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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Cgil, dall'8 al 10 settembre
la festa regionale in Basilicata

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POTENZA - Innovazione, legalità ed economia, Mezzogiorno e giovani sono gli argomenti principali della quinta festa regionale della Cgil in programma a Matera, l’8 settembre, e a Potenza, dal 9 al 10 settembre, a cui parteciperanno, tra gli altri, il segretario del sindacato, Susanna Camusso, il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, e il procuratore Antimafia Franco Roberti. La manifestazione è stata presentata stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa.

La festa «Liberiamo il lavoro» comincerà l’8 settembre a Matera, alle ore 18.30 in piazza San Francesco, con i temi "Nuovi modelli aperti per un’economia sociale condivisa» e "Matera 2019 come laboratorio di trasparenza e di sviluppo», con il governatore lucano Marcello Pittella, il prefetto di Matera Antonella Bellomo, e il segretario regionale della Cgil, Angelo Summa. Il giorno successivo a Potenza - in piazza Mario Pagano dalle ore 17 - si parlerà di «Legalità, democrazia ed economia del crimine» con Roberti, Bubbico e con il procuratore di Potenza Luigi Gay, e poi di «Uomo e nuove tecnologie».

Il 10 settembre, sempre a Potenza, il primo incontro (ore 17.30) sarà centrato su «Quattro petali rossi, frammenti di vite spezzate» e il secondo su «Lavoro, giovani e Mezzogiorno» (ore 19) con Camusso e mons. Santoro. Accanto ai dibattiti sono quindi previsti i concerti di The roots corporal e Krikka Reggae (8 settembre), Maldestro e Med free orkestra (9 settembre), e di Fabrizio Moro (10 settembre). Le scale mobili, a Potenza, saranno aperte fino alle ore 2. «Nelle due piazze si svolgeranno anche forum specifici e laboratori - ha spiegato Summa - proseguendo il percorso di confronto e analisi iniziato negli anni scorsi. La festa nasce dall’esigenza di riportare in piazza i temi del lavoro con un confronto serio e partecipato, e parleremo anche di una ripresa economica che sta emergendo solo al Nord: se non ci sono investimenti i Mezzogiorno non uscirà dalla crisi, e anche il programma 'industria 4.0' rischia di aumentare il divario tra le due aree. Ci sono poi i temi dell’innovazione - ha concluso Summa - e della legalità: servono maggiori controlli sulla pubblica amministrazione e a volte anche la magistratura sembra essere silente». 

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