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In Puglia e Basilicata

Battute finali per le richieste

Crac Divina Provvidenza
l'assalto dei 2700 creditori

Casa Divina Provvidenza

La verifica dello stato passivo per l'ente gravato da oltre mezzo miliardo di debiti

02 Dicembre 2016

È alle battute finali la verifica dello stato passivo della Casa Divina Provvidenza, l’ente di cura religioso, con sede a Bisceglie, nel nord barese, Foggia e Potenza, ridotto a un crac finanziario da 500.000.000 di euro e, attualmente, in regime di amministrazione straordinaria, da parte del commissario Bartolo Cozzoli.
Secondo la procura di Trani, che avviò l’inchiesta dopo la richiesta di fallimento da parte dell’ente, inchiesta che, a giugno 2015 portò a 28 indagati e dieci arresti, per Associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e altri reati, l’ente era usato come un «pozzo senza fondo» a cui attingere alimentando un sistema clientelare e fraudolento.
Si è svolta, presso il Tribunale di Trani, l’ultima udienza relativa alla «procedura di verifica dello stato passivo» delle domande dei creditori della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, che gestivano l’ente. Si tratta di una verifica che ha una duplice funzione: accertare quali, tra i creditori insinuati, siano titolari del diritto di ottenere il pagamento di ciò che ad essi è dovuto e in quale misura; consentire agli stessi creditori di partecipare al concorso, in ragione del credito accertato, per il soddisfacimento dello stesso.
L’attività di verifica ha riguardato solo le istanze creditorie presentate tardivamente e si è svolta dinanzi al presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Trani, Alberto Binetti, Giudice Delegato nella procedura di amministrazione straordinaria e al Commissario Straordinario, Bartolomeo Cozzoli. Nei prossimi giorni, l’esito della verifica dello stato passivo sarà trasmesso telematicamente ai creditori, che potranno eventualmente proporre opposizione nei termini di legge. A riferirlo è una nota dell’ufficio comunicazione dell’ente, nella quale si aggiunge anche che si è alla fine di una «gigantesca procedura concorsuale», che dal 2014 ha portato alla verifica di oltre 2700 insinuazioni, la verifica «più grossa mia svolta innanzi al tribunale di Trani», si legge nella nota.

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