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Ex Ilva, sindacati: anomalie su assunzioni e esuberi

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Nel corso dell’incontro di ieri al Mise tra ArcelorMittal, Amministrazione straordinaria e sindacati per la verifica del rispetto del'accordo del 6 settembre sulle assunzioni della nuova proprietà e l'individuazione degli esuberi l’Ugl ha segnalato aspetti considerati «poco chiari» e ravvisato «la necessità di avere numeri ufficiali che riguardano i lavoratori di tutto il gruppo». Secondo l’organizzazione sindacale «rispetto a quelli presentati sino ad oggi da Ilva in Amministrazione straordinaria e ArcelorMittal, vi sono delle incongruenze che non hanno ricevuto mai risposte nonostante diverse sollecitazioni». Per l'Ugl erano presenti il segretario generale di Taranto, Alessandro Calabrese, e il segretario provinciale Uglm. «La selezione dei lavoratori come previsto dall’accordo - viene sottolineato - avrebbe dovuto avere un peso del 50% ciascuno per i carichi familiari e l’anzianità lavorativa, in realtà è stata costituita una nuova organizzazione del lavoro, privilegiando le categorie più alte, incidendo prioritariamente sulla scelta dei lavoratori, che ha portato alcuni di essi nonostante una elevata anzianità lavorativa o con carichi familiari rilevanti in Cigs e lasciando inoltre alcuni uffici e reparti completamente sguarniti». I reparti, conclude l’Ugl, sono stati «svuotati di operai e impiegati con un taglio lineare che ha portato delle incongruenze rispetto alle mansioni degli stessi rimasti, che per sopperire alle mancanze devono svolgere attività aggiuntive rispetto alla mansione ordinari, generando centinaia di ore straordinarie che riteniamo debbano essere debellate nel rispetto dei lavoratori attualmente non assunti da ArcelorMittal»

«Abbiamo denunciato le tante anomalie riscontrate rispetto al processo di selezione dei lavoratori che non rispecchiano quanto contenuto nell’accordo di settembre». Lo sottolineano Usb nazionale e l’Usb di Taranto riferendosi all’incontro di verifica sul rispetto dell’accordo sindacale sull'ex Ilva, ora ArcelorMittal Italia, che si è svolto ieri al Mise.
«Inoltre, abbiamo fatto rilevare - aggiunge l’organizzazione sindacale - che a fronte del preannunciato riequilibrio, alcune attività risultano terzializzate. Attività che in realtà vedono lavoratori Ilva in cassa integrazione e lavoratori dell’appalto che sostituiscono gli stessi, soprattutto nei servizi di stabilimento oltre che per le attività in Area 12 e manutenzioni centrali e di reparto». L’Unione sindacale di base ha esposto "il proprio disappunto, auspicando la ripresa del dialogo per normalizzare tali anomalie entro il 15 dicembre, giornata che segna il termine ultimo per le prime 8200 assunzioni. Per noi 8200 lavoratori - conclude il sindacato - rappresenta la partenza, infatti non ci sono vincoli che ci obbligano laddove ci siano le condizioni ad assumere più dipendenti già nella fase iniziale. Abbiamo chiesto all’Amministrazione straordinaria di velocizzare il progetto inerente le bonifiche perchè permetterebbe di reinserire da subito più di 300 lavoratori, auspicando comunque un intervento della Regione Puglia che miri ad integrare ulteriormente il reddito dei lavoratori in Cigs».

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