Venerdì 23 Gennaio 2026 | 14:27

Appalto rifiuti al Comune di Foggia, va a processo il direttore generale di Amiu Puglia

Appalto rifiuti al Comune di Foggia, va a processo il direttore generale di Amiu Puglia

 
Filippo Santigliano

Reporter:

Filippo Santigliano

Appalto rifiuti al Comune di Foggia, va a processo il direttore generale di Amiu Puglia

Il manager barese Antonicelli è accusato di aver truccato il procedimento per affidare il servizio in-house. Prima udienza a marzo

Venerdì 23 Gennaio 2026, 12:56

13:27

Rinviati a giudizio funzionari e dipendenti comunali e direttore generale Amiu per l’affidamento all’Amiu Puglia spa (azienda partecipata dai Comuni di Bari e Foggia) del servizio rifiuti per 200 milioni per 9 anni, che coinvolge 5 imputati. L’ha deciso il gup Cecilia Massarelli, accogliendo la richiesta del pm De Martino; prima udienza il 5 marzo. Gli imputati rispondono a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente; induzione indebita a dare o promettere utilità; falso. La difesa sollecitava il proscioglimento, rimarcando che il Tar ha riconosciuto la legittimità degli atti; e che gli imputati seguirono le direttive della commissione straordinaria che gestiva il Comune, estranea alla vicenda. Costituiti parte civile Wwf e Comune, socio al 20% di Amiu mentre quello di Bari detiene il restante 80%. Il Comune di Foggia viene peraltro citato in giudizio dall’avv. Michele Vaira legale di Wwf come responsabile civile ai soli fini risarcitori.

Per l’appalto rifiuti il pm accusa di turbativa d’asta e falso Concetta Zuccarino, dirigente pro tempore dell’area ambiente del Comune; Antonello Antonicelli, direttore generale Amiu; e con posizioni più marginali e solo per falso Saverio Pio Longo, dirigente del servizio ambiente e responsabile unico del procedimento; Giovanni Sorbo, istruttore contabile dell’ufficio ambiente; Maria Rosaria Mangiatordi referente Conai, consorzio nazionale imballaggi. Parti civili nel processo il Comune di Foggia ed il Wwf.

Zuccarino e Antonicelli avrebbero turbato la gara “con collusione e altri mezzi fraudolenti”. Contestata la scelta dell’affidamento in house invece della gara a evidenza pubblica, nonostante i 2 imputati fossero “consapevoli dell’inadeguatezza del servizio di raccolta rifiuti svolto a Foggia dall’Amiu”.

Nel valutare le offerte, furono presi in esame - prosegue l’accusa - i costi di altri Comuni del Foggiano sui servizi di igiene pubblica affidati al libero mercato, ma non San Severo “con un costo pro-capite del 30% in meno rispetto a Foggia”. A San Severo il servizio rifiuti costa a ogni cittadino 109 euro e 24 centesimi; nel capoluogo 134 euro e 13 centesimi. Secondo il pm, affidare per 9 anni un appalto pubblico da 200 milioni avrebbe dovuto imporre un’indagine di mercato per individuare un operatore economico qualificato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)