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Giachetti contro Emiliano: «Ha lavorato per distruggere il Pd»

Così il candidato alla segreteria nazionale del Pd, che presentando a Bari la sua candidatura spiega che «il Pd non deve fare quello che fatto negli ultimi 5 anni»

Giachetti contro Emiliano: «Ha lavorato per distruggere il Pd»

BARI - «Assolutamente no. Non potrei mai votare una persona che ha lavorato e probabilmente ha anche contributo a distruggere il Pd alle elezioni del 4 marzo». Risponde così Roberto Giachetti, candidato alla segreteria nazionale del partito, alla domanda dei cronisti su un suo ipotetico voto a Michele Emiliano qualcosa fosse un elettore pugliese.
«Rispetto il percorso politico di ciascuno, - dice Giachetti - ma quando ti poni in un determinato modo, se non vieni cacciato via hai sicuramente un’altra strada, ma non quella di rimanere a cercare di distruggere la casa dove sei nato». Giachetti è a Bari per presentare la sua candidatura alla segreteria nazionale del Partito Democratico in ticket con Anna Ascani. 

«Con me il segretario del Pd è anche il candidato premier. Con gli altri no. Quello è il cuore del progetto del Pd, come ci ha insegnato Veltroni insieme alla vocazione maggioritaria e alle primarie aperte». «Nel nostro statuto - spiega Giachetti - abbiamo la previsione che quando eleggiamo il leader del Pd, non eleggiamo soltanto il segretario del partito ma anche il candidato premier». Il renziano Giachetti ci ha tenuto a sottolineare che la sua «è l’unica candidatura che dice che bisogna rilanciare sulle cose che abbiamo fatto, che hanno migliorato la qualità della vita in questo Paese. Le altre candidature sono una negazione di tutto quello che è già stato fatto». «La ragione della mia candidatura - continua - è anche quella di dire chiaramente che noi scegliamo la linea della rivendicazione di quello che è stato fatto, tanto più di fronte ai danni che sta facendo questo Governo».

«Coesione interna al Pd» e «nessun accordo al ribasso con il Movimento 5 Stelle». Sono i due aspetti su cui non transige Roberto Giachetti, candidato alla segreteria nazionale del Pd, che presentando a Bari la sua candidatura spiega che «il Pd non deve fare quello che fatto negli ultimi 5 anni, con forze interne che quando non erano d’accordo bombardavano le decisioni di una intera comunità portandoci al risultato del 4 marzo».
Tutti nel partito - dice Giachetti - devo accettare le regole democratiche interne della convivenza politica, e chi si sente estraneo rispetto alla linea del partito, votata democraticamente nel congresso, ha il dovere morale ed etico di togliere il disturbo». Oltre alla unità interna al partito, Giachetti pensa a come recuperare gli elettori di sinistra che hanno votato 5 Stelle, «sicuramente - dice - non facendo un accordo con il Movimento 5 Stelle. Sbaglia chi sostiene che il M5S è una costola della sinistra, basta vedere il Governo che stanno facendo, i provvedimenti che stanno approvando, la politica che stanno mettendo in campo per capire che sono almeno di destra quanto la Lega».
«Noi dobbiamo parlare a tutti gli elettori con una proposta politica che raccolga quel consenso - continua - ma non certo facendo un accordo con chi sta dimostrando di essere perfettamente a suo agio con la politica più di destra che questo Paese ha avuto negli ultimi 40 anni». Giachetti dice quindi «no ad accordi politici al ribasso, l’unico con cui abbiamo governato è Forza Italia e qualche prezzo politico lo abbiamo pagato, forse dovremmo farne esperienza. Io torno al progetto originario di un Pd con vocazione maggioritaria».

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