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Castrazione o sterilizzazione, che fare?

Castrazione o sterilizzazione, che fare?

Latrati o miagolii spesso portano a scelte importanti per i nostri amici animali. Ecco i vari rischi e benefici

03 Aprile 2022

Raffaella Direnzo

Spesso ci si chiede se l'asportazione chirurgica delle ghiandole sessuali abbia un beneficio netto per la salute dei cani e dei gatti. In uno studio condotto negli Stati Uniti su 320.172 gatti e 1.339.860 cani esaminati in 651 ospedali la prevalenza complessiva della castrazione era dell'82% nei gatti e del 64% nei cani, cfr. Tuttavia, ci si trova spesso di fronte ad opinioni contrastanti e differenze nei concetti riguardanti il significato, la pratica e la corretta gestione di questa procedura.

COS’É - La castrazione o sterilizzazione del cane e del gatto consiste nella soppressione della funzione riproduttiva. «È ormai consuetudine parlare di castrazione, riferendosi al maschio e di sterilizzazione per le femmine. In realtà sono due interventi differenti e non legati al sesso dell’animale» afferma la Prof.ssa Annalisa Rizzo, ordinario di Clinica ostetrica veterinaria e Responsabile della sezione di Clinica ostetrica del Dipartimento di Medicina veterinaria UniBa. «Si parla, infatti, di castrazione, quando si asportano le gonadi (i testicoli nel maschio e le ovaie nella femmina) e di sterilizzazione, quando si induce la sterilità, senza che vengano intaccate le gonadi. Per quest’ultimo intervento, si effettua la vasectomia, nel maschio, per bloccare il passaggio degli spermatozoi, nelle femmine si esegue la legatura delle tube, per impedire la discesa degli ovociti. In entrambi i casi, gli animali sono sterili, pur mantenendo la produzione ormonale e le caratteristiche di soggetti interi».

CAUSA - «La castrazione è sicuramente l’intervento d’elezione per evitare gravidanze indesiderate», sottolinea la Prof.ssa Rizzo, «per sopprimere le manifestazioni estrali, il più delle volte sgradite (irrequietezza, latrati, guaiti, scoli siero-emorragici vulvari nella cagna; miagolii, urinazione frequente, irrequietezza nella gatta) e per ridurre l'incidenza di alcune patologie, quali l’infezione dell’utero (piometra), le neoplasie mammarie e i disordini ormonali».

TECNICA CHIRURGICA - Per la castrazione, le gonadi vengono rimosse mediante intervento di ovariectomia (asportazione chirurgica delle sole ovaie) o ovarioisterectomia (asportazione chirurgica di ovaie, tube uterine e utero). Tecnicamente, l’ovariectomia è meno invasiva e si effettua in tempi più brevi rispetto l’ovarioisterectomia. Quest’ultima è consigliata solo in presenza di patologie a carico dell’utero, ribadisce la docente.

DISCUSSIONE - Il momento ideale per castrare il proprio animale domestico è stato oggetto di dibattito per lungo tempo. Attualmente la castrazione viene consigliata al raggiungimento della pubertà, poiché l’intervento troppo precoce può, comunque, predisporre la cagnetta ad una serie di rischi, come l’incontinenza urinaria, l’obesità, le dermatiti vaginali e la vulva atrofica. Nelle gatte, invece, la castrazione precoce predispone a patologie delle basse vie urinarie.

BENEFICI E RISCHI - Uno dei principali benefici associati alla castrazione è l’aumento delle aspettative di vita dell’animale.
La castrazione delle femmine gioca, inoltre, un ruolo preventivo nello sviluppo delle neoplasie mammarie. Il rischio di sviluppare tumori mammari in cagne operate prima del primo estro è dello 0.5%, tra il primo e secondo calore è del 8% e dopo il secondo ciclo del 26%. Simili effetti sono stati dimostrati nelle gatte: quelle castrate prima dei 6 mesi di età hanno una riduzione del rischio, rispetto ai soggetti interi, del 91%; prima del primo anno del 86%, tra 12 e 24 mesi del 11%, dopo i 24 mesi nessun beneficio, evidenzia la Prof.ssa Rizzo.
LE POSSIBILI COMPLICANZE - Nonostante i notevoli benefici, la castrazione può comportare anche una serie di rischi o predisporre l’animale a diverse patologie. Per quanto riguarda gli svantaggi della gonadectomia vi sono le complicanze chirurgiche ed anestesiologiche. Il rischio di complicanze anestesiologiche è maggiore nei cuccioli di età inferiore a 4-5 mesi, poiché hanno una ridotta capacità di metabolizzare gli anestetici e gli antidolorifici. Complicanze intraoperatorie sono le emorragie, più comuni se gli animali sono operati in estro o se gli animali sono obesi. Un altro svantaggio è l'incontinenza urinaria, che presenta un'incidenza tra il 3 e il 21% in soggetti sterilizzati. La gonadectomia, infine, conclude la Prof.ssa Rizzo, predispone all’obesità, per un aumento del consumo di cibo, cambiamenti nello stile di vita e un calo del metabolismo.

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