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Bombe a Foggia, blitz polizia, cc e GdF: 16 arresti, 4 legati al clan Moretti

Sono un centinaio gli uomini delle forze dell’ordine impegnati

Bombe a Foggia, operazione Polizia, Carabinieri e GdF: arresti

Sono cinque distinte inchieste che hanno portato all’arresto di 16 persone, nell’ambito dell’operazione interforze 'Chorus', responsabili di attentati incendiari a danno di esercizi commerciali di Foggia, estorsioni, rapine, armi e tentato omicidio.
Quattro foggiani, ritenuti legati al clan Moretti, sono stati arrestati per aver progettato un agguato sventato dieci giorni fa ai danni di un pregiudicato foggiano. Due degli arrestati sarebbero parenti di Rodolfo Bruno, il malavitoso assassinato il 15 novembre scorso alla periferia della città.


Altri tre arresti sarebbero direttamente riconducibili a un attentato dinamitardo e due incendi avvenuti nei primi giorni di gennaio, e anche a richieste di pizzo.
Nell’ambito della stessa operazione, inoltre, altri quattro foggiani sarebbero stati raggiunti da ordini di custodia cautelare per detenzione di armi. Tra gli arrestati, infine, tre presunti rapinatori foggiani, e due uomini del Gargano per possesso di esplosivo.

Tra i 16 arrestati dell’operazione "Chorus» eseguita dalla «Squadra Stato» questa mattina Foggia, c'è anche Rocco Moretti junior figlio e nipote dei boss ritenuti a capo dell’omonimo clan della «Società». Secondo l’accusa il 21enne sarebbe il mandante del tentativo di estorsione collegato alla bomba esplosa il 7 gennaio scorso davanti alla profumeria "Gattullo» di via Lecce. A piazzarla materialmente, sostengono gli inquirenti, sarebbe stato Davide Monti di 25 anni, anch’egli raggiunto da ordinanza di custodia cautelare. Rocco Moretti junior - ricostruisce l’accusa - nei giorni successivi avrebbe avvicinato un partente del commerciante rivendicando di essere stato lui a piazzare l’ordigno e pretendendo un pizzo imprecisato, altrimenti avrebbe fatto chiudere le tre profumerie gestite in città dalla famiglia Gattullo.
La polizia ha inoltre identificato ed arrestato Abramo Procaccini, 23 anni, quale esecutore materiale del doppio incendio doloso alla Friggitoria «Mordi e Gusta"', intimidazioni avvenute il 4 ed il 6 gennaio che causarono ingenti danni al locale. In questo caso, ipotizza l’accusa, l’incendio non sarebbe collegato a richieste estorsive.


Altri quattro arresti, su ordinanza del Gip, hanno colpito, invece elementi legati al clan Moretti accusati di tre tentativi di omicidio, avvenuti tra il 16 e il 26 gennaio ai danni essenzialmente di due fratelli Gioacchino e Antonello Frascolla. Si tratta di Gianfraco Bruno 40 anni detto il «Primitivo" ritenuto il mandante, il nipote Antonio Bruno di 21, Antonio Carmine Piscitelli di 36 e Giuseppe Ricco di 55 anni di Margherita di Savoia, legato al clan camorristico della famiglia Panico. Questi ultimi tre erano già stati arrestati in flagranza di reato la mattina del 26 gennaio scorso per il possesso di una pistola che avrebbero utilizzato per l’agguato fallito. La vendetta sarebbe collegata all’omicidio di Rodolfo Bruno - cognato e padre di Gianfranco e Antonio Bruno - ucciso in un agguato di mafia il 15 novembre scorso alla periferia di Foggia

PROCURATORE VACCARO: «ABBIAMO SALVATO VITE» - «È arrivata la risposta dello Stato. Una risposta corale, frutto della sinergia tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Tra le altre cose, grazie alle attività di intercettazioni in corso, abbiamo sventato un tentativo di omicidio studiato con grande pervicacia. Siamo contenti di essere riusciti a salvare delle vite». Così il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati gli esiti dell’operazione interforze 'Chorus' che ha portato all’arresto di 16 persone in cinque distinti filoni di indagine.
«È una risposta che riguarda più azioni criminose - ha aggiunto il procuratore - e gli episodi oggetto di indagini sono tanti: mi preme dire che si tratta di reati tipici della criminalità organizzata foggiana».


Soffermandosi poi sui sette attentati dinamitardi ai danni di imprenditori e commercianti a Foggia dall’inizio dell’anno, il procuratore ha precisato di aver «letto numerosi messaggi di gente che ci incoraggia ad andare avanti, e stiamo percependo nella società civile la voglia di rialzare la testa. La bomba colpisce l’economia del territorio. L’attività estorsiva ha impoverito questa città perché tocca tutti, non solo le vittime». «Queste ultime - ha sottolineato - si trovano spesso in una situazione di grande disagio e solitudine».
«Abbiamo la necessità - ha concluso Vaccaro - di creare un ponte tra le vittime, le forze dell’ordine e la magistratura. La rassegnazione è la tentazione più forte di questo fenomeno»

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