Domenica 22 Settembre 2019 | 06:14

NEWS DALLA SEZIONE

poco dopo le 16
Forte terremoto in Albania, trema anche la Puglia

Due scosse di terremoto con epicentro in Albania, trema anche la Puglia

 
Dai carabinieri
Taranto, non accetta la fine della relazione e perseguita ex moglie e figli: arrestato

Taranto, non accetta la fine della relazione e perseguita ex moglie e figli: arrestato

 
Serie A
Liverani: «Contro il Napoli gara di sacrificio fisico e mentale»

Liverani: «Contro il Napoli gara di sacrificio fisico e mentale»

 
A bari
Assenteismo al Di Venere: senologo condannato a 2 anni, il pomeriggio passeggiava in scooter

Assenteismo al Di Venere: 2 anni al senologo, il pomeriggio passeggiava in scooter

 
L'episodio
Taranto, minaccia con pistola attivisti al flash-mob per l'ambiente: denunciato

Taranto, minaccia con pistola attivisti al flash-mob per l'ambiente: denunciato

 
truffa nel potentino
Oppido Lucano, raccoglie offerte inesistenti per bimbi malati: denunciato

Oppido Lucano, raccoglie offerte inesistenti per bimbi malati: denunciato

 
Nel salento
Montesano S.no, ha un colpo di sonno alla guida e si schianta contro un'altra auto: 2 feriti

Montesano S.no, ha un colpo di sonno alla guida e si schianta contro un'altra auto: 2 feriti

 
Al PalaFlorio
Basket, stasera a Bari Supercoppa Italiana, Brindisi contro Venezia

Basket, a Bari Supercoppa Italiana, Brindisi contro Venezia

 
Giustizia svenduta
Magistrati arrestati: «A Trani altri casi di indagini truccate», interrogato D'Introno

Magistrati arrestati: «A Trani altri casi di indagini truccate», interrogato D'Introno

 
Serie A
Lecce Napoli, attesa per il match: ecco le probabili formazioni

Lecce Napoli, attesa per il match: ecco le probabili formazioni

 

Il Biancorosso

Calcio
Folorunsho rialza il Bari: «Noi i più forti della C»

Folorunsho rialza il Bari: «Noi i più forti della C»

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceDue operazioni
Lecce, nel garage droga e 4mila euro in contanti: 2 arresti

Fiumi di droga in Salento, recuperati 12mila euro in contanti: 3 arresti

 
TarantoDai carabinieri
Taranto, non accetta la fine della relazione e perseguita ex moglie e figli: arrestato

Taranto, non accetta la fine della relazione e perseguita ex moglie e figli: arrestato

 
BatL'annuncio
Istituto per il Medioevo: Barletta sarà sede per il Sud

Istituto per il Medioevo: Barletta sarà sede per il Sud

 
BariA bari
Assenteismo al Di Venere: senologo condannato a 2 anni, il pomeriggio passeggiava in scooter

Assenteismo al Di Venere: 2 anni al senologo, il pomeriggio passeggiava in scooter

 
Potenzatruffa nel potentino
Oppido Lucano, raccoglie offerte inesistenti per bimbi malati: denunciato

Oppido Lucano, raccoglie offerte inesistenti per bimbi malati: denunciato

 
MateraL'indagine
Basilicata, donne-madri costrette a licenziarsi

Basilicata, donne-madri costrette a licenziarsi

 
BrindisiDenunciato un uomo
Brindisi, usa abusivamente lampeggiante blu: «Lo facevo per l'autovelox»

Brindisi, usa abusivamente lampeggiante blu: «Lo facevo per l'autovelox»

 

i più letti

L'analisi

Le tradizioni regionali
roccheforti della risata

Le tradizioni regionaliroccheforti della risata

Gennaro Nunziante e Checco Zalone

di Pasquale Bellini


La comicità, insieme alla risata che ne è la conseguenza diretta, è una cosa seria. A volte addirittura con implicazioni drammatiche. Come per il giornalismo il luogo comune vuole che a fare notizia sia il cane che morde l’uomo e non il contrario, così nel campo del comico si sa che a far ridere è (purtroppo) la vecchia che scivola per la strada, il tizio che perde l’equilibrio e cade dalla bici, ecc. ecc., come la sequela di video che vanno sotto il nome di Scherzi a parte ci dimostra abbondantemente. Una componente di voyerismo, un po’ crudele e sadica, è spesso insita tra gli elementi della comicità: per la serie «meglio a lui che a me», oppure (più correttamente) la comicità, con il riso quale effetto conseguente, scatta come riflesso della psiche quando un evento, un episodio, una reazione, una parola o una frase risulta sorprendentemente o improvvisamente interrompere di colpo la prevedibile sequenza spazio-tempo degli eventi, quelli che abitualmente ci aspettiamo come compatibili con la realtà. Il riso perciò sarebbe una sorta di risarcimento nervoso, a titolo di riequilibrio difensivo, rispetto a una brusca interruzione del rapporto dell’io con il mondo esterno. Il tutto, insieme ad altro, fu detto e scritto (certo meglio di quanto sopra!) nientemeno che da un filosofo, Henri Louis Bergson, nel suo celebre Il riso pubblicato nel 1900, proprio mentre a Vienna il dottor Freud trafficava con i sogni, i lapsus, i cosiddetti motti di spirito e l’ inconscio della gente.

Nel frattempo però in Italia, nientemeno che Benedetto Croce nella sua Estetica del 1902, stabilendo il primato della poesia lirica su tutte le altre manifestazioni dello spirito umano, relegava tutto ciò che è realistico, dalla narrazione al teatro fino alle espressioni più prosaiche del quotidiano, all’interno di una scala di valori inferiore e del tutto squalificata. Vietato ridere, pertanto. O vietato considerare ciò che attiene alla comicità o al riso come degno di «alta» espressività linguistica, visto che caratteristica della comicità (e del riso) è appunto il suo attenere alla dimensione fisica o addirittura fisiologica della condizione umana: produce comicità e riso lo scarto dalla norma, il lapsus comportamentale, l’eccesso e l’eccezione rispetto alla regola psico-fisica riscontrabile nella realtà e prevedibile.

Fanno ridere il troppo magro, o il troppo grasso, il troppo vigliacco, l’affamato, il balbuziente, l’avarissimo all’interno di un riscontro-confronto con il reale che si basa su un concetto del tutto convenzionale e acquisito di verità fisica o psicologica. Ma tutto ciò è «bassa forza» dal punto di vista culturale, secondo l’idealismo crociano, beninteso! Ne ha ben fatto tesoro, trasferendosi totalmente in un Medioevo cristiano, Umberto Eco col suo Il nome della rosa e il ritrovamento contestato del libro di Aristotele sul riso.

Tornando a noialtri italiani novecenteschi, non si ride quindi con D’Annunzio, ché il suo superuomo pensa solo a sedurre, a volare altissimo, a profondere e sperperare versi con voluttà: è il Vatissimo che fa benissimo. Non si ride del resto con i Futuristi: troppo protagonismo, troppa velocità, troppo prendersi sul serio, troppa guerra igienica soprattutto! Non si riderà affatto, figuriamoci, col Fascismo e dintorni. Il povero Pirandello, che pure ha scritto un saggio su L’umorismo e vi ha impostato tutta la sua teoria del contrario, partendo proprio dall’élan vital bergsoniano, non esce da una considerazione tra l’austero e il nevrotico della condizione umana. Quindi è vietato ridere, almeno ai piani alti della cultura italiana. Tocca rifugiarsi nei piani bassi (appunto!) delle culture regionali, vernacolari o presunte tali. I grandi scrittori comici italiani infatti li ritroviamo, nel ‘900, in teatro, e sono Ettore Petrolini, Raffaele Viviani, infine i De Filippo, a cominciare dal grande Eduardo, e via via (storicamente proseguendo) fino a Dario Fo.

Una tradizione questa delle «lingue territoriali» italiane, ad allargare il campo dal teatro ad altri specifici, in cui che recuperiamo l’elemento del comico-satirico andando indietro attraverso la poesia di Giuseppe Gioacchino Belli e ancora di Carlo Porta, tornando in area teatrale con Goldoni tra veneziano e italiano, con le improvvisazione della Commedia dell’arte e le sue maschere «dialettali», e ancora più indietro con il Ruzzante «padano» del ‘500, fino all’Aretino, alla toscanaccia Mandragola di Machiavelli o all’epica comica del Pulci. È come se, all’italiano letterario, sia stata per decreto negata la facoltà del comico, e la colpa non può essere certo tutta di Croce! A voler poi riprendere quel saggio di Bergson, Il riso per l’appunto, al suo interno l’autore, dopo aver distinto le tre categorie della comicità (fisiognomica, di carattere, di situazione), attribuiva una dimensione tutta sociale alla comicità e al ridere: si ride fra uomini e donne all’interno di una società e di un gruppo che condivida lo stesso codice morale, civile, comportamentale. Non si ride da soli, di qui l’importanza attribuibile al teatro. Del resto sulla funzione «sociale» del comico e del riso scrissero poi gente come Bachtin, Dupréel, per non dire degli studi sul rapporto fra comicità e linguaggio di Jakobson, Lacan, Todorov, Lucie Olbrechts…

A questo punto del discorso, e dell’articolo, qualcuno interrompendo la lettura (anche il sottoscritto) si chiederà: ma da dove è venuta fuori questa prosopopea pallosissima da professore? Non sarà un effetto dello spumante di Capodanno? Basta, i fumi della cultura mi hanno dato alla testa, confesso che ho peccato, chiedo perdono. Espierò, pentito, per tutto l’anno. Mai più citazioni, mai più lezioncine. Quanto ai comici italiani dell’ultimo cinquantennio: è un anno nuovo, si vedrà di badare anche a loro, povere stelle. Auguri.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie