Martedì 18 Febbraio 2020 | 01:01

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Paura a Melfi: cinese muore per infarto dopo crisi respiratoria, ma non è Coronavirus

Il decesso poche ore dopo il ricovero. Per ora nessun monitoraggio per i familiari

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MELFI - Era rientrato in Italia, in un paese del Vulture-Melfese, ai primi di dicembre dopo un viaggio nella sua terra d'origine, in Cina, in un paese a circa 800 chilometri da Wuhan, il nucleo dell'emergenza Coronavirus. Ieri si è presentato al pronto soccorso di Melfi in preda a una crisi respiratoria e intorno alle 11 è morto fulminato da un infarto. La vittima è un cittadino cinese di 41 anni. Per precauzione sono state attivate tutte le procedure legate all'allarme Coronavirus, anche se l’infettivologo dell’ospedale melfitano - in stretto contatto con la task force regionale sul Coronavirus, guidata dal presidente del governo lucano Vito Bardi - ritiene che il decesso non sia stato causato dal virus. Al momento, comunque, non è chiaro cosa abbia scatenato la crisi che ha portato alla morte il cinese: saranno le analisi a stabilirlo. E, se necessario, l’autopsia. Se dovesse risultare negativo alle comuni polmoniti, le provette saranno inviate, come da protocollo, all’istituto Spallanzani di Roma dove sono in grado di individuare la presenza del nuovo virus.

All’interno dell’ospedale di Melfi, come dicevamo, si tende ad escludere che possa trattarsi del temuto Coronavirus. Non è solo una questione legata alla sintomatologia, ma anche di tempi: proprio ieri l’Organizzazione mondiale della Sanità ha riferito che il periodo di incubazione del Coronavirus arriva ad un massimo di 24 giorni. Il cittadino cinese, lo ricordiamo, è rientrato in Basilicata agli inizi di dicembre, quindi quasi due mesi fa e, secondo indiscrezioni raccolte, avrebbe accusato un malore soltanto un paio di giorni fa, fino a spingerlo a recarsi al pronto soccorso.
A Melfi e dintorni la notizia del decesso si è propagata attraverso i social generando preoccupazione soprattutto tra le madri di bambini che frequentano asili e scuole elementari.

Nella zona nord della regione c’è una nutrita comunità cinese con bambini ed è comprensibile l’apprensione che ha travolto i genitori. Fioccano richieste di chiarimenti sulle varie chat, con i residenti del paese di provenienza della vittima che sollecitano informazioni dettagliate e immediate. L’uomo, dalle prime notizie che siamo riusciti ad acquisire, sarebbe padre di un bambino. In attesa che si faccia chiarezza sulle cause del suo decesso forse sarebbe opportuno estendere i controlli ai familiari della vittima. Una questione di prudenza. Ma sarà importante anche ricostruire tutti i movimenti e gli incontri del cinese che lavora come commerciante.

Gli accertamenti, dunque, sono partiti. E non poteva essere altrimenti visto la soglia di attenzione che c’è sul tema. Dall’ospedale trapelano rassicurazioni e tutte le operazioni di controllo sono attivate solo per precauzione.
La prudenza, in questi casi, non è mai troppa.
D’altra parte il caso di un 40enne di Salerno, ricoverato all’ospedale Cotugno di Napoli, struttura di riferimento regionale per i possibili pazienti infettati dal virus, amplifica i timori. Il 40enne, residente nel Salernitano, sarebbe rientrato in questi giorni in Italia dalla Cina dopo una vacanza. Arrivato al pronto soccorso del nosocomio con febbre e difficoltà respiratorie, l’uomo è stato messo subito in isolamento. Quindi, l’azienda ospedaliero-universitaria ha attivato la procedura prevista, disponendo il trasferimento del paziente dal presidio di Salerno al Cotugno di Napoli. Al nosocomio partenopeo, specializzato in malattie infettive, sono stati eseguiti i prelievi e tutti gli accertamenti necessari previsti dal protocollo sanitario. I risultati del test si conosceranno oggi nella tarda mattinata. 

LE PAROLE DEL SINDACO - «Non si tratta di coronavirus la causa del decesso dell’uomo di nazionalità cinese, avvenuta nell’Ospedale di Melfi. Non c’è ragione di allarme». Questa la dichiarazione del sindaco di Melfi, Livio Valvano. Stamattina sono state completate le analisi in ospedale che hanno escluso l'ipotesi che la vittima fosse stata infettata dal virus.

LA REGIONE: NESSUN ALLARME - «Nessun contagio da nuovo Coronavirus in Basilicata». Lo hanno reso noto l’assessore lucano alla salute, Rocco Leone, e il direttore generale del Dipartimento regionale, Ernesto Esposito (il quale ricopre anche il ruolo di coordinatore della task force regionale). Leone ed Esposito hanno inoltre sottolineato che «i cittadini lucani possono stare tranquilli: abbiamo definito delle precise procedure e siamo in grado di gestire eventuali emergenze».
Riferendosi alla morte di un cittadino cinese di 70 anni, ieri nell’ospedale di Melfi, Leone ed Esposito hanno specificato che è avvenuta «a causa di una complicanza influenzale. Dal materiale biologico prelevato dagli specialisti tramite tampone è stato possibile isolare sia il virus influenzale circolante in questo periodo sia lo streptococco che ha causato la polmonite batterica, complicanza che si può determinare specie nei soggetti più a rischio». Residente a Lavello (Potenza), il cittadino cinese «aveva avvertito il 7 febbraio i primi sintomi influenzali, in particolare febbre, e ieri mattina è stato accompagnato da un familiare nella struttura sanitaria. L’uomo era rientrato il primo dicembre scorso da una zona della Cina distante da Wuhan». 

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