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tensioni e agitazioni

Don Uva, nuova ditta mensa
annuncia 20 licenziamenti

Don Uva, nuova ditta mensa annuncia 20 licenziamenti

Pastore non è in grado di far fronte ai livelli occupazionali. E il commissario aveva garantito la tutela dei posti di lavoro

12 Aprile 2016

BISCEGLIE - C'è aria di bufera alla casa Divina Provvidenza di Bisceglie. Il nuovo caso è scoppiato ieri quando, a seguito di un incontro con i sindacati, la nuova ditta (la Pastore) che si occupa della mensa - subentrata all'Ambrosia techinologies che ha dovuto abbandonare il servizio anche a seguito dell'inchiesta per concorso in bancarotta fraudolenta  in cui è coinvolta - ha annunciato una riorganizzazione delle maestranze. In soldoni, almeno 20 persone in meno sulle due strutture di Bisceglie e Foggia. Una doccia fredda per operai e sindacati, alle prese con un vertenza spinosa, nonostante le rassicurazioni fornite nelle settimane precedenti dallo stesso commissario, avv. Bartolo Cozzoli, che aveva indicato come priorità la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Ma le imprese devono fare i conti con le risorse a disposizione e l'offerta formulata per la Casa Divina Provvidenza - probabilmente al di sotto dei 10 euro e 80 riconosciuti all'Ambrosia per ciascuna giornata alimentare - non è in grado di soddisfare l'impegno finanziario della ditta che cucinerà i pasti presso l'hotel Salsello di Bisceglie.
Nel verbale di mancato accordo siglato con alcuni sindacati, tra cui l'Usppi, si fa riferimento a una riduzione dei pasti erogati anche perchè la maggior parte dei degenti è costituito da quei pazienti (ortofrenici) che vanno ad esaurimento. In pratica, i circa 750-800 pasti giornalieri non garantiorebbero il cosiddetto equilibrio economico.
I dipendenti della mensa, le cui retribuzioni sono già ridotte a causa della solidarietà, si trovano ora di fronte a una situazione a dir poco drammatica: o fare i conti con il licenziamento per una buona parte di loro (20 su 70) oppure falcidiarsi le retribuzioni fino al 40 per cento: il che significherebbe una misera retribuzione. La situazione rischia di esplodere anche perchè, stavolta, se protesta ci sarà, questa avverrà nelle forme previste e non certamente come quella dell'assalto messo a segno due mesi fa, culminata poi con l'inchiesta della procura e l'arresto di un delegato sindacale Usppi (il sindacato lo ha sospeso condannando l'episodio).

Analogo problema potrebbe presentarsi oggi per i dipendenti del servizio pulizia, anche questo fino a poco tempo fa affidato all'Ambrosia, e ora passato di mano al Cns (Consorzio nazionale servizi). 

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