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la questione ambientale

Canosa e Minervino fanno
fronte unico antidiscarica

Zagaria, portavoce comitato “No discarica”: «Serve l'appoggio di tutti per scongiurare un'ulteriore ferita al territorio»

no discarica

di ANTONIO BUFANO

CANOSA - Incassato l’indirizzo politico di contrarietà da parte del Consiglio provinciale ed ottenuta la sospensione del procedimento della determina provinciale, in attesa che si pronunci la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla quale il sindaco Roberto Morra ha presentato un circostanziato ricorso contro l’ampliamento, autorizzato dalla provincia Bat, della discarica in esercizio in contrada “Tufarelle”, il comitato “No discarica”, sorto spontaneamente, mantiene alta la guardia e continua ad essere impegnato nella organizzazione di incontri e manifestazioni per potenziare la sensibilizzazione della opinione pubblica sulla questione.

Nell’ultima riunione è stato deciso, considerata la comunanza di intenti e la volontà di muoversi in maniera sinergica, di chiamare il comitato “No discarica Canosa e Minervino”. L’obiettivo da conseguire immediatamente è quello di dimostrare, con indagini scientifiche e in accordio con l’Asl e l’Arpa, che l’intera area, così come si ipotizza, è inquinata e che, pertanto, non è consentito realizzare nuove discariche. E per questo servono finanziamenti da reperire.

«Il gruppo – ha riferito il portavoce Riccardo Zagaria - si è costituito allo scopo di mettere in atto tutte le iniziative finalizzate a contrastare l’ampliamento di uno dei tre impianti per lo smaltimento di rifiuti speciali presenti in contrada “Tufarelle”. Continuiamo a chiedere l’appoggio di associazioni, sindacati, scuole, parrocchie e cittadini, per far sentire la voce della comunità in merito a questa ulteriore ferita che si vuole infliggere al nostro territorio».

«Sentiamo l’esigenza – ha aggiunto Nunzia Sorrenti del comitato “No discarica”- di fare chiarezza su alcuni concetti che sono stati tralasciati per dar posto, giocoforza, alla operatività del comitato stesso. Teniamo innanzitutto a precisare che il comitato “no discarica” è completamente apartitico e non impone limiti alla partecipazione di chicchessia. Tutti i cittadini che si stanno impegnando, si sono autoproposti e messi a disposizione per la causa. Tutti coloro che hanno aderito, sposando le nostre lotte, lo hanno fatto scevri da pregiudizi di natura politica, sociale, religiosa».

«Ci contraddistingue - continua - il fine comune che è ridare dignità ad un territorio già devastato da decenni di sfruttamento selvaggio. Abbiamo avviato sin da subito, una serie di azioni volte ad impedire che questo ennesimo impianto vada ad insediarsi in territorio Tufarelle. Sin da subito la voce del Vescovo Mansi e delle parrocchie locali si è levata per esprimere tutta la preoccupazione ed il sostegno, anche logistico, al comitato diventandone, di fatto, parte integrante. Siamo consci del percorso irto di difficoltà e per questo la nostra forza è rappresentata dal coinvolgimento di tutti i soggetti, con i quali siamo convinti andremo fino in fondo per mettere la parola “fine” a questa trentennale vicenda».

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