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Botta e risposta

Caso Gazzetta, l'editore Ciancio: la do gratis. il Cdr: quelle mancanze prima del sequestro. Emiliano e Bardi: intervenga il Governo

Caso Gazzetta, botta e risposta Ciancio-comitato di redazione

L'editore sulla scelta della liquidazione: «Ecco perché non posso continuare». I giornalisti :«Respinte nel passato proposte di acquisto del nostro giornale»

07 Maggio 2020

Redazione on line

In una nota l’editore Mario Ciancio Sanfilippo, intervenuto dopo un duro documento reso pubblico dal Comitato di redazione della Gazzetta alla notizia della volontà di mettere in liquidazione la società, spiega che «si è dovuto arrendere alla crisi de La Gazzetta del Mezzogiorno » e ribadisce «di aver messo gratuitamente a disposizione il complesso aziendale ». «Nessun soggetto, tuttavia - sottolinea Ciancio - a livello locale e nazionale ha manifestato serio interesse per l’acquisizione e il rilancio della testata ». Ciancio sottolinea che «onorerà le proprie esposizioni verso il sistema bancario». Di seguito la replica del Cdr sia su alcune proposte di acquisto da parte di editori fatte negli ultimi anni, l'ultima delle quali prima del sequestro, sia alcune gravi mancanze aziendali precedenti all'intervento del tribunale di Catania.

Di seguito il comunicato del Cdr della Gazzetta

«Siamo lieti delle precisazioni fatte dall'azionista della Edisud, Mario Ciancio Sanfilippo. Da professionisti dell'informazione siamo abituati a mettere i nostri Lettori in condizione di comprendere appieno anche le materie più complesse e l'editore ci aiuta in questo arduo compito confermandoci la notizia essenziale: è suo fermo proposito mettere in liquidazione la società editrice della Gazzetta, un atto che è l'anticamera della chiusura del giornale. Procedura legittima, della quale evidentemente rivendica la paternità, insieme con i suoi consulenti».

«Apprendiamo anche con piacere che la società editrice è stata sostenuta con oltre 30 milioni di euro nel corso degli ultimi anni, danari che si aggiungono ai ricavi gestionali dell'azienda. Tuttavia, se in questi anni abbiamo cercato di non interferire nelle scelte dell'imprenditore Ciancio, oggi ci vediamo purtroppo costretti a far notare all'editore Ciancio che evidentemente, a fronte di un impegno economico così importante, ha mal riposto la propria cieca fiducia in una serie di manager che hanno saputo soltanto professare il credo dei tagli indiscriminati del costo del lavoro, senza elaborare alcuna strategia di rilancio e di «aggressione» del mercato».

«A quei manager è stato consentito sperperare quelle iniezioni di liquidità. Non è sbagliato sostenere che nessuno di quei dirigenti abbia speso le proprie energie per produrre risultati apprezzabili in termini di utili aziendali, come dimostrano anche le recenti vicende di distruzione della rete pubblicitaria della Gazzetta. E sempre a un manager di strettissima fiducia dell'editore Ciancio va imputato l’inutile acquisto di una costosissima rotativa che ancora oggi fa sentire il suo peso sui bilanci aziendali».

«Proprio per capire in che maniera siano state impiegate queste ingenti somme in anni in cui giornalisti e poligrafici accettavano anche pesanti tagli alle retribuzioni, il Comitato di Redazione ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Bari».

«Spiace, invece, apprendere che la volontà di cessione - per giunta gratuita - del giornale sia intervenuta solo in questa fase critica per la vita del Paese e della testata: a questa Redazione risulta che, nel corso degli anni, l'editore Ciancio abbia respinto alcune proposte di acquisto del nostro giornale da parte di editori solidi, liquidi e competenti, l’ultima delle quali giunta pochi mesi prima del sequestro. E si tratta di circostanze confermateci documentalmente dagli stessi potenziali acquirenti. Non dubitiamo del fatto che abbia ritenuto, quindi, più utile e conveniente mantenere la proprietà di cui adesso dichiara di volersi disfare».

«Onorare il pagamento degli stipendi dei lavoratori e delle esposizioni bancarie personali, poi, sono atti gestionali che avvengono nel rispetto delle norme del codice civile e non rivestono alcun carattere di eccezionalità. Siamo certi che l'annuncio di azioni giudiziarie a tutela dell'onorabilità e del rispetto non sia in alcun modo rivolto alla Redazione della Gazzetta impegnata in una battaglia senza sosta per mantenere in vita il giornale».

EMILIANO: SERVE INTERVENTO DEL GOVERNO - “La Gazzetta del Mezzogiorno è la nostra storia, la storia della Puglia e del Sud Italia. La storia non può essere cancellata per decisione dei singoli. Serve subito un intervento del Governo per far sedere le parti attorno ad un tavolo e trovare una soluzione che consenta il mantenimento occupazionale e la salvaguardia della testata. Oggi stesso invierò una lettera al presidente del Consiglio Conte affinché convochi questo incontro. Esprimo solidarietà piena e totale ai giornalisti e ai lavoratori della Gazzetta del Mezzogiorno in queste ore tristi e difficili. Confermando la piena disponibilità della Regione Puglia ad essere al loro fianco, studiando ogni possibile azione per tutelare il patrimonio culturale e professionale che la Gazzetta del Mezzogiorno rappresenta per la nostra comunità”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

BARDI: PRESERVARE L'ALTO VALORE IMMATERIALE E LA STORIA DELLA GAZZETTA - “Avevamo accolto con grande soddisfazione la recente notizia del dissequestro della Gazzetta del Mezzogiorno, ma purtroppo siamo nuovamente costretti a preoccuparci per gli ultimi sviluppi che ha assunto la vicenda nelle ultime settimane. In questo momento delicato l’informazione sta dimostrando tutto il suo altissimo valore e la Basilicata non può permettersi di perdere il sostanziale apporto informativo, garantito da una testata forte del suo radicamento con territorio e della professionalità dei sui giornalisti”. Lo scrive in una nota il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. "Seguiremo con attenzione l’evolversi della vicenda, auspicando in una schiarita nei prossimi giorni che dovrà essere frutto della capacità delle parti di soppesare non solo gli aspetti economici ma anche l’alto valore immateriale e la storia della Gazzetta”.

VERNA: LA GAZZETTA, PATRIMONIO DELLE COMUNITA' DEL SUD - «Un giornale profondamente legato a un territorio è un bene culturale. Possibile che non ci siano mecenati pronti a sostenere la sopravvivenza della Gazzetta del Mezzogiorno per salvaguardare questo patrimonio dei cittadini ? L'appello è accorato, ed è esteso anche alle istituzioni. Questo rapporto con la comunità locale non può essere reciso , faccio leva anche sull'orgoglio degli imprenditori di quell'importante area del sud. Salvare la Gazzetta del Mezzogiorno, per la tradizione che ha e la solidità della fiducia dei lettori, è una questione di qualità della democrazia». Lo dichiara Carlo Verna, presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

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