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In Puglia e Basilicata

La solidarietà

Salviamo La Gazzetta del Mezzogiorno: l'appello di Fnsi, Ordine e Assostampa Il ministro Boccia: «Chi ha sbagliato paghi»

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Vicinanza è stata espressa anche dall’esecutivo Usigrai e dall’assemblea dei CdR e dei fiduciari della Rai

06 Maggio 2020

Redazione online

«La richiesta di liquidazione della Edisud, proprietaria della Gazzetta del Mezzogiorno, non era la chiarezza che auspicavamo dall'editore Mario Ciancio Sanfilippo all'indomani della restituzione della società da parte del Tribunale di Catania. È quanto si legge in una nota diffusa dall'Ordine dei giornalisti della Puglia in merito al comunicato del cdr della Gazzetta del Mezzogiorno. «Ora che è caduta anche questa, speriamo ultima, maschera - continua la nota -  è necessario andare oltre la solidarietà e mettere in campo tutte le energie per impedire alla Puglia e alla Basilicata di fare a meno di un presidio di democrazia. Questo territorio non può permettersi di rinunciare a un pezzo della sua storia e deve avere la forza, la capacità, la creatività di individuare una via di futuro non solo per i giornalisti, i poligrafici, gli amministrativi ma per l'intera comunità del giornale che è rappresentata dai cittadini-lettori».

FNSI E ASSOSTAMPA: IMPRENDITORI DEL TERRITORIO SI IMPEGNINO PER SALVARLA - «Il tempo degli incontri istituzionali, delle solidarietà o delle passerelle mediatiche è finito: è tempo che la classe imprenditoriale di Puglia e Basilicata si faccia avanti, anche tramite cordata, per salvare la Gazzetta del Mezzogiorno dal baratro del fallimento cui sembra condannata». È l'appello delle Associazioni di Stampa di Puglia e Basilicata, insieme con la Federazione nazionale della Stampa italiana, dopo che l'editore - tornato in possesso del giornale a seguito del dissequestro deciso dal Tribunale di Catania – ha annunciato la volontà di mettere in liquidazione la Edisud spa.

«A fine mese - proseguono la Fnsi e le Assostampa - il Tribunale di Bari sarà chiamato ad esprimersi sulla eventuale continuità dell'azienda. Ma a un anno e mezzo dal sequestro deciso dai giudici di Catania, il giornale è riuscito a sopravvivere sinora solo grazie alla caparbietà di giornalisti e poligrafici, che hanno continuato a lavorare e così a garantire l'uscita quotidiana in edicola anche quando non veniva loro pagato lo stipendio. Quei sacrifici, ora, rischiano di andare persi dinanzi alla volontà dell'editore di dismettere il principale organo di informazione della Puglia e della Basilicata, dopo averne provocato il dissesto tramite un management rimasto alla guida finanche durante la procedura giudiziaria e aver allontanato per anni ogni offerta di acquisto che consentisse la tutela e il futuro della testata».

«Dinanzi a tale situazione - conclude il sindacato - gli imprenditori pugliesi e lucani non possono rimanere silenti spettatori. Occorre un impegno forte e chiaro da parte del territorio che, per 135 anni, è stato raccontato dal giornale con professionalità ed equilibrio. La Gazzetta è un bene di tutti ed è dovere da parte di tutti i pugliesi e lucani provare a difenderlo».

LA SOLIDARIETA' USIGRAI E CDR RAI - L’esecutivo Usigrai e l’assemblea dei CdR e dei fiduciari della Rai «esprimono piena solidarietà ai dipendenti della Gazzetta del Mezzogiorno. Il quotidiano - sottolineano in una nota - è rimasto in piedi fino ad ora grazie all’impegno e ai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori. Ora non possono continuare a pagare loro il conto. Quindi, diciamo con chiarezza che siamo al fianco dei dipendenti della Gazzetta del Mezzogiorno e al fianco della Fnsi per tutte le iniziative che si intenderà mettere in campo».

IL MINISTRO BOCCIA: «È UN PEZZO DI STORIA E LA STORIA NON SI LIQUIDA» - “La Gazzetta del Mezzogiorno per noi pugliesi, per i lucani, per il mezzogiorno intero è un pezzo rilevante della storia dell’ultimo secolo; ‘il giornale’ per molti nostri nonni, genitori e per le famiglie con una storia centenaria che dà voce alla vita del Sud. Non si può liquidare una testata che rappresenta un pezzo rilevante del Paese e dell’informazione del Mezzogiorno senza pensare che dentro ogni pagina vi siano storie, famiglie, professionisti. La storia non si liquida! Esprimo la massima solidarietà a tutti i lavoratori della Gazzetta del Mezzogiorno; chi ha commesso errori in questa vicenda dovrà darne conto. Faremo di tutto per creare le condizioni migliori per tutelare l’editoria territoriale in crisi”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

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