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Carfagna: «Vittoria dei lavoratori», Rosato: «Di Maio incoerente, ma ha chiuso un buon accordo». Manifestanti a Taranto contro il Movimento 5 Stelle che aveva parlato di cessazione dell'attività

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Hanno passato la notte in piazza alcune decine di persone che partecipano alla manifestazione anti-Ilva di 24 ore (terminerà alle 18 di oggi) organizzata da cittadini e associazioni ambientaliste per chiedere il rispetto di quanto annunciato nel contratto di governo, a partire dalla chiusura delle fonti inquinanti. Alcuni si sono accampati con le tende, altri hanno dormito sulle sedie sdraio, altri invece sono stati svegli tutta la notte per un’assemblea permanente. Nel corso dell’iniziativa è stato anche improvvisato un mini corteo funebre. C'è chi ha cantato una canzone irriverente sulla diossina e chi ha indossato le maschere con i volti di alcuni esponenti politici, come il vice premier Luigi Di Maio, l’ex ministro Carlo Calenda, il sindaco Rinaldo Melucci, il deputato del M5S Giovanni Vianello.
La protesta di chi ha promosso il sit-in è indirizzata soprattutto verso il Movimento Cinque Stelle e contro i cinque parlamentari eletti che in campagna elettorale avevano parlato di chiusura della fabbrica. Nel tardo pomeriggio di ieri l'onorevole Rosalba De Giorgi, che si era recata in piazza della Vittoria per incontrare i cittadini, è stata duramente contestata e insultata da un gruppo di attivisti che hanno gridato al tradimento e chiesto le dimissioni dei parlamentari grillini. Il sit-in prosegue, tra rabbia e delusione.

LABRIOLA: «Habemus Mittal! Dopo cento giorni di teatrino, tra pasticci e delitti perfetti, tra illegalità e pareri Anac e Avvocatura di Stato, il ministro Di Maio apre le porte dello stabilimento Ilva a Mittal. Nessuna novità. L’esito era scontato. Considerando il numero dei lavoratori coinvolti, le enormi bonifiche da effettuare e l’estensione dell’area Ilva, il ministro non poteva che proseguire con la vendita, venendo così meno agli impegni elettorali assunti con i cittadini di Taranto che da ieri chiedono le dimissioni dei parlamentari locali».
Lo afferma, in una nota, Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia. «Un elemento, però, desta preoccupazioni: il piano ambientale resta tutt'ora celato. Attendiamo che il Governo del 'Ripensamento' abbia il coraggio di sottoporlo ai deputati. Tutti hanno il diritto/dovere di sapere. E comunque, sempre in tema di trasparenza, auspichiamo che oggi il Ministro Di Maio renda pubblico il parere dell’Avvocatura, rispettando almeno questo di impegno».

ROSATO: «Ho ringraziato Di Maio per aver fatto l'opposto di tutto quello che aveva detto in campagna elettorale. Per lui chi lavorava per risolvere la questione Ilva era un uccisore di bambini di Taranto come scriveva su twitter. Detto dell’assoluta incoerenza, credo che abbia fatto il suo dovere di ministro, facendo un buon accordo, soprattutto grazie al lavoro precedentemente fatto da Bellanova e Calenda. A parte questo, dico bravo Di Maio per aver fatto l’opposto di quello che aveva dichiarato e brave le organizzazioni sindacali e l'azienda». Lo afferma Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e deputato Pd.

LEGAMBIENTE: «Resta essenziale e dirimente l'eliminazione dei rischi sanitari già evidenziati da Arpa Puglia per una produzione superiore ai sei milioni di tonnellate annue di acciaio anche dopo l’attuazione di tutti gli interventi previsti dall’Aia del 2012». Lo sottolinea Legambiente Taranto in merito all’addendum relativo al Piano Ambientale dell’accordo sottoscritto per l’Ilva. «Aspettiamo di poter esaminare il documento - è detto in una nota - per verificare la portata effettiva delle migliorie annunciate dai ministri Costa e Di Maio. Nelle dichiarazioni dei due ministri si fa infatti riferimento a meccanismi certificativi che appare indispensabile esaminare approfonditamente per valutarne l’effettiva efficacia e non ad una valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario della configurazione produttiva ipotizzata da Mittal». Valutazione, spiega l’associazione ambientalista, «che avevamo proposto e che continuiamo a considerare la via maestra da percorrere».

CARFAGNA: «Nella trattativa tra governo, azienda e sindacati sull'Ilva ha prevalso il buon senso, l’interesse di migliaia di lavoratori e rispettive famiglie, il futuro dell’industria italiana dell’acciaio e il benessere occupazionale e ambientale della popolazione tarantina. Hanno perso gli estremisti del No a tutto, quelli che hanno chiesto il voto promettendo la chiusura dell’Ilva, quelli che come Beppe Grillo e gran parte del M5S invocavano la chiusura dello stabilimento e la sua trasformazione in un parco giochi. Dopo un lungo e pericoloso tira e molla, costoso per la credibilità italiana, il governo ha accettato di fare i conti con la realtà. Ora vigileremo con rigore sul rispetto degli impegni, perché la vicenda si concluderà solo quando l’Ilva avrà finalmente guadagnato la sua dimensione di impresa sostenibile, in termini ambientali, e solida in termini industriali e occupazionali». Lo dichiara Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia.

LUPI: «Sull'Ilva, che per fortuna è finita bene, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio affoga nel ridicolo senza accorgersene. Va bene che il loro fondatore è un comico, ma sono passati dall’impegno alla chiusura sbandierato in campagna elettorale, alla gara illegittima ma che non va annullata, all’esultanza per la conferma della vendita ad Arcelor Mittal. Per fortuna l’azienda e i sindacati hanno mostrato più realismo, ma ciò non toglie che il comportamento di Di Maio sia quanto meno imbarazzante».
Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Noi con l'Italia.

MARCEGAGLIA: «Per logiche antitrust la nostra società, Marcegaglia uscirà (dalla cordata ArcelorMittal, ndr) però siamo soddisfatti» spiega l’imprenditrice. Ilva «è una grande società importante per tutto il sistema manufatturiero italiano e importante anche per la nostra azienda perché rimarremo grandi compratori di materia prima» precisa.
«Il fatto che si sia raggiunto un accordo è un’ottima notizia per il Paese, per i lavoratori, per l’Ilva e per tutto il sistema industriale italiana. La trattativa era già stata impostata dal precedente governo e portata a termine con successo da questo governo e da Di Maio. Arcelor Mittal ha fatto delle aperture, i sindacati hanno fatto passi avanti».

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