Venerdì 23 Gennaio 2026 | 14:17

San Severo, migrante trovato morto in ex gran ghetto di Torretta Antonacci. Usb: «Omicidio di Stato»

San Severo, migrante trovato morto in ex gran ghetto di Torretta Antonacci. Usb: «Omicidio di Stato»

 
San Severo, migrante trovato morto in ex gran ghetto  di Torretta Antonacci. Usb: «Omicidio di Stato»

Il cadavere di un gambiano di 38 anni è stato ritrovato all'interno dell’insediamento nelle campagne di San Severo che ospita diverse centinaia di migranti. A quanto si apprende, l’uomo sarebbe morto per cause naturali

Venerdì 23 Gennaio 2026, 11:13

11:14

Il corpo senza vita di un cittadino gambiano di 38 anni, regolare sul territorio italiano, è stato ritrovato nel tardo pomeriggio di ieri a Torretta Antonacci (ex gran ghetto), l’insediamento nelle campagne di San Severo, nel Foggiano, che ospita diverse centinaia di cittadini migranti. A quanto si apprende, l’uomo sarebbe morto per cause naturali. Da una prima ricognizione cadaverica, infatti, non sono emersi segni di violenza. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia allertati dagli altri ospiti migranti. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che valuterà se disporre ulteriori accertamenti.

"Dopo anni di denunce, manifestazioni, incontri e promesse - ha scritto il sindacata Usb - ci troviamo ancora a piangere l’ennesima morte annunciata, la morte di una persona, un lavoratore, un fratello, un figlio, un amico, ucciso delle politiche razziste e marginalizzanti portate avanti da questo governo e dalle sue rappresentanze territoriali nei confronti delle persone migranti. Mamadou è stato trovato morto in un'auto parcheggiata nell'insediamento dei braccianti di Torretta Antonacci. Le cause del decesso sono ancora da accertare, ma per noi è chiaro: si tratta di un omicidio di Stato. Il nome di Mamadou si aggiunge ad una lista già fin troppo lunga e che tuttavia non accenna a volersi interrompere di morti di Stato nei ghetti del foggiano. Morti che riaccendono l’attenzione sulle vergognose condizioni di vita e lavoro in cui sono relegati migliaia di lavoratori, considerati esclusivamente come mano d’opera e non come esseri umani".

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