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Foto Todaro

TARANTO - «Soni qui per dire che ieri in consiglio dei ministri abbiano abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio arrivando a Taranto dove a breve parteciperà in prefettura al tavolo permanete per il Contratto istituzionale di Sviluppo (Cis) con altri quattro ministri M5s.

«Non è una vittoria del governo - ha aggiunto Di Maio - ma è una vittoria dei tarantini. So benissimo che i tarantini discendono dagli spartani ma ci sono tante altre battaglie da vincere. E’ sicuramente rilevante che nel Decreto Crescita venga introdotta una norma che abolisce l'immunità penale». In realtà «si chiama esimente e - ha spiegato il vicepremier - doveva durare altri quattro anni e mezzo, ma invece ad agosto di quest’anno cesserà di esistere»

«Per quanto riguarda Taranto c'è oltre un miliardo di euro che non si sta spendendo. Io sono qui per portare avanti questo tavolo. Tornerò qui il 24 giugno, esattamente tra due mesi, in modo tale che quello che decideremo al tavolo sarà verificato e vedremo come si staranno spendendo i soldi stanziati». Lo ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio parlando con i giornalisti prima di iniziare nella prefettura ionica la riunione del tavolo permanente per il Contratto istituzionale di Sviluppo (Cis) per Taranto.
«Non è una questione - ha precisato il vice premier - di dire se ci sono altri soldi, qui prima di tutto bisogna spendere bene quelli che ci sono». Quanto alla questione del Siderurgico, Di Maio ha ribadito che «il grande lavoro da fare adesso è avviare una fase 2 per l’ex Ilva perchè da una parte ci sono gli insediamenti produttivi che porta avanti ArcelorMittal e dall’altra quello che compete all’Ilva in amministrazione straordinaria. Ieri si sono dimessi i commissari con cui abbiamo lavorato per la chiusura dell’accordo con ArcelorMittal e li ringrazio per il lavoro svolto e per la loro sensibilità istituzionale».

«Adesso con i tre commissari che abbiamo nominato noi lavoreremo a un nuovo progetto: quello di più investimenti nelle bonifiche, che devono continuare, e dall’altro nel liquidare tutte le aziende che devono avere ancora i soldi. Con un obiettivo: la riconversione economica di questo territorio». Così il vicepremier Luigi Di Maio a margine della riunione del Tavolo permanente per il Cis per Taranto, in corso nella prefettura ionica.
«So che i tarantini - ha aggiunto - hanno sentito parlare troppo di riconversione economica. Noi cercheremo di farlo seriamente, a differenza del passato. Volevo venire qui con i fatti e posso dire che i tarantini oggi hanno vinto una battaglia sull'immunità penale ma ne devono vincere ancora tante altre e io farò di tutto per conquistarmi la loro fiducia. So che è un popolo arrabbiato». Di Maio ha evidenziato la necessità di «rivedere tutto il sistema dell’accertamento dell’impatto sanitario sia dell’Ilva che degli altri insediamenti produttivi. C'è una richiesta forte che viene dai cittadini di Taranto».

«Se qualcuno mi chiedeva di chiudere lo stabilimento (siderurgico di Taranto, ndr) e mandare ventimila persone in mezzo a una strada, questa non è mai stata la mia idea di ministro dello Sviluppo economico. Adesso c'è la fase due, tutto quello che ancora dobbiamo fare per estinguere il debito che tutti gli italiani hanno con i tarantini». Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, parlando nel corso del tavolo per il Cis Taranto. «Nessuno - ha sottolineato - può pretendere di avere fiducia in bianco dai cittadini italiani e ancor di più di questa terra. L’unica cosa che noi possiamo fare per far riguadagnare fiducia verso le istituzioni della Repubblica, è far funzionare le cose che devono funzionare. Il nostro obiettivo con questo tavolo è metterci a disposizione».

E sul caso Siri commenta: «Quello che noi stiamo chiedendo sul caso Siri è un ulteriore atto di fiducia, perché questa fiducia va rinnovata con i gesti concreti». «Io e Matteo Salvini - ha aggiunto - abbiamo fatto grandi cose insieme in questi primi mesi di governo. Abbiamo anche rischiato processi, procedure di infrazione comunitaria e tanto altro». «E abbiamo fondato questo governo - ha concluso - sul rapporto di fiducia che si è concretizzato tra noi nella firma di quel contratto di governo».

«Nell’ambito del tavolo istituzionale abbiamo pensato di creare tre gruppi di lavoro, coordinati dai ministri: il primo su Salute e sociale, il secondo su Lavoro, Imprese e Innovazione e il terzo su Riqualificazione urbana». Ha poi annunciato il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, durante il Tavolo permanente del Contratto istituzionale di sviluppo. Il primo gruppo «dovrà anche rivedere - ha aggiunto il vice premier - il decreto interministeriale del 2013 sulla Valutazione del danno sanitario. Il gruppo su Lavoro, Imprese e Innovazione potrà occuparsi anche del Tecnopolo previsto in Legge di Bilancio. E quello sulla Riqualificazione urbana potrà riservare particolare attenzione alla blue economy. Questo Tavolo - ha detto ancora Di Maio - è importante per analizzare i temi della differenziazione della vocazione economica di questa città».

«Essere qui oggi significa lavorare all’altra fase che è quella della riconversione economica. Perché qualsiasi cosa ci siamo detti a questo tavolo l'abbiamo detta con un orizzonte temporale. Quando si parla di riconversione economica, di programmazione di un territorio, stiamo parlando anche di tempi che sopravviveranno ai nostri mandati politici». «A nome di tutto il governo - ha ribadito - voglio dire che qui nessuno si illude di aver preso il testimone per l’ultima volta, anche noi passeremo il testimone. E il nostro dovere è dare continuità ad un percorso che può essere migliorato». "Vorrei rassicurare tutte le amministrazioni, istituzioni e stakeholders privati che sono qui - ha precisato - che il nostro obiettivo è non toccare le piene prerogative degli enti locali». Quanto al rallentamento di alcuni processi emersi nel corso del tavolo, Di Maio ha spiegato che «nel decreto Crescita e nello Sblocca cantieri, due decreti legge che nei prossimi sessanta giorni vedranno attività parlamentare molto intensa, abbiamo una serie di materie competenti per affrontare normative che magari non stanno funzionando. Possiamo emendare».

LE ASSOCIAZIONI LASCIANO IL TAVOLO - Alcune associazioni ambientaliste e comitati di cittadini, tra cui Giustizia per Taranto, hanno abbandonato la riunione alla quale sono stati invitati dal vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, e alla quale partecipano altri quattro ministri oggi nel capoluogo jonico in occasione del tavolo permanente sul Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto.
«Rifiutiamo questo teatrino elettorale», hanno detto in un documento letto da un loro portavoce e consegnato a Di Maio, prima di lasciare la riunione. Nel documento le associazioni rivolgono alcune domande al governo. Tra queste si chiede perché, in fase di accordo con ArcelorMittal, cioè i nuovi proprietari della ex Ilva, non sia stata richiesta la Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (Viias)

LE DICHIARAZIONI DEI MINISTRI GRILLO, LEZZI, COSTA E BONISOLI - Una cabina di regia formata da alcuni ministeri tra cui Ambiente, Salute, Mise e Sud, «fornirà ogni sei mesi, attraverso un osservatorio, i dati epidemiologici» sulla città di Taranto «per conoscere la reale situazione sanitaria del territorio e quindi da lì indirizzare politiche sanitarie adeguate». Lo ha sottolineato il ministro per la Salute, Giulia Grillo, intervenendo al tavolo per il Cis Taranto.
«I fattori di rischio dal punto di vista dell’insorgenza di vari tipi di patologie - ha spiegato - non sono solo ambientali, e intervengono insieme nel determinare l’insorgere a di alcune patologie». «Quello che ci sta a cuore - ha concluso - è predisporre azioni che riducano l’esposizione a fattori di rischio e quindi le patologie che da questi derivano».

«La vera cura che si può dare a questa città, così come a tutto il Sud, è spendere bene le risorse che ci sono. I soldi ci sono e sono già allocati non solo a Taranto ma alle tante realtà che vivono situazioni di disagio, ma fino ad oggi, purtroppo, c'è stata molta sciatteria», perché «quando le istituzioni non fanno le istituzioni ma fanno solo politica, molto spesso si arenano progetti e nuove possibilità per i cittadini». Lo ha detto il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, nel corso del tavolo per il Contratto istituzionale di sviluppo di Taranto.
Lezzi ha sottolineato la «dipendenza economica di questa città dall’impianto siderurgico (ex Ilva ora ArcelorMittal, ndr), e il vero cambiamento che noi potremo portare a questa città sarà darle una alternativa, un’altra opportunità». Per il ministro, «il senso di rabbia che a giusta ragione provano cittadini di Taranto è dovuto alla impossibilità di avere in questo momento una alternativa per questa città». Infine Lezzi ha sottolineato che «ogni due mesi porterò qui un crono programma che dovrà essere rispettato».
«Per noi - ha concluso - questa città ha un alto valore politico», e lo dimostra che a «presiedere il tavolo è Luigi Di Maio».

«La questione ambientale la si affronta facendo sistema. Ho chiesto di costituire un tavolo permanente sia qui presso la prefettura sia presso il ministero per l’Ambiente con la commissaria» straordinaria per le bonifiche «Corbelli: l’obiettivo è che i dati siano condivisi, che lo strumento dell’informazione sul territorio sia unica, penso al portale, e che i dati siano anche divulgativamente proposti, per evitare una informazione male interpretata». Lo ha sottolineato il ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, intervenendo al tavolo per il Cis Taranto.
«Stiamo coltivando l’idea - ha spiegato - di costituire un protocollo di lavoro tra ministri, condividendolo anche con gli enti locali, e poi un tavolo tecnico, vedendoci qui ogni due mesi circa, per condividere non solo il dato ma il progress sul quale si sta lavorando». «In modo tale che la linea sia trasparente - ha concluso il ministro - senza ombre, e che ci permetta di riassestarla volta per volta».

LE PAROLE DI EMILIANO - Come avevamo previsto il Governo ha inserito nel decreto crescita l’eliminazione delle immunità penali per i gestori dell’ex Ilva di Taranto. Questa sembra una buona notizia soprattutto per noi che avevamo adito la Corte Costituzionale al fianco del GIP di Taranto per fare dichiarare l'incostituzionalità dei decreti salva-Ilva. Aspetto ovviamente di vedere in cosa consiste realmente la norma». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. «Bisogna evitare che l’Ilva continui a uccidere la popolazione perchè di questo si tratta. Il processo in corso davanti alla Corte d’Assise parla di questo e naturalmente noi, avendo la Regione Puglia, negoziato con l'Unione europea condizioni di finanziamento importanti per cambiare le tecnologie in modo tale da renderle sicure, siamo pronti a collaborare». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano parlando con i giornalisti a margine del Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per Taranto.
«Ovviamente, se l’Ilva - ha aggiunto - non fosse mai esistita o sparisse di colpo penso che qui organizzeremmo una festa che durerebbe un paio di mesi. Resta il fatto che questo coraggio la Repubblica italiana non ce l’ha. Venti miliardi per reindustrializzare l’Ilva non ce li hanno e quindi il nostro destino in questa fase è quello di tenerci l’Ilva ma certamente non come è stata progettata nel secolo scorso». Deve essere «una fabbrica - ha insistito Emiliano - completamente diversa e deve essere dal punto di vista tecnologico completamente rivoluzionata. Se queste condizioni non verranno rispettate è chiaro che per noi la collaborazione anche con questo governo sarà impossibile come è stata impossibile col governo precedente». 

LA REPLICA DELLA FIOM - «È sorprendente che il Ministro Luigi Di Maio abbia scoperto oggi l’esistenza di oltre 1 miliardo di euro per le operazioni di bonifica e di ambientalizzazione dello stabilimento di Taranto. Si tratta del denaro sequestrato alla famiglia Riva, in precedenza proprietaria dell’impianto ex Ilva, che da tempo era destinato a queste operazioni». Lo afferma Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil in una nota. «Tanto entusiasmo, quando sono passati mesi senza dare inizio a questi interventi annunciati oggi - aggiunge -. La Fiom da tempo rivendica la valutazione preventiva dell’impatto sanitario, come uno dei punti principali della nostra iniziativa sindacale. I metalmeccanici sono coloro che dentro lo stabilimento, direttamente nel processo produttivo, possono verificare l’andamento del piano industriale e ambientale; e allo stesso tempo sono coinvolti come cittadini nel processo di verifica e di monitoraggio delle attività di risanamento ambientale. In questo senso riteniamo indispensabile un coinvolgimento formale al tavolo istituzionale per la riqualificazione della città di Taranto e dell’ex Ilva, fin dal prossimo incontro previsto per il 24 giugno.».
Per la Fiom «Sono passati ormai 8 mesi da quando abbiamo firmato l’accordo in sede ministeriale il 6 settembre 2018, e non c'è mai stata nessuna convocazione delle parti che hanno sottoscritto l’intesa per il passaggio alla nuova proprietà Arcelor Mittal, salvaguardando tutti i posti di lavoro. Si rende quindi necessaria la convocazione di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico in tempi rapidi».

«Ci sono tre cose che volevo condividere. Il primo aspetto è il termine di responsabilità. A Taranto c'è un patrimonio dal punto di vista culturale immenso, probabilmente uno dei principali giacimenti culturali non ancora sfruttati che abbiamo in Italia. Abbiamo il dovere di valorizzare questa ricchezza». Lo ha sottolineato il ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli intervenendo alla riunione del Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per Taranto, in corso nella prefettura ionica. «Il secondo aspetto - ha precisato Bonisoli - è quello dell’opportunità. Noi stiamo ragionando sull'opportunità di creare sul territorio centinaia se non migliaia di posti di lavoro. Ci vorrà del tempo, ci vorranno delle azioni coordinate, ma il gioco che stiamo affrontando è veramente quello di una grande potenzialità che poi si tradurrà in occasioni di lavoro che serviranno anche alla riconversione economica di questo territorio».
Il terzo «aspetto - ha chiarito il ministro - è la necessità del coordinamento. Non penso che in questo momento a Taranto manchino le risorse finanziarie. Io stesso sono qui a parlarvi di decine di milioni di euro, che per il mio ministero sono cifre importanti. Ho sentito parlare di miliardi di euro, vuol dire che le risorse non mancano. Stiamo parlando di un contesto che deve essere un pò la stessa polare degli investimenti che verranno fatti». «Stiamo parlando - ha puntualizzato Bonisoli - di un coordinamento tra le diverse azioni, di un progetto che abbia un senso e che quindi non guardi solamente all’immediato ma cerchi di traguardare l’obiettivo che si vuole raggiungere ed è un qualcosa di più ambizioso».

LEGAMJONICI: INCONTRO CON DI MAIO INUTILE - «Pur avendo ricevuto l’invito, il Comitato Legamjonici non presenzierà all’incontro dei ministri con le associazioni ambientaliste tarantine. La decisione è dettata dalla consapevolezza della totale inutilità dell’incontro che, anzi, sarebbe stato opportuno convocare per discutere, nel concreto, di temi di fondamentale importanza come la chiusura programmata dello stabilimento siderurgico, la sua riconversione e il reimpiego dei lavoratori». Lo annuncia Daniela Spera, portavoce del Comitato Legamjonici contro l'inquinamento, una delle 23 associazioni convocate per il primo pomeriggio di oggi dal vice premier Luigi Di Maio, a Taranto per presiedere la riunione del Tavolo permanente del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), presenti i ministri Costa, Lezzi, Grillo e Bonisoli. Il comitato «ritiene che la chiusura delle fonti inquinanti sia elemento imprescindibile e preliminare a qualunque seria ipotesi di rilancio del territorio tarantino o attività di bonifica. L'invito del ministro Di Maio, inoltre, risulta essere tardivo in quanto giunto decisamente fuori tempo massimo. Ed infatti, l'avvenuta cessione dell’ormai ex Ilva ad Arcelor Mittal caratterizza pienamente l’azione di un Governo che, come già più volte accaduto in passato, anche con altri colori politici, ha inteso abdicare alle proprie prerogative consegnando la salute dei cittadini nelle mani di chi ha come unico scopo il proprio profitto economico. Valgono per questo Governo - conclude Legamjonici - le stesse obiezioni già mosse nei confronti dei Governi passati».

PEACELINK: GOVERNO NON HA MANTENUTO LE PROMESSE - «Solidarizziamo con i cittadini che protestano perché il governo non ha mantenuto le promesse. Taranto continua a registrare eccessi di mortalità nei quartieri più vicini alle emissioni industriali». Lo afferma Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, una delle 23 associazioni convocate per il primo pomeriggio di oggi dal vice premier Luigi Di Maio, a Taranto per presiedere la riunione del Tavolo permanente del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), presenti i ministri Costa, Lezzi, Grillo e Bonisoli. «I ministri, nel contratto di governo, si erano impegnati - osserva Marescotti - a chiudere le fonti inquinanti. Una promessa disattesa. Ma il colmo si è avuto quando il ministro Di Maio ha dichiarato in un proprio videomessaggio dell’8 settembre scorso, che erano state installate tecnologie a Taranto che riducono del 20% le emissioni nocive. Noi vogliamo far sapere a tutti che le emissioni nocive a Taranto non sono state ridotte del 20%. Anzi: sono aumentate. I dati delle centraline Ispra e Arpa parlano chiaro». Le emissioni della cokeria dello stabilimento siderurgico «dal 1 novembre 2018 al 31 marzo 2019 - spiega Marescotti - sono aumentate rispetto al corrispondente periodo di 12 mesi prima: + 23% PM10 (polveri sottili, cancerogene), + 32% PM2,5 (polveri molto sottili, cancerogene), + 92% IPA (idrocarburi policiclici aromatici, cancerogeni)». Al ministro Costa «evidenzieremo che, da quando si è insediato - sostiene l’ambientalista - questo governo, la diossina è ricaduta su Taranto non è diminuita ma è aumentata».

LA PROTESTA - C'è un’ampia «zona rossa» off limits per i non accreditati intorno alla Prefettura di Taranto, dove si riunisce il Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) di Taranto, sotto la presidenza del vice premier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Presenti anche i ministri Sergio Costa, Barbara Lezzi, Giulia Grillo e Alberto Bonisoli.

C'è un sit-in di protesta, ad alcune centinaia di metri di distanza, di cittadini e ambientalisti. Non molti rispetto agli annunci della vigilia, forse anche per la convocazione specifica voluta da Di Maio per associazioni e comitati.
«Di Maio inganna popolo vattene» è la scritta che campeggia su uno dei cartelli esibiti: il riferimento è alle promesse non mantenute di chiusura del Siderurgico, cavallo di battaglia della campagna elettorale delle elezioni politiche del 2018; cinque parlamentari tarantini eletti con il M5S in recenti manifestazioni pubbliche hanno subito pesanti contestazioni. 

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