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Foggia

Teatro del porto
Massimo Ranieri
al «Giordano»

Teatro del porto  Massimo Ranieri  al «Giordano»

FOGGIA - «Uno spazio neutro sospeso tra mare e terra, uno spazio che favorisse lo scambio di conoscenza e di esperienze che venivano dal mare, e dove vorremmo che Raffaele Viviani ci portasse per mano attraverso il suo teatro e la sua musica per ricordare sogni e delusioni di una grande città e per accompagnarci verso un futuro già cominciato scoprendo anche, grazie a lui, parole vecchie e nuovi significati come Mediterraneo, emigrazione e, con il necessario ottimismo, cultura, musica, teatro, Europa».

Così il regista Maurizio Scaparro racconta «Teatro del porto», lo spettacolo che il cantattore Massimo Ranieri porterà domani e mercoledì al teatro «Giordano, nell’ambito della stagione di prosa del comunale con la compagnia Gli Ipocriti.

Lo spettacolo è dedicato e costruito intorno a Raffaele Viviani, attore, cantante, compositore e commediografo campano vissuto nella prima metà del Novecento. Non è il primo spettacolo che la premiata ditta Ranieri-Scaparro dedica all’artista, dopo l’esperienza «Vivani Varietà». La memoria storica, il lontano ricordo di una Napoli vissuta mentre già stava cambiando ha rappresentato per il duo il primo filtro ma anche lo stimolo per continuare a lavorare su un nuovo spettacolo che potesse avere come testimonianza di questo mondo, così ricco, la figura stessa di Raffaele Viviani attraverso il suo teatro (particolarmente quello degli atti unici), le sue parole, il suo canto scenico privilegiando così quel vitalissimo giacimento culturale e musicale che era la Napoli dei quartieri, quella parallela urbana (aperta all’influenza e alle commistioni con il teatro e il Varietà europeo) e di un altro sud che premeva sulla città. È nato così «Teatro del porto». Un teatro, quello che Ranieri e Scaparro costruiscono intorno a Viviani, nato per restituire ad una forma visiva nuova il mondo complesso e composito della poetica e dei personaggi di Raffaele Viviani, resa scenicamente attraverso uno sguardo teatralmente rovesciato dell’impianto scenografico. Infatti, fin dalle prime battute dello spettacolo, lo spettatore avrà la sensazione di guardare il teatro dal punto di vista dell’attore cioè dal dietro le quinte. Un teatro rivelato nella sua dimensione di artigiana e nuda strutturalità: tutto è a vista dove soltanto una cornice dorata con lampadine, diviene portale, diaframma, boccascena, a suggerire allo spettatore echi di immaginari cabaret europei, sale di music-hall e di varietà, tipiche del decennio 1920-1930. Musica dal vivo con l’orchestra composta da pianoforte Ciro Cascino, contrabbasso Luigi Sigillo, fiati Donato Sensini, violino Sandro Tumolillo, tromba Giuseppe Fiscale, batteria Mario Zinno. Elaborazioni e ricerche musicali Pasquale Scialò; scena e costumi Lorenzo Cutuli; disegno luci Maurizio Fabretti; coreografie Giorgio De Bortoli. Con Ernesto Lama, Angela De Matteo, Gaia Bassi, Roberto Bani, Mario Zinno, Ivano Schiavi, Antonio Speranza, Francesca Ciardiello.

Biglietti, se disponibili, al botteghino del teatro. Info: 0881 792908.

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