Giovedì 22 Gennaio 2026 | 19:38

Leccese: «Le città non sono sicure, servono 500 milioni per rafforzare lo Stato sui territori»

Leccese: «Le città non sono sicure, servono 500 milioni per rafforzare lo Stato sui territori»

 
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Il sindaco di Bari alla riunione Anci: «L'ordine pubblico è competenza esclusiva dello Stato»

Giovedì 22 Gennaio 2026, 17:57

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Un Fondo unico nazionale per la sicurezza delle città, il potenziamento degli organici della polizia locale e delle forze dell’ordine e una presenza più capillare sul territorio, soprattutto nelle ore notturne. È questa la proposta che i sindaci dei Comuni capoluogo hanno iniziato a costruire nel corso della riunione della Consulta Anci, con l’obiettivo di presentare al Governo e al Ministero dell’Interno un nuovo Patto nazionale per il diritto alla sicurezza dei cittadini e la vivibilità urbana.

All’incontro, coordinato dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, hanno partecipato il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, e il delegato Anci alla sicurezza Vito Leccese, sindaco di Bari. Al centro del confronto la richiesta di risorse strutturali per consentire ai Comuni di affrontare l’emergenza sicurezza.

«Le nostre città oggi non sono abbastanza sicure – è il messaggio che arriva dalla Consulta – e senza un intervento deciso dello Stato i sindaci non possono garantire risposte efficaci». Secondo Possamai, dal 2009 a oggi il personale della polizia locale è sceso da circa 60 mila a 48 mila unità: per tornare ai livelli minimi servono almeno 500 milioni di euro.

La proposta prevede inoltre il rafforzamento di questure, carabinieri e guardia di finanza e una soglia minima di presenza operativa sul territorio: almeno una volante o radiomobile ogni 25 mila abitanti nelle ore notturne. «I cittadini devono percepire concretamente la presenza dello Stato – è stato ribadito –. La sicurezza resta una responsabilità primaria del Governo, ma i Comuni sono pronti a fare la loro parte in un quadro di collaborazione istituzionale».

Sui temi della sicurezza «dobbiamo aprire una partita seria con il Governo, che ci deve vedere compatti, al di là delle appartenenze politiche e delle logiche di schieramento». Lo ha detto il sindaco di Bari e delegato per la sicurezza e la polizia locale di Anci Vito Leccese, durante la riunione della consulta dei sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia dedicata al tema della sicurezza. Leccese ha ricordato che «l'ordine e la sicurezza pubblica sono competenza esclusiva dello Stato. Non lo diciamo noi dell’Anci, lo dice la Costituzione. La legge ci attribuisce specifiche responsabilità in materia di sicurezza urbana. E infatti, - ha spiegato il sindaco di Bari - nella proposta che come Anci abbiamo avanzato al Governo, specifichiamo con chiarezza quali sono i limiti dei nostri interventi e cosa possiamo fare, in modo condiviso, con le autorità statali nelle nostre città».

«Il cittadino, comunque, si rivolge al sindaco, perché è ormai diventato l’istituzione di prossimità, quella di vicinato. E noi - ha aggiunto Leccese - abbiamo la necessità di dare risposte. Con l’attuale sistema e con la grave carenza di organico» della polizia locale, «mancano - ha ricordato il sindaco di Bari - circa 11.000 operatori in tutta Italia rispetto al 2009, quando fu disposto il blocco del turnover. Ho sentito dire che nel decreto sicurezza si raddoppierà lo stanziamento rispetto all’attuale dotazione di 25 milioni di euro. Ben venga. Ma non sarà sufficiente. Come si può portare avanti una politica di sicurezza urbana, con azioni di contrasto o di riduzione del disagio legato alla marginalità sociale, con queste cifre? Io credo davvero - ha concluso - che dovremmo fare fronte comune e tentare di recuperare, fino in fondo, quelle che sono le nostre competenze».

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