L’affanno per una corsa salvezza che resta in salita e la frustrazione legata a decisioni arbitrali che negli ultimi mesi, in più partite, hanno penalizzato la formazione rossonera. La rabbia del Foggia è la delusione di una squadra che si trova a dover lottare, in questo complicato rush finale della Serie C, oltre che con i propri limiti e gli avversari, anche con con le sviste arbitrali, in situazioni di gioco topiche che incidono in modo determinante sui risultati.
Il Foggia si sente defraudato da episodi tutti a favore delle squadre avversarie, in credito con la classe arbitrale della terza serie. Appena tre rigori a favore in tutta la stagione, Coppa Italia di Lega Pro inclusa. L’ultimo a Siracusa, il 6 dicembre scorso. Quattro mesi fa. Undici, invece, i rigori fischiati contro la formazione rossonera, che da Natale in poi, in trasferta, ha subito una serie di decisioni tutte discutibili e a danno dell’undici dauno: a Salerno, Caserta (un rigore sembrato solare non assegnato ai «Satanelli»), Benevento (Della Morte graziato da un’espulsione netta), Cava de’ Tirreni (due rigori non assegnati alla squadra di Pazienza). Infine a Cosenza, sabato santo: un penalty molto dubbio accordato ai padroni di casa nel primo tempo (parato da Perucchini a Baez) e nella ripresa, allo scadere, il gol dell’1-1 non concesso a Cangiano per un fallo in attacco che sembra non esserci: l’arbitro Madonia di Palermo fischia prima che Cangiano calci a rete impedendo così ai rossoneri di chiedere, con la card, la revisione dell’azione al Football video support. «Abbiamo le nostre colpe, abbiamo commesso i nostri errori perdendo dieci partite di fila, perciò mi preme premettere che non voglio far passare il concetto che gli errori arbitrali siano la causa di tutti i nostri mali, ma quello che è successo anche in questa gara è di una gravità assoluta - lo sfogo nel post-partita del patron dei rossoneri, Gennaro Casillo -. Dopo Caserta, Cava, ci ritroviamo di nuovo di fronte a decisioni che non capiamo e ci chiediamo allora che senso abbia l’Fvs. Queste sono partite vitali per noi, che possono essere decise anche da un episodio. L’episodio era arrivato, al 92’: ci è stato negato un gol per un fallo inesistente e non abbiamo potuto nemmeno chiamare in causa l’Fvs, dato che l’arbitro ha fischiato prima che si concludesse l’azione. Portare a casa un punto sarebbe stato per noi importante». Lo stop di Cosenza è arrivato dopo i 4 punti conquistati in due giornate, contro Cavese e Trapani. Domenica prossima, alle 14:30 allo «Zaccheria», spareggio salvezza col Siracusa. Missione permanenza sempre più complicata, intanto, alla luce dei risultati di ieri: aumentati i distacchi da Giugliano (8 punti) e Picerno (10).
«Abbiamo scritto una lettera di protesta ma non è servita a nulla - ha continuato Casillo -. Chiedo rispetto per la piazza di Foggia, che non ha nulla da invidiare alle big di questo campionato. Io sono tifoso dei colori rossoneri, oltre a far parte della proprietà del club, e quello che sta accadendo non è normale. Non ci portano rispetto, non ci ascolta nessuno. Gli arbitri se ne fregano. Il direttore di gara ha detto a un nostro dirigente, dopo il rigore assegnato al Cosenza, che dall’Fvs non si vedeva nulla e quindi ha dovuto confermare la decisione presa. Siamo esausti di questa situazione. Vogliono affossarci ma noi combatteremo fino all’ultimo secondo. In qualunque modo, dobbiamo salvarci».















