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L'emergenza

Vaccini, l'appello di Decaro: medici siano disponibili a farlo gratis. «Pronti, l'Asl non autorizza»

vaccino

L'intervento del presidente dell'Anci mentre Regione e sindacati dei medici di base «trattano» sulle modalità di vaccinazione

03 Marzo 2021

Redazione on line

«Facciamo un appello a tutti i medici dell’area metropolitana di Bari, i medici di medicina generale, quelli che magari possono fare un secondo turno dopo aver lavorato in ospedale, quelli che stanno nei laboratori, di iscriversi alla call che è stata aperta dalla Asl di Bari per mettersi a disposizione anche gratuitamente».

Lo dice il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a margine dell’incontro con i sindaci dell’area metropolitana di Bari sulla campagna vaccinale anti-Covid. E lo fa mentre Regione e sindacati dei medici di base, ad esempio, stanno trattando sulle modalità - non solo economiche - per eseguire i vaccini negli studi.

«Purtroppo - continua Decaro - le associazioni di volontariato e le parrocchie, che lo farebbero volentieri, non possono fare il vaccino ai cittadini, altrimenti ci vaccineremmo tra di noi, ma non si può fare. Abbiamo bisogno dell’impegno e della professionalità di queste persone, dei medici, almeno fino a quando non si chiuderà l’accordo».

Abbiamo messo a disposizione strutture comunali, non ce lo aveva chiesto nessuno, stiamo anche spendendo soldi dei Comuni per mettere a disposizione punti vaccinali - ricorda Decaro -. Adesso abbiamo bisogno delle dosi e del personale. Quello che non può accadere è che arrivino le dosi e non ci ritroviamo con il personale per poter fare le vaccinazioni. Siamo in un momento particolare, di pandemia, e quindi abbiamo chiesto noi sindaci alla Regione e oggi alla Asl di chiudere questo accordo sindacale con i medici di medicina generale che per noi sono strategici per una campagna vaccinale di massa che inizierà tra qualche giorno, quando arriveranno le dosi».

«La nostra richiesta - ha detto ancora il sindaco - è cercare di organizzare al meglio gli hub che noi mettiamo a disposizione per fare le vaccinazioni e mettere il personale per quando ci sarà la necessità di ampliare notevolmente le vaccinazioni perché tra poco, almeno con Astrazeneca, arriveranno le dosi che permetteranno di fare una campagna di vaccinazione di massa, non più per categorie ma ci allargheremo a tutti i cittadini». "Dobbiamo accelerare con le vaccinazioni - conclude - e lo possiamo fare se lavoriamo tutti insieme».

A Decaro replica Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici di Bari (nonchè della Federazione nazionale): «I medici hanno già dato la propria disponibilità ad essere coinvolti su base volontaria nella campagna vaccinale. In ogni comune della Provincia di Bari i medici fiduciari dell’Ordine hanno già raccolto le adesioni dei colleghi che si sono resi disponibili su base volontaria per l’attività all’interno delle strutture messe a disposizione dalle amministrazioni comunali.”

«Ad oggi, mi risulta che nessun medico volontario sia stato autorizzato dalle ASL a svolgere attività presso i centri vaccinali. Serve chiaramente un modello organizzativo per i medici volontari - che rappresentano una risorsa di carattere emergenziale. Inoltre, dato che in prima battuta la Regione aveva avviato la campagna vaccinale senza i medici di famiglia, ora occorre un nuovo modello organizzativo che preveda il coinvolgimento stabile dei medici di medicina generale e che consenta loro di poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza e in sinergia con le altre componenti del servizio sanitario nazionale.- aggiunge Anelli.


“La vaccinazione ricade tra i compiti del medico di medicina generale e non richiede quindi alcun accordo contrattuale, perché tutto è già definito dall'attuale Accordo collettivo nazionale”. - aggiunge Anelli - “Il tipo di vaccino utilizzato ha un rilevante impatto sull’organizzazione e la logistica: il Pfizer prevede la somministrazione delle sei dosi in poche ore, il Moderna è molto più maneggevole. AstraZeneca si conserva a temperature di refrigerazione standard ma ha delle limitazioni in base base all’età. La Regione deve dirci quante dosi ha a disposizione e quali vaccini ha a disposizione, in modo da poter pianificare le modalità e le tempistiche di intervento dei medici di medicina generale.”

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