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In Puglia e Basilicata

L'inchiesta sui bagni che scaricano sui binari

Treni sequestrati in Puglia
in arrivo i convogli sostitutivi

Treni sequestrati in Pugliain arrivo i convogli sostitutivi

A rischio le reti regionali di mezza Italia: le macchine incriminate (valore 40 milioni di euro) sono le più nuove

13 Novembre 2016

Massimiliano Scagliarini

BARI - Trenitalia ha chiesto il dissequestro dei quattro «Vivalto» e degli altrettanti «Minuetto» che venerdì sono stati fermati dalla Procura di Bari perché i bagni di bordo sverserebbero liquami sui binari in violazione di un regolamento europeo. Già da domani sulla rete regionale della Puglia saranno in esercizio altri otto convogli in arrivo in queste ore da Campania, Abruzzo e Lazio per garantire le percorrenze programmate e non penalizzare i pendolari. Ma quanto accaduto a Bari è un antipasto dell’indagine lanciata a livello nazionale dai carabinieri del Noe: il fermo dei Vivalto e dei Minuetto potrebbe estendersi al resto d’Italia.
Per riavere i convogli sequestrati, che costituiscono il 20% del parco circolante e coprono il 40-50% delle percorrenze locali in Puglia, la Direzione regionale è pronta a chiudere i bagni e ad utilizzare gli otto treni solo sulle tratte della linea Adriatica a nord di Bari, dove il servizio si svolge in regime metropolitano senza obbligo di servizi igienici a bordo. La proposta dovrà essere vagliata dal pm Baldo Pisani, titolare dell’indagine che venerdì ha portato il gip Francesco Agnino a emettere il provvedimento di sequestro senza facoltà d’uso in cui si ipotizza la violazione del regolamento europeo 1302/2014: i Vivalto (a doppio piano) e Minuetto scaricano direttamente in linea quando la velocità supera i 40 km orari.
I carabinieri del Noe di Bari guidati dal capitano Angelo Colacicco, eseguendo un’indicazione del comando centrale che riguarda tutta l’Italia, hanno verificato i treni che circolano in Puglia, Basilicata e Molise: non solo quelli di Trenitalia ma anche quelli delle ex ferrovie concesse. Nell’informativa presentata al pm, i militari ritengono appunto che ai Vivalto e ai Minuetto non possa essere applicata la deroga prevista dal regolamento europeo 1302 (ovvero le «Specifiche tecniche di interoperabilità») che riguarda solo i treni messi in esercizio dopo il 1° gennaio 2015 o quelli «soggetti a rinnovo o ristrutturazione». Il regolamento prevede la possibilità di scaricare sui binari, ma prescrive che possano essere rilasciati solo reflui depurati. Vivalto e Minuetto invece hanno lo scarico diretto. Ed è per questo che, oltre al sequestro degli 8 convogli (composti da 8 locomotori e 22 carrozze) utilizzati in Puglia e parcheggiati da ieri nei depositi di Foggia e Taranto, la Procura ha contestato a due persone (il direttore regionale Mariella Polla e il capo della manutenzione Fabio Carli) la violazione del Testo unico ambientale per smaltimento illecito di rifiuti.
Tutto si gioca, dunque, sull’interpretazione del regolamento europeo. La Procura di Bari e il gip hanno condiviso l’impostazione del Noe, e se accadrà lo stesso in altre regioni ci potrebbe essere un problema di enormi dimensioni per il trasporto dei pendolari: Vivalto e Minuetto sono infatti i convogli più recenti e più diffusi sulla rete nazionale. Mentre in Puglia è in esercizio anche materiale rotabile di altro tipo, diverso e più datato, ci sono regioni che utilizzano soltanto i treni di tipo più nuovo.
Trenitalia comunque garantisce che non ci saranno disagi per i passeggeri pugliesi. E, del resto, anche la notifica del sequestro è stata effettuata in maniera soft, dando all’azienda il tempo di riorganizzarsi. Se ieri una ventina di collegamenti sono stati coperti da bus sostitutivi, da domani saranno in esercizio i treni di rinforzo arrivati dalle regioni vicine, convogli di tipo diverso rispetto a quelli sequestrati. Trenitalia comunque garantisce che «i propri treni sono conformi alle normative ferroviarie europee». E, se il gip dovesse rigettare la richiesta di dissequestro, è pronta a ricorrere al Riesame.

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