Lunedì 17 Dicembre 2018 | 13:20

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Il caso

Bari, consorzi bonifica: in bilico la riforma dell’irrigazione

A dicembre il passaggio ad Aqp. Pentassuglia: «Gestione diretta»

Aqp e il cloro sporcoc'è il nodo dei controlli

BARI - iLa riforma dei Consorzi di bonifica prevede che dal 1° dicembre la gestione dell’irrigazione passi ad Acquedotto Pugliese. Ma la giunta regionale non ha ancora approvato lo schema di convenzione necessario ad attivare quanto previsto - dopo mille polemiche - dalla legge approvata a gennaio 2017. E, soprattutto, una nuova proposta presentata dal consigliere Donato Pentassuglia (Pd) e caldeggiata dalle organizzazioni di categoria mira a introdurre una terza via: la gestione diretta attraverso qualcosa di simile a cooperative tra agricoltori e Comuni.
Il tema è tutt’altro che secondario, perché gli agricoltori temono che una gestione industriale dell’acqua agricola porti ad aumenti in bolletta. La (inutile) commissione di inchiesta sui Consorzi ha fatto emergere che proprio la gestione dell’acqua crea ogni anno 7 milioni di debiti, perché le tariffe (una barzelletta) non coprono nemmeno i costi di adduzione e distribuzione. Oggi, insomma, l’acqua delle campagne la pagano i cittadini con i trasferimenti che ogni anno la Regione garantisce all’ormai Consorzio unico commissariato. Per questo la legge di riforma ha previsto dapprima la «direzione tecnica» di Aqp, poi - a seguito della verifica del mancato equilibrio tra costi e ricavi - il passaggio definitivo di personale e impianti.
Pentassuglia (che aveva annunciato l’iniziativa a settembre, durante un convegno in Fiera del Levante) propone «una gestione diretta che non faccia debiti e che venga gestita all'interno del piano d'ambito, con una struttura leggera fatta da agricoltori e Comuni per occuparsi di emungimento e somministrazione, come avviene in altre parti d’Italia». Il consigliere Pd, che fa notare «il ritardo della Regione nella definizione del prezzo dell’acqua», è polemico nei confronti dell’assessore Leo Di Gioia: «Gli ho correttamente mandato il testo, un mese fa, per avere un parere che non è arrivato. A questo punto vado avanti con il deposito e vedremo cosa emergerà durante le audizioni. La mia è una semplice proposta su cui auspico un approfondimento culturale».
Ma è chiaro che ci saranno polemiche, perché si rischia di vanificare un pezzo della riforma. In attesa del riavvio dei tributi, i Consorzi continuano nei fatti a sopravvivere con denaro pubblico: il bilancio preventivo del Consorzio unico è stato approvato ad agosto e prevede 12 milioni di contributi regionali (l’anno scorso sono stati 17,5), ma c’è l’effetto di risparmi di spesa (un milione) e delle anticipazioni di emergenza erogate nel 2017 che sono state recuperate dopo la revoca di alcuni pignoramenti. L’ipotesi del passaggio ad Aqp, peraltro, non piace nemmeno ai foggiani, perché i Consorzi dauni sono in bonis e la norma - per come è scritta - sembra riguardare anche loro. Insomma, un altro tema di scontro per il centrosinistra. Come se non ce ne fossero già abbastanza.

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