Martedì 28 Giugno 2022 | 23:09

In Puglia e Basilicata

L'INTERVISTA

Lupi: «Fitto ha una visione di governo seria. Ricomponiamo l'area popolare»

Lupi: «Fitto ha una visione di governo seria. Ricomponiamo l'area popolare»

Il leader di «Noi con l’Italia»: i progressisti hanno fallito su infrastrutture, Xylella e sanità

14 Settembre 2020

michele de feudis

Onorevole Maurizio Lupi, leader di Noi con l’Italia, le regionali pugliesi vengono considerate l’Ohio italiano. Che rilievo nazionale avranno?

«Si voto per eleggere il governatore e per esprime un giudizio sul presidente uscente. Questa è la prima scelta che si fa: noi ci presentiamo consuma proposta credibile con Raffaele Fitto, in alternativa a Emiliano. Dopo 15 anni di centrosinistra una vittoria in Puglia rappresenterebbe un segnale a livello nazionale. Una bocciatura di una politica assistenzialista e centralista».

Il suo partito come partecipa alla competizione in Puglia?

“In Liguria corriamo con “Liguria popolare”, qui abbiamo scelto di privilegiare la ricomposizione dell’area moderata e siamo presenti nelle liste di Forza Italia: puntiamo a recuperare un pezzo di società che non vota più i partiti centristi o che si riconosceva nel vecchio Pdl».

Con quali temi?

«Il nostro contributo è quello - dopo l’emergenza Covid - di rimettere al centro sussidiarietà, libertà d’impresa e concretezza».

Le proposte?

«Non si risponde alla crisi con l’assistenzialismo tout court, non serve il reddito di cittadinanza ma finanziamenti alle imprese, investimenti su famiglia infrastrutture…».

La candidatura di Raffaelle Fitto che visione rappresenta?

«Ha una storia che viene dalla nostra esperienza, è un presidente di Fdi ma è garanzia di una proposta di governo seria, opposta al negazionismo e a chi abbraccia gli ulivi. Con i nostri eletti puntiamo condizionare positivamente l’azione del futuro governo. Del resto abbiamo riportato esperienze civiche all’interno di Fi, con la candidatura nel Foggiano di Leo Di Gioia».

Che giudizio dà del governo del presidente Emiliano?

«È stato lacunoso sul tema delle infrastrutture materiali e immateriali: dalle strade alle ferrovie ai porti. La Regione ha fatto opposizione alla Tap. Emiliano vuole tenere la Puglia bloccata ad una visione che non dà merito alle ricchezze del territorio. Sulla Xylella il governo regionale è stato vicino ai negazionismi e poi ha agito in ritardo. Sulla Sanità e sulla famiglia: non è stata riportata al centro la cura la persona con la medicina di territori».

Il futuro dell’Ilva?

«Paghiamo il rincorrersi dei due estremismi ideologici: quello del M5S e di Emiliano. La posizione più pragmatica l’ha sempre avuto il vescovo Monsignor Santoro: salute e occupazione devono andare di pari passo. Il governo, accompagnato dalla connivenza di Emiliano, ha fatto tutto e il contrario di tutto per chiudere l’acciaieria e far scappare gli investitori. L’ultimo è stato il balletto sullo scudo penale. La nazionalizzazione non è l’unica strada davanti».

Si voterà anche per il referendum. Come si schiera?

«Demonizzare la democrazia e le istituzioni è l’errore più grande. In Puglia con la riduzione del numero dei parlamentari al Senato solo i primi due partiti potranno avere eletti. Votare no al referendum è bocciare una pessima riforma che mette a rischio l’intero sistema». 

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