Sabato 19 Gennaio 2019 | 15:07

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La polemica

Salvini contro Riondino, botta e risposta social tra il vicepremier e l'attore pugliese

Il padrino della Mostra del Cinema di Venezia, dice - da elettore M5s - di non approvare l'alleanza di governo con la Lega. E Salvini di tutta risposta posta su Instagram una foto con l'attore e Asia Argento

Salvini contro Riondino, botta e risposta social tra il vicepremier e l'attore pugliese

Botta e risposta social, in apertura della 75esima edizione della Mostra del cinema di Venezia, tra Michele Riondino, giovane attore pugliese, padrino della kermesse e Matteo Salvini. 

A innescare la polemica pare sia stato Riondino con un commento critico sulla politica espresso dall'attore tarantino alla vigilia della serata inaugurale del Festival: «Sono contento di non incontrare il ministro Salvini né altri rappresentanti del cosiddetto governo del cambiamento. Salvini non mi rappresenta e non rappresenta la maggioranza di quelli che hanno votato 5 Stelle. E lo dico da elettore dei 5 Stelle. Chi ha votato 5 Stelle non si sarebbe mai messo con la Lega - ha aggiunto l'attore in un'intervista al Corriere del Veneto nel commentare la presenza a Venezia, del ministro dell'Interno - Non avrei mai accettato il contratto di governo con la Lega e non avrei mai votato 5 Stelle se avessi saputo che loro lo avrebbero fatto». 

Immediata è arrivata la replica del vicepremier Salvini, che ha postato una foto su Instagram che immortala Riondino con Asia Argento. Una scelta "particolare" motivata così nella didascalia: «Il 'padrino' della Mostra del Cinema di Venezia, tal Michele Riondino qui in compagnia della tranquilla Asia Argento, si dichiara 'contento di non incontrare Salvini'. Altro "vip" in cerca di pubblicità? Io invece lo incontrerei volentieri, sono curioso e testardo, nella speranza di riportarlo su retta via...».

Affermazioni che hanno scatenato una pioggia di commenti sui social network e a cui Riondino ha reagito con un altro post al vetriolo contro Salvini: «Appena mi sarà possibile risponderò a tutti, circa le menzogne montate su di me solo per aver espresso un parere sulle mie scelte politiche. Scelte che prima di ogni elezione interessano a tutti, subito dopo invece diventano motivo di scherno, derisione e, per i leghisti vecchi e nuovi, un chiaro invito a ogni tipo di violenza e minaccia personale. Se non è squadrismo questo davvero non so cosa ancora aspettarmi. Sulle mie pagine si è scatenata una fucilazione di post volgari e violenti che nulla hanno a che fare con le mie legittime esternazioni. Sono un cittadino, voto e dunque mi esprimo. Pago le tasse e in quelle tasse ci sono i 49 milioni rubati dalla lega di Salvini».

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