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In Puglia e Basilicata

dopo il crollo in sicilia

Emiliano: io non «renzista»
posso mediare con forze sinistra

Il presidente Emiliano«Alla mia giunta do 7+»

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

06 Novembre 2017

«I risultati siciliani ovviamente erano ampiamente prevedibili, ma questo non toglie nulla alla loro drammaticità. Drammatici per il centrosinistra, drammatici per il Pd». Così il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, ha commentato i primi risultati sulle elezioni siciliane che vedono la sconfitta dei due candidati di centrosinistra. «Non ci sono vincitori nel campo ampio progressista - ha aggiunto Emiliano - e credo sia opportuno che in questa fase nessuno cominci un gioco allo scarica barile, cercando di dare la colpa gli uni agli altri».

NON SI CHIEDONO ORA LE DIMISSIONI DI RENZI - «Credo che il Pd rischi di stare addirittura sotto il dieci per cento in Sicilia e questo è un fatto gravissimo che prevede una svolta radicale che, lo dico chiaro, non sono le dimissioni di Renzi». Così il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, ha commentato i primi risultati sulle elezioni siciliane che vedono la sconfitta del candidato del Pd.
Emiliano ha ricordato che «abbiamo fatto da poco le primarie, le abbiamo svolte e il segretario è Renzi. E in questo momento chiedere le dimissioni del segretario corrisponde a vigilare le regole del Pd, cosa che non farò mai». «La Sicilia - ha aggiunto - è stata sempre un problema molto grave per il centrosinistra e, nonostante gli sforzi di Crocetta, non mi pare che l'esperienza di governo sia stata sufficiente a superare quelle difficoltà». «La lezione - ha detto - è che il Pd non può essere solo una somma di capi, capetti, aree, gestiti soprattutto con finalità congressuali e per gestire le nostre primarie. Perché purtroppo non basta vincere le primarie, vincere i congressi, avere molte tessere per poi vincere le elezioni».

GRANDE SFORZO PER SINISTRA UNITA -  Parlando della necessità del Pd di cambiare per ritrovare i suoi valori, il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano, ha sottolineato l’esigenza di «costruire un grande centrosinistra unito, che vada dai centristi dell’Udc fino a sinistra italiana». «Per far questo - ha aggiunto - è evidente che il segretario» Matteo Renzi «deve fare ogni sforzo possibile: ieri - ha spiegato Emiliano - ho sentito delle indiscrezioni che lo vedono determinato in questa direzione (disponibilità a fare le primarie di coalizione per la premiership, ndr) e mi auguro vada fino in fondo». «Io - ha rilevato Emiliano - sono pronto a fare la mia parte, non condividendo con lui errori dei quali non sono stato responsabile ma ho tentato di evitare in tutte le maniere, ma rimanendo fedele al Pd, alle sue regole e al suo popolo». "Dopodiché - ha concluso - il Pd è un partito dove tutti sono utili e nessuno è indispensabile. E questo il segretario lo sa bene e si deve comportare di conseguenza». 

TUTTO DEVE CAMBIARE - Commentando con i cronisti i risultati negativi del candidato Pd alle elezioni regionali in Sicilia, Emiliano ha detto che «il segretario» Matteo Renzi «non può pensare che non sia accaduto nulla. C'è bisogno dentro di lui e nel Pd di una rivoluzione copernicana».
«Tutto deve cambiare nella sostanza», ha aggiunto Emiliano», secondo il quale il partito democratico deve essere «punto di riferimento degli ambientalisti italiani, delle persone che non contano nulla, di quelli che vogliono gli Stati Uniti d’Europa e il sostegno alla povertà». Il partito, ha proseguito, «della giustizia, dell’efficienza, della trasparenza e dell’onestà». "Se noi ci facciamo accompagnare da persone e situazioni sbagliate - ha aggiunto - questo partito non potrà più essere l'erede della Resistenza, del movimento operaio, del movimento dei diritti civili. E non potremo restituire competitività all’economia italiana». «Il segretario - ha concluso - queste cose sembra averle percepite. Ci sono elementi positivi che sono venuti dalla conferenza programmatica di Napoli».

D'ALEMA E VENDOLA NON MI IMPEDIRANNO MEDIAZIONE -  «Devo chiedere ad alcuni nostri amici, come D’Alema e Vendola, di non utilizzare per favore la Regione Puglia per impedirmi questo ruolo di cerniera tra il Pd e il resto della sinistra. Innanzitutto perché non attacca, e io non risponderò alle loro affettuose provocazioni. Ma soprattutto perché, in questo momento, sono più importanti i pontieri che i sabotatori e i genieri che utilizzano la dinamite anziché il dialogo e la costruzione di un programma comune». 

IO POSSO MEDIARE - «Se in questa mediazione» per ricucire i rapporti tra il Pd e le altre forze della sinistra «serve la mia attività, che certamente non sono compromesso con quello che viene chiamato comunemente il 'renzismò, io sono disposto a farlo». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano, secondo il quale occorre «una conferenza programmatica, come ho già detto a Napoli, nella quale tutto il centrosinistra, possibilmente con il metodo della partecipazione come abbiamo fatto in Puglia, si mette al lavoro e costruisce una piattaforma programmatica comune».
«Dopodiché - ha concluso - se non si trova la sintesi per una leadership precisa, ci sono tanti modi per trovarla, dalle primarie ad una decisione comune del tavolo del centrosinistra». 

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