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Allenamenti all’aperto sì, sia individuali sia per gli sport di squadra e di contatto, anche nel settore dilettantistico. In serata è arrivato il chiarimento del Governo dopo che la circolare del Viminale aveva indicato come sospesi gli allenamenti degli sport di contatto, lasciando però varie interpretazioni al testo. Il ministero dello sport, d’intesa con quello degli Interni, ha pubblicato nelle Faq del dpcm relative al mondo dello sport il chiarimento che di fatto consente nuovamente la possibilità delle sedute all’aperto superando l’incertezza nata dalla circolare di ieri sera del Viminale che parlava di una sospensione generalizzata anche degli allenamenti per il livello dilettantistico. Qualcuno tira un bel respiro, qualche altro è sempre alle prese con una serie di problemi. Sconforto e speranza. È quello che si respira dopo un piccolo sondaggio fra i presidenti dei comitati regionali delle discipline sportive fra le più gettonate, fra tesserati e praticanti.

«È arrivata una nota di chiarimento del Governo. E nelle prossime ore ci sarà anche di chiarimento da parte della Federcalcio». Anche Vito Tisci, presidente nazionale del Settore giovanile e scolastico e presidente del comitato regionale pugliese, è stato nel limbo. Insieme a tutto lo sport italiano. Intanto, un ulteriore giro di vite era arrivato proprio dal Settore guidato da Tisci: stop a tutti i campionati giovanili: «Una decisione sofferta, maturata a fronte dell’evolversi della situazione di emergenza che presuppone innanzitutto la tutela della salute dei tesserati e che nello scorso turno di campionato ha portato responsabilmente a sospendere un numero elevato di gare con il solo scopo di salvaguardare il benessere dei ragazzi».

Nella tabella dei fattori di rischio l’Atletica leggera è tra gli sport meno rischiosi (0,9) ma le ultime disposizioni sembrano non concedere tregua. «La Fidal è stata tra le prime federazioni a dotarsi di un protocollo di sicurezza validato dal Comitato tecnico scientifico - dice il presidente regionale, Giacomo Leone - e come federazione siamo riusciti ad effettuare tutti i campionati in totale sicurezza e senza registrare alcun contagio. Abbiamo vietato gare provinciali e regionali per garantire la sicurezza del nostro mondo ed abbiamo annullato tutte le gare programmate in pista per i prossimi fine settimana. Ora aspettiamo fiduciosi l’evolversi degli eventi».

Secondo un recente studio del Politecnico di Torino il tennis è lo sport più sicuro con un fattore di rischio pari allo 0,1. La Federtennis ha, però, emanato nuove disposizioni che limitano l’attività di base. Il punto di vista del presidente regionale, Francesco Mantegazza: «Come tutti gli organismi nazionali abbiamo preso atto dei provvedimenti e sostanzialmente non cambia quasi nulla per l’attività agonistica. I problemi maggiori sono legati alla gestione delle scuole tennis che non potranno svolgere attività al coperto. Purtroppo le nuove disposizioni continuano a mantenere un carattere di genericità, non tenendo conto che ogni sport ha le proprie peculiarità e caratteristiche. Non credo che le dinamiche possano subire dei grossi cambiamenti se non modificare i propri comportamenti secondo i protocolli già esistenti dallo scorso maggio, essere stati inseriti tra gli sport più sicuri non è servito a nulla».

Quella della pallacanestro è certamente una delle federazioni sportive più colpite. Nel basket non c’è stato bisogno di specificare ulteriormente se gli allenamenti si potessero svolgere a livello individuale o meno, perché già con le ultime restrizioni era vietato svolgere sedute all’interno degli spazi chiusi come i palazzetti. «Qualcuno - ammette il numero uno della Fip Puglia, Francesco Damiani - si era organizzato con sedute da svolgersi esclusivamente all’aperto, ma non tutti avevano gli spazi adatti per farlo. Abbiamo consigliato alle società di interrompere gli allenamenti in attesa di nuove disposizioni da parte delle autorità competenti, ma sappiamo bene che queste ultime restrizioni rappresentano un duro colpo per tutti i nostri tesserati. L’inizio dei campionati regionali è stato posticipato a gennaio. Qualora dovesse esserci una riapertura dopo il 24 novembre i nostri club avranno la necessità di riprendere la preparazione che hanno dovuto bruscamente interrompere. Va ripensata la formula dei campionati, introducendo delle inevitabili novità nei playoff e nei playout. Eravamo già pronti con i calendari per partire a metà novembre: la salute viene prima di tutto, ma con i nostri protocolli il virus non stava proliferando. Siamo tutti molto amareggiati».

Potrebbero tornare in vasca tutti gli atleti del nuoto, dagli esordienti fino ai master, gli over 25. Potrebbero, perché il Dpcm lo consente e la Fin centrale ha dato il via libera, proprio interpretando il decreto. Ma, in realtà, non si sa se e quando accadrà. I costi di gestione di una piscina sono enormi, aprire gli impianti solo per sostenere l’attività agonistica è troppo oneroso. È l’attività di base che regge il sistema, sono i bambini e gli adulti della scuola nuoto e delle altre discipline collegate (ginnastica in acqua, baby nuoto, disabili e tanto altro) a garantire la sopravvivenza degli atleti. «Come si fa se tutto questo manca? - dice il presidente del comitato regionale della federazione, Nico Pantaleo -. Da ex gestore io non so se riaprire. Perché se aprissi ci rimetterei, con il rischio, per altro, che gli eventuali fondi stanziati vengano anche dimezzati. Gli aiuti promessi sono troppo pochi, dopo che saranno divisi tra tutti gli sport e tutte le società resterà pochissimo a ogni impianto. Inoltre, l’ultima circolare ministeriale vieta i campionati regionali, cosa che invece pensavamo si potesse fare. Navighiamo a vista perché ogni giorno emergono novità e in genere non sono mai positive». La fin Puglia conta circa 70 società per un movimento che comprende 7 mila atleti ma tantissimi praticanti. Il nuoto infatti è tra gli sport preferiti nella fascia d’eta scolare (e non solo).

«È una situazione che è cambiata di ora in ora - dice il presidente del comitato regionale della Fipav, Paolo Indiveri -. L’intenzione della federazione è quella di andare avanti seguendo le indicazioni del Governo,, a meno che non intervengano altre restrizioni governative. Ma non sappiamo come andrà, la situazione è in continuo divenire e questo non aiuta ogni ipotesi di programmazione. Per questo è importante non perdere la lucidità, non dividerci al nostro interno, far fronte comune, avere unità di intenti».
In Puglia ci sono circa 300 società di pallavolo per un movimento che arriva a sfiorare i 20mila tesserati: è il secondo dopo il calcio.

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