Giovedì 21 Marzo 2019 | 20:47

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Operazione della polizia

Manfredonia, droga per la movida: 8 arresti, anche figlio di superlatitante

Coinvolte persone legate al clan dei Montanari

Droga, smantellato gruppo criminale che riforniva Manfredonia: arresti

«Francesco Pacilli aveva un nome nel contesto malavitoso garganico e questo rappresentava una sorta di garanzia». Così il dirigente della squadra mobile di Foggia, Roberto Pititto, parlando con i giornalisti dell’operazione di oggi che ha portato all’arresto di otto persone - tra cui Francesco Pio Pacilli, di 22 anni, appartenente al clan Li Bergolis, figlio di un superlatitante catturato nel 2011 - accusate di far parte di una consorteria criminale che aveva monopolizzato lo spaccio di hashish nella città di Manfredonia, nel Foggiano.


Sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere Francesco Pio Pacilli, 22 anni, figlio del noto Giuseppe Pacilli detto 'Peppe u Montaner» elemento di spicco del clan dei Li Bergolis, catturato nel 2011 dopo due anni di latitanza e condannato per i reati di associazione di stampo mafioso. Carcere anche per Libero Caputo di 41, Matteo Caputo di 20, Salvatore Pacillo di 55, Ciro Pacillo di 21 e Valentino Conoscitore di 46. Arresti domiciliari invece, per Antonio Guerra di 38 anni e Raffaele Quitadamo di 22. Dalle indagini è emerso che Libero Caputo, imprenditore manfredoniano operante nel settore dell’abbigliamento, e Francesco Pio Pacilli gestivano direttamente acquisti di importanti forniture di droga, sfruttando le relazioni con altre consorterie criminali presenti sul territorio. Si avvalevano di una rete di spacciatori a cui i due imponevano precise regole. Le investigazioni hanno riguardato il periodo di tempo compreso tra settembre- dicembre 2017, nel corso del quale sono stati sequestrati complessivamente due chili di hashish. Due le piazze di spaccio: «piazzetta Mercato» e zona «Monticchio». Gli investigatori hanno anche accertato che in più di una circostanza gli indagati si sono riforniti di hashish spostandosi verso Cerignola

Francesco Pio Pacilli e Libero Caputo, due delle otto persone arrestate oggi nel Foggiano, per liberarsi dalle attenzioni rivolte loro dalle forze di polizia, avrebbero incendiato l’auto di un carabiniere, «reo - spiega il dirigente della squadra mobile di Foggia, Roberto Pititto - di svolgere brillantemente il proprio lavoro investigativo».
Successivamente i due - emerge dalle indagini - sarebbero anche arrivati a formalizzare una denuncia per atti persecutori nei confronti dello stesso militare per allentare i frequenti controlli di polizia. Sono solo alcuni dei passaggi emersi nell’operazione antidroga che ha portato all’arresto di otto foggiani ritenuti responsabili dagli inquirenti di aver monopolizzato il mercato dello spaccio di sostanze stupefacenti nella città di Manfredonia (Foggia).
«Nell’ultimo mese e mezzo abbiamo assestato durissimi colpi criminalità comune ed alla criminalità organizzata nelle quattro macro aree della provincia di Foggia - ha detto il questore di Foggia Mario della Cioppa». «Abbiamo effettuato 70 arresti complessivi ed è in atto - ha aggiunto il questore - un intervento di sistema che stiamo svolgendo come Polizia di Stato insieme ad altri partner istituzionali, ovvero Prefettura, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza oltre alla Procura dauna e alla Direzione distrettuale antimafia di Bari».

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