«Rialzare subito la testa»: è questo è il diktat lanciato al Lecce da Lorenzo Stovini che, da calciatore, con la maglia della squadra salentina, ha dato vita a tante battaglie, dal 2001/2002 al 2005/2006, in quattro campionati di A ed uno di B, con all’attivo 125 presenze (11.096’) in massima serie, 35 tra i cadetti (3.119’, in un torneo terminato con la promozione) e 7 in Coppa Italia (586’).
«La gara disputata contro l’Atalanta al “Via del Mare” è stata negativa sotto tutti i profili - afferma l’ex capitano del team giallorosso - Perdere contro la “Dea» poteva starci, ma non nella maniera in cui è accaduto. Nella sfida che lo ha opposto all’undici diretto da Palladino, il Lecce ha incassato 3 reti, ne avrebbe potute subire almeno altrettante, sventate da Falcone, ed ha steccato sul piano del gioco espresso e dell’atteggiamento dimostrato dopo essere passato in svantaggio. Insomma, una giornataccia che va “cancellata” vivendone una sugli scudi, nel prossimo turno, in quel di Bologna».
I felsinei giocheranno oggi in Europa League, al “Dall’Ara”, contro l’Aston Villa, domenica ospiteranno il Lecce e poi, giovedì 16 aprile, giocheranno il match di ritorno contro la compagine inglese: «In valore assoluto, l’undici guidato da Italiano e di gran lunga più forte di quello allenato da Di Francesco. Premesso ciò, però, ogni sfida va inquadrata nel momento in cui va in scena. Ebbene, in campionato, il Bologna è tagliato fuori dalla bagarre di testa e dalla corsa ai posti che garantiscono l’ingresso alle coppe. Questo non significa che farà dei regali ai salentini, ma è innegabile che il vero obiettivo degli emiliani oramai sia l’Europa League. Ebbene, i giallorossi devono trovare il modo di sfruttare questa particolare situazione. Senza commettere l’errore di pensare che si troveranno di fronte rivali con la testa altrove, ma con la consapevolezza che la priorità degli avversari sia un’altra e che, con il giusto atteggiamento, il colpaccio sia possibile. Bisogna crederci e provarci».
La trentaduesima giornata proporrà lo scontro diretto tra Cagliari e Cremonese: «Questo è uno dei motivi per i quali il Lecce deve ottenere un risultato favorevole a Bologna. La mia ex formazione ha bisogno, in assoluto, di mettere fieno in cascina. Se ci riuscirà domenica, inoltre, guadagnerebbe terreno rispetto ad una delle due squadre che sembrano essere le grandi rivali nella corsa-salvezza. Perdendo contro i felsinei, di contro, rischierebbe di restare da sola in terz’ultima posizione e di vedere aumentare le pressioni». Stovini analizza la bagarre-permanenza: «La Fiorentina fa parte del gruppo delle pericolanti, ma ha dato importanti segnali di poterne uscire ed al contempo vanta un organico di ben altro livello rispetto alle altre compagini che lottano in coda. Ritengo che la “Viola” si tirerà fuori dalle sabbie mobili prima degli ultimi 90’. Cremonese e Lecce, che sono appaiati a quota 27, e Cagliari, che ha 3 lunghezze in più, sono quelle messe peggio in questa fase. Né può sentirsi al sicuro il Genoa, che ha 33 punti. Ogni domenica, però, può mutare qualcosa. Ad esempio, se il team sardo non dovesse imporsi contro Baschirotto e compagni vedrebbe complicarsi la propria situazione. Ma il verdetto sul nome della terza squadra che ruzzolerà tra i cadetti arriverà solo sul filo di lana».
L’ex capitano dei giallorossi salentini prova ad azzardare la quota utile a restare in A: «Oggi ipotizzo 36/37 lunghezze. Ma, alla lunga, potrebbero servirne di più o di meno, soprattutto in base ai risultati del Lecce e della Cremonese, che oggi sono le compagini terz’ultime in graduatoria. È per questo motivo che non bisogna fare tabelle e che occorra dare tutto in ogni partita, come se fosse quella decisiva ai fini del raggiungimento del traguardo».
Con la casacca del Lecce, Stovini ha sgomitato per restare in massima serie, quindi sa cosa serva nella volata conclusiva: «La condizione atletica conta parecchio, anche in considerazione del fatto che si giocherà in un clima via via più caldo. Inoltre, serviranno nervi saldi e la capacità di non abbattersi dinanzi alle avversità, ma anche la concentrazione e l’attenzione da non abbassare mai perché gli errori si pagano doppio».
















