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Banca Popolare di Bari, da Trani archiviazione per due denunce

Banca Popolare di Bari, da Trani archiviazione per due denunce

Domani nel capoluogo l'assemblea dei soci per il bilancio

20 Luglio 2019

Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani, dott.ssa Altamura, ha disposto l'archiviazione di due denunce nei confronti del direttore della filiale di Canosa di Puglia della Banca Popolare di Bari relativamente alla vendita di azioni dello stesso Istituto, per la insussistenza del contestato reato di truffa.

I clienti avevano sostenuto che l'acquisto di tali titoli della Banca era stato caratterizzato da informazioni ingannevoli, difetti di conoscenza dell'andamento dei titoli stessi, con mancata consapevolezza della gestione del portafoglio di investimenti.

Il Giudice procedente, prendendo atto della richiesta del Pubblico Ministero e soprattutto delle argomentazioni e della documentazione prodotta dalla difesa della Banca (Avv.Francesco Paolo Sisto), ha invece ritenuto che il sistema di comunicazione verso i clienti della Popolare di Bari sia del tutto idoneo a garantire la perfetta conoscenza delle operazioni, evitando qualsiasi ipotesi di difettosità del consenso.

"Il Giudice non ha avuto dubbi: l'andamento dei titoli, per fatto incolpevole, non può essere addebitato a chi adempie puntualmente all'obbligo di informazione della propria clientela", chiosa l'Avv.Sisto; "Si tratta di provvedimenti che pongono fine ad un "chiacchiericcio pseudo-giudiziario" sfornito di qualsivoglia fondamento".
Domani mattina a Bari si terrà l’assemblea dei soci (circa 70mila in tutto) della Banca Popolare di Bari, ormai protesa verso la trasformazione in Spa. Dovrà approvare un bilancio che si chiude con una perdita di 420 milioni di euro su cui ha pesato l’acquisizione dell’abruzzese Tercas. Il decreto crescita ha introdotto la possibilità per le banche del centro sud di trasformare le cosiddette Dta (attività fiscali differite) in crediti di imposta a patto che gli istituti di credito procedano ald aggregarsi entro la fine del 2020. Un’operazione che in termini reali equivale a una sorta di aumento di capitale pari a 500 milioni di euro. E che dovrà vedere all’opera i principali istituti di credito del Mezzogiorno.

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