Sabato 13 Agosto 2022 | 13:54

In Puglia e Basilicata

vero il voto

Regionali 2020, il Pd corteggia ancora i 5S. La risposta: «Noi da soli»

L'appello della Laricchia: «Usare parte del Recovery Fund per Taranto»

Astorre: uniamoci. Dell’Olio: «Laricchia è il cambiamento»

18 Agosto 2020

michele de feudis

BARI - Il forcing finale per la ricomposizione dell’alleanza nazionale giallo-rossa nelle regionali pugliesi (convergendo su Michele Emiliano) c’è, ma è praticato senza troppi entusiasmi solo dal Pd. Nel mondo cinquestelle i corteggiamenti sono respinti senza indugi. L’appello all’unità - dal fronte dem - arriva ora da Bruno Astorre, senatore e segretario regionale del partito nel Lazio: «Unire i puntini per un progetto alto e forte nell’interesse dei cittadini di Marche e Puglia: è l’invito che rivolgo alle donne e agli uomini del Pd e del M5S che sono chiamati ad un appuntamento che segnerà il futuro delle rispettive regioni». «Auspico - sintetizza Astorre - che sia fatto tutto il possibile perché prevalga il buon senso e un po' meno l’appartenenza a pregiudizi che si superano con il coraggio delle idee».

Dal mondo pentastellato la candidata presidente Antonella Laricchia non replica (è impegnata con una agenda serrata di incontri su tutto il territorio), ma a puntellare la sua posizione c’è la solidarietà di tutto il gruppo parlamentare pugliese del Movimento. Ad Astorre, infatti, risponde Gianmauro Dell’Olio, senatore e tra i più attivi nella campagna elettorale 5S insieme a Barbara Lezzi: «Fa piacere che Astorre si prenda la briga di definire progetti e dichiararli senza sentire gli interlocutori in Puglia».

«Questi - prosegue - sono gli ultimi tentativi di fare breccia nella questione alleanze, per cercare di togliere elettorato al M5S. Noi andiamo avanti senza alleanze con i dem. Per fortuna mancano pochi giorni alla presentazione delle liste, giorno che segnerà la fine di questi inutili ammiccamenti». Dal centrosinistra, però, filtra la linea che il prossimo step sarà quello di far propaganda per il “voto utile” a vantaggio dell’uscente Michele Emiliano, come avvenne a gennaio in Emilia-Romagna per Stefano Bonaccini: «Il governatore proverà sempre a tirare fuori la storia del voto utile, ma l’unico voto costruttivo per i pugliesi è quello per la Laricchia, che può portare cambiamento autentico.

Emiliano avrà a sostegno una Babele di liste: se vincerà che omogeneità avrà il suo governo? Finirà come per la doppia preferenza, con dieci franchi tiratori da sinistra…». Poi c’è il tasto dolente del rapporto con il premier Conte: «Ho incontrato il presidente a Ceglie Messapica: che io sappia, non farà campagna elettorale per nessuno. Sebbene mi potrebbe far piacere un suo schieramento per la Laricchia, non lo considererei corretto perché è il presidente del consiglio di una maggioranza nella quale gli alleati sostengono candidati diversi».

A Dell’Olio, infine, controreplica Ubaldo Pagano, deputato Pd e dirigente emilianista: «Il comportamento dei grillini? È assolutamente incomprensibile questa difformità di atteggiamento tra il livello pugliese e quello nazionale del M5S. Il premier Conte, indicato dai 5S, continua a ribadire come la sua collaborazione con il governo Emiliano sia stata utile all’avvio di soluzioni di diverse questioni e alla svolta sull’ex Ilva. Sembra evidente che gradisca la rielezione di Emiliano mentre non ha mai citato in un discorso pubblico la candidata del Movimento Laricchia, che non ha alcuna possibilità di rappresentare l’argine ai sovranisti. Eppure, con un accordo alla luce del sole, il M5S potrebbe portare avanti alcune sue storiche battaglie, superando la sterile protesta».

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