni di guai, dalla retrocessione del 2011 allo scandalo scommesse coinciso con le penalità arrivate in serie al tramonto dell’era Matarrese, dal doppio fallimento alla ripartenza dalla serie D, potevano essere compensate soltanto da un progetto vincente. E la famiglia De Laurentiis era considerata l’interprete ideale della rinascita. Ma la permanenza nell’inferno della C e le disastrose conseguenze della pandemia stanno creando aumentando il senso di mortificazione.
Sul web, proliferano i post dal titolo «senza parole» oppure «che vergogna» o, ancora, «quanto dovremo ancora subire?». Gli utenti che provano a proiettarsi al futuro chiedono alla proprietà risposte immediate sui programmi: dalla scelta degli uomini chiave (direttore sportivo e allenatore) al budget da stanziare per centrare un obiettivo che non potrà prescindere dalla promozione. Già, perché soltanto una prospettiva di vittorie e successi potrà riaccendere l’entusiasmo.
I tifosi salvano pochissimo dell’attualità: Gaetano Auteri non è considerato il tecnico dal quale ripartire (nonostante l’allenatore siciliano abbia un altro di contratto), così come il nucleo portante della squadra è ormai inviso ai supporter. Capitan Di Cesare (peraltro con il contratto in scadenza), il portiere Frattali e soprattutto l’attaccante Mirco Antenucci sono i più bersagliati dalla critica. Già, proprio il bomber molisano che un anno fa era entrato nel cuore della gente a suon di gol, ora è invitato a gran voce «a chiedere scusa e andarsene», per citare quanto si legge sul popolare portale www.solobari.it. Quella sua uscita polemica dopo la sfida di andata contro i Catanzaro (con tanto di gesto eclatante durante l’esultanza per il gol ai calabresi), le voci della possibile cessione a gennaio (la Spal lo ha corteggiato gli ultimi giorni del mercato invernale) e soprattutto il disastroso rendimento della seconda parte di torneo hanno creato una frattura difficilmente sanabile con il numero sette che pure sarebbe vincolato ai Galletti con un (ricco) contratto fino a giugno 2022. Né è stato sopportato il mutismo della squadra dopo l’eliminazione dai playoff. La città avrebbe meritato quantomeno una spiegazione da chi ha giocato per otto mesi con risultati scadenti. Magari, sarebbero bastate delle scuse sincere. Il silenzio, invece, fa ancora più male ad una piazza che proprio non può sopportare il terzo anno di fila in C.
foto Luca Turi
Venerdì 28 Maggio 2021, 11:00
















