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In Puglia e Basilicata

L'inchiesta

Riciclaggio, indagato presidente Potenza calcio e candidato M5S

Riciclaggio, indagato presidentePotenza calcio e candidato M5S

L’indagine riguardi passaggi di fondi nell’ambito dell’acquisto di bar e ristoranti nel senese

23 Febbraio 2018

ROMA - Nuova tegola elettorale per il M5s che oggi è costretto a mettere in panchina anche il «bomber» - l’appellativo è di Luigi Di Maio - Salvatore Caiata. Il patron del Potenza calcio, uno dei fiori all’occhiello cooptati dal candidato premier M5s per la squadra da mandare in Parlamento, finisce travolto dalla notizia di un suo coinvolgimento in una vecchia inchiesta che riguarda passaggi di fondi nell’ambito dell’acquisto di bar e ristoranti. Un fascicolo, conferma il suo avvocato, aperto a metà 2016 per fatti relativi al «trasferimento fraudolento di valori in materia di riciclaggio».

Un’indagine di cui Caiata non aveva informato il Movimento che a questo punto non può fare altro che metterlo alla porta. «Al di là delle sue eventuali responsabilità per le nostre regole omettere un’informazione del genere giustifica l’esclusione dal M5s» tuona Di Maio che affida il caso nelle mani dei probiviri pentastellati. Ma Caiata lo precede: «sono innocente ma non voglio che il Movimento abbia alcun danno, per cui mi autosospendo». Un disastro per il Movimento che tuttavia questa volta e nel rispetto delle regole, potrebbe avere vantaggio nel portare comunque il candidato alle elezioni. Tant'è che lo stesso Caiata poco dopo l’annuncio della sua autosospensione precisa: «state tranquilli: non mi ritiro, sono più tosto di prima!».

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