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L'operazione

Brogli in gare pubbliche ad Apricena, arrestato anche sindaco leghista

Ci sono 25 indagati in totale, gli arrestati sono imprenditori e amministratori pubblici

Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza di Foggia ha eseguito nelle prime ore della mattinata un'ordinanza di custodia cautelare per cui tre persone sono state arrestate (ai domiciliari) e le altre 12 sottoposte a misure interdittive, in quanto accusate di reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio e la fede pubblica. Gli arrestati sono due amministratori pubblici e un noto imprenditore, gli altri sono pubblici ufficiali, imprenditori e professionisti. Ci sono 25 indagati in tutto ed è coinvolto anche il sindaco di Apricena (Fg), il leghista Antonio Potenza. 

Il sindaco è stato arrestato e posto ai domiciliari insieme con altre due persone nell’ambito di una indagine della procura di Foggia su presunte irregolarità nelle gare per l’aggiudicazione di commesse pubbliche. Gli altri due arrestati sono un altro amministratore pubblico e un imprenditore. L’ordinanza cautelare riguarda in tutto 15 persone: gli altri 12, tra pubblici ufficiali e professionisti, sono stati sottoposti a misure di natura interdittiva.
Le indagini, condotte dalla guardia di finanza, sarebbero dopo una denuncia su irregolarità nelle gare d’appalto nelle quali, secondo l’accusa, sarebbe stato favorito un imprenditore molto vicino al sindaco Potenza. Nel corso delle indagini sono stati accertati reati di natura fiscale, fatturazione per operazioni inesistenti, false dichiarazioni di redditi. I militari avrebbero anche accertato un episodio di concussione.

Il sindaco di Apricena arrestato oggi, Antonio Potenza, è al suo secondo mandato e, dopo undici anni di militanza in Forza Italia, ha aderito alla Lega di Matteo Salvini nel maggio 2018. Alle ultime amministrative del 26 maggio scorso si è presentato con la lista 'Uniti per Cambiare' una civica da lui promossa nel 2012, battendo con una percentuale del 71% dei consensi l’avversario Michele Lacci del Pd.

un'immagine della conferenza stampa (foto Maizzi)

(di Tatiana Bellizzi - ANSA): Gare pubbliche o forniture di servizi che venivano affidati sulla base di rapporti personali tra il sindaco e gli imprenditori. Una tecno struttura definita dagli investigatori un vero e proprio "comitato d’affari» gestito dal primo cittadino e da un assessore. Questo, secondo la procura di Foggia, accadeva ad Apricena dove il primo sindaco sindaco leghista di Puglia, Antonio Potenza, l’assessore comunale al verde pubblico e ai servizi cimiteriali, Ivan Augelli, e un imprenditore, Matteo Bianchi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di altre 12 persone, tra cui funzionari pubblici e titolari di imprese, sono state emesse misure interdittive.

Il sindaco è accusato di peculato d’uso, concussione e abuso d’ufficio. Secondo la Procura avrebbe costretto una sua collaboratrice, vincitrice di un concorso pubblico al Comune, a cedere il posto in graduatoria ad un suo protetto che è così risultato vincitore della selezione. A Potenza viene contestato anche l’utilizzo dell’auto del Comune per svolgere, almeno in due occasioni, commissioni private. Infine avrebbe affidato verbalmente, senza passare da gara pubblica, ad un imprenditore a lui vicino la fornitura e installazione delle telecamere di sorveglianza alla sede comunale. In cambio, l’imprenditore avrebbe bonificato l’ufficio del sindaco scovando due microspie.
All’assessore Ivan Augelli, che all’epoca dei fatti (nella precedente amministrazione guidata sempre da Potenza) era consigliere comunale, la procura contesta di aver indotto, sfruttando la propria funzione pubblica, un imprenditore vincitore di una gara per l’abbattimento e la manutenzione degli alberi ad Apricena a consegnare una partita di legname ad una persona di sua fiducia.

Dalle indagini, condotte dalla guardia di finanza, è emerso, tra l’altro, il presunto condizionamento della gara pubblica da 120 euro per la realizzazione della rotatoria lungo la statale 89. Quattro imprenditori avrebbero costituito un cartello di imprese per pilotare l’appalto con «offerte di comodo».
Prima di passare alla Lega un anno fa, il sindaco Potenza aveva militato per 11 anni in Forza Italia. Alle scorse elezioni amministrative di maggio è stato riconfermato con il 71% delle preferenze, presentandosi con la lista civica 'Uniti per Cambiarè dal lui fondata nel 2012.

D'ERAMO (LEGA): IL SINDACO NON RISULTA ISCRITTO AL PARTITO - «Chi sbaglia paghi. Sempre. Confidiamo in un lavoro rapido della magistratura, ma nessuno strumentalizzi scaricando sulla Lega gli errori, sebbene presunti, di un singolo, eletto sindaco con una lista civica e avvicinatosi alla Lega (non risulta iscritto al momento) solo pochi mesi fa e senza alcun incarico di partito": così ha preso posizione, con una nota, il deputato Luigi D’Eramo, segretario regionale della Lega, sull'inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco di Apricena (Foggia), Antonio Potenza.

RIFONDAZIONE COMUNISTA: LEGA RICICLA AL SUD IL PEGGIO - «Il sindaco di Apricena ha battuto ogni record: da primo sindaco leghista eletto in Puglia è diventato anche il primo a essere arrestato. Si tratta di un riciclato da Forza Italia e dell’ennesimo arresto di esponenti leghisti. Il sindaco era già oggetto di indagini quando è stato ricandidato. Salvini è giustizialista solo verso i poveri cristi, per il resto è abituato alla frequentazione di indagati di ogni genere. Salvini alzando il volume della demagogia anti-immigrati è riuscito a presentarsi come il nuovo e l'antisistema mentre in realtà rappresenta il riciclaggio della peggiore politica di centrodestra. Divertente segnalare il fatto che - come denunciato 3 settimane fa con un manifesto dal circolo di Rifondazione Comunista «Peppino Impastato» - l'amministrazione di Apricena sia oggetto di indagini della GdF anche riguardo a una presunta registrazione all’anagrafe con false residenze di cittadini rumeni per farli votare. Il quadro raccontato nella conferenza stampa degli inquirenti descrive un sistema di potere che commetteva reati di qualsiasi genere. Salvini non faccia l’offeso quando lo chiamano «ministro della malavita», il titolo pare ben meritato a giudicare dai personaggi di cui si circonda in Italia e all’estero. La Lega a sud ricicla il peggio: solo dei politicanti spregiudicati e senza principi nell’Italia meridionale possono aderire alla Lega, partito che persegue attraverso l’autonomia differenziata l’ulteriore e definitivo impoverimento strutturale del sud». Lo dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea.

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