Martedì 25 Giugno 2019 | 23:39

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A Melendugno

Tap al via, operazioni in ritardo per il maltempo

Slitta l’avvio delle attività in mare propedeutiche all’arrivo dell’imbarcazione Adhémar de Saint-Venant

Tap al via, operazioni in ritardo per il maltempo

Le avverse condizioni meteo marine, con forte vento di scirocco e mare grosso, fanno slittare l’avvio delle attività di Tap in mare propedeutiche all’arrivo dell’Adhémar de Saint-Venant, la nave posatubi di Saipem (lunga 95 metri, con una stazza di 6200 tonnellate), ormeggiata da giorni nel porto di Brindisi. L’imbarcazione dovrà installare il palancolato sul fondale in località San Basilio, a San Foca, dove sarà realizzato il punto di uscita del microtunnel del gasdotto.

Per questa mattina era previsto l’arrivo da Otranto della «Sara T», imbarcazione lunga 19 metri e mezzo con un pescaggio di due metri, che dovrà posizionare boe e sensori per i monitoraggi ambientali in corrispondenza del punto di uscita a mare del microtunnel. Previsto anche l’arrivo di una seconda imbarcazione preposta all’assistenza in mare della Sara T..
Si opererà in uno specchio d’acqua che fino al 30 dicembre è stato interdetto a qualsiasi attività da un’ordinanza della Capitaneria di Porto. A presidio delle operazioni in mare ci saranno motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di porto.

ANCORA SCONTRO SINDACO-LEZZI - Il ministro Barbara Lezzi «è in stato confusionale» e dovrebbe ascoltare «un consiglio da un teppistello. Eviti come ministro del Sud, di seguire tutte le decisioni che le impone il ministro Salvini, vero capo politico di questo governo. Non le conviene troppo, nè a lei nè temo al nostro Sud». Lo afferma su Facebook Marco Potì, sindaco di Melendugno, il Comune dove è previsto l’approdo del gasdotto Tap, rispondendo al videomessaggio di ieri del ministro del Sud Barbara Lezzi che ha definito «maniere da teppistello" quelle con le quali il primo cittadino salentino le «intima di non tornare lì». «La ministra Lezzi - risponde Potì - è in evidente stato confusionale e palesemente in difficoltà. Mi preme rinfrescarle un pò la memoria. Non ho mai chiesto le sue dimissioni nè quelle dei suoi colleghi. Facesse lei da sola i conti con la propria coscienza. Non le ho mai detto di non tornare nel Salento. Io non sono nessuno per dirlo o impedirlo. Può farlo come, quando, dove vuole. A testa alta o a capo chinato».

M5S VS PD: «TAP MINA DI IMBROGLIONI NON SI PUO' DISINNESCARE» - «Una mina lasciata a terra dagli imbroglioni per natura che ci hanno preceduto ed è impossibile da disinnescare. E Calenda, Emiliano, Letta e tutto il PD sono i principali ed unici veri responsabili». Così il Movimento Cinquestelle definisce sul 'Blog delle Stelle' il gasdotto Trans Adriatic Pipeline (Tap) che dall’Azerbaijan porterà metano sulle coste del Salento, tra le proteste delle comunità e di alcune istituzioni locali. «Forse - aggiungono i pentastellati - Calenda ed Emiliano dimenticano che per l’Italia, ora, ci sono solo doveri e obblighi da rispettare e non c'è nessuna possibilità di recedere. Si tratta di un accordo tombale e il Paese non può fare altro che subire le decisioni prese per colpa del PD in Parlamento. Sciacalli sia ieri che oggi». Sul blog i pentastellati spiegano che «una 'carta' che dimostra chi imbroglia davvero su Tap c'è, ed è la ratifica dell’accordo votato in parlamento dal Pd». «Gli unici a mentire sul Tap - scrivono - sono Calenda, Emiliano e suoi compagni di partito. L’accordo è stato votato in Parlamento dal Pd, molto prima che il MoVimento 5 Stelle arrivasse al Governo, ed è un accordo che vincola il Paese addirittura fino allo smantellamento dell’impianto!». Alla fine dell’articolo i pentastellati pubblicano anche il link al quale è possibile leggere il documento sulla ratifica dell’accordo per la realizzazione del gasdotto.

DI MAIO RIMANE SULLA SUA POSIZIONE - «Il risarcimento» per la Tap «è anche più alto di 20 miliardi». Lo ha detto il vicepremier e ministro dello sviluppo e del lavoro Luigi Di Maio a margine di un evento di Fs a Marcianise. «Noi ci siamo battuti contro quest’opera. Se fossimo andati al Governo nel 2013 quest’opera non si sarebbe fatta, ci siamo arrivati nel 2018 dopo che il Pd e i governi precedenti hanno fatto accordi internazionali e firmato accordi con il Tap e questo genera una serie di miliardi di euro da sborsare che oggi lo Stato italiano non si può permettere». «Quando abbiamo fatto il contratto di governo abbiamo detto che il Tap sarebbe rientrato in uno studio costi-benefici» ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. «Abbiamo considerato che avremmo dovuto sborsare più di 20 miliardi che sono più di reddito cittadinanza e quota 100 messi insieme - ha aggiunto - ed è logico che ai cittadini abbiamo dovuto dire la verità». Di Maio ha poi detto: «Ci siamo battuti contro questa opera. Se fossimo andati al governo nel 2013 non si sarebbe fatta».

«Dire la verità ai cittadini non significa aver cambiato idea rispetto alla campagna elettorale». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio parlando del Tap. «Significa arrivare ai ministeri - ha aggiunto - studiare le carte, studiare gli
accordi e fare tutte le proiezioni di rischio per le casse dello Stato». «Quelli di prima hanno blindato questa opera che resta  non strategica e che si poteva evitare» ha aggiunto

L'INTERVENTO DI RENZI - Sulla vicenda Tap «noi abbiamo perso le elezioni, l’Italia ha perso tempo, Di Maio ha perso la faccia». Lo scrive nella e news agli iscritti del Pd Matteo Renzi.
«Il Governo ha giustamente dato il via libera al TAP - scrive Renzi - quell'opera pubblica che noi abbiamo sempre difeso, prendendoci insulti in Puglia da parte di molti (tutti i Cinque Stelle, molti purtroppo anche PD). Come per ILVA, tuttavia, si va avanti. Anche lì: prima ci hanno insultato e poi hanno proseguito sulla nostra strada».


«Per giustificare la Retromarcia al Popolo - insiste Renzi - Conte e Di Maio hanno detto che ci sono penali per 20 miliardi di euro da pagare. Affermo qui pubblicamente che il Premier e il VicePremier stanno mentendo. È falso. Non ci sono penali da 20 miliardi di euro da pagare per il TAP. Hanno sbagliato dossier: quello con la penale è il contratto di Autostrade, non il TAP. Non a caso di revoca ad Autostrade non parlano più da settimane. Lo hanno detto solo per prendere applausi nei giorni del funerale di Genova. Ma poi non hanno fatto nulla. Una bieca e vergognosa strumentalizzazione del lutto nazionale».
«Il TAP serve all’Italia - scrive ancora Renzi - per questo è giusto andare avanti. I Cinque Stelle avevano garantito: bloccheremo l’opera in 15 giorni. Hanno preso i voti su quella promessa. Dopo sei mesi hanno cambiato idea».

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