Mercoledì 23 Ottobre 2019 | 04:27

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FOGGIA - Scioperano stamane gli autisti dell’autonoleggio con conducente e i dipendenti del trasporto pubblico locale (non sono coinvolti i treni regionali di Trenitalia). Sono «garantite - assicura l’Ataf - le corse scolastiche in entrata e in uscita», mentre qualche disagio potrebbe essere accusato dai pendolari che volessero spostarsi in orari diversi alla fascia oraria di astensione dal lavoro prevista dalle ore 8.30-12.30 (personale viaggiante) e dalle 12.30-14.30 (impianti fissi). Servizi minimi garantiti anche dalla Sita Sud, «dalle 4.40 alle 8.30 e dalle 12.30-14.30». Ferrovie del Gargano informa che «tale astensione, ove non revocata, potrà comportare ritardi o soppressioni dei servizi ferroviari e automobilistici dalle ore 8.30 alle 12.30», tuttavia la società ricorda sul suo sito agli utenti che «al precedente sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali ha aderito circa l’11% del personale». Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Faisa-Cisal e Faisa-Confail con unica eccezione della Faisa Cisal - informa la Sita Sud - che aderisce allo sciopero con i propri iscritti «nelle ultime quattro ore del turno di lavoro».

I sindacati contestano le «norme comuni per l’accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus», introdotte dall’Unione europea con l’estensione del regolamento 1073/2009 ai mercati nazionali degli stati membri. «Tale disposizione - secondo quanto affermano i sindacati - genera diffuse e forti preoccupazioni, perché rischia di alterare l’equilibrio all’interno del mercato nazionale. La soppressione del requisito di stabilimento nello Stato membro in cui vengono prestati i servizi (sia regolari che occasionali), infatti, creerebbe nel settore del trasporto viaggiatori le stesse distorsioni della concorrenza, già esistenti nel settore del trasporto merci, con un effetto dirompente per l’intero segmento di attività del trasporto di persone, urbano, extraurbano e turistico». I sindacati paventano anche ragioni di sicurezza alla base del provvedimento: «Il regolamento disciplina i tempi di guida e di riposo del personale viaggiante dell’autotrasporto di persone e merci.

È previsto un aumento esponenziale delle ore di guida e una compressione delle ore di riposo, ciò rappresenta di fatto non solo un evidente deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei conducenti, ma anche una amplificazione inaccettabile dei rischi per la salute e la sicurezza dei conducenti e degli utenti del servizio e della strada». L’applicazione del nuovo impianto normativo, così come pensato, «genererebbe - dicono ancora i sindacati - l’innalzamento del parametro chilometrico per il rilascio delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento dei servizi di trasporto regolare nazionale ed internazionale. In Italia - ricordano in una nota Cgil, Cisl, Uil e Ugl - il nuovo limite proposto di 100/120 km rappresenta la maggior parte del servizio stradale di trasporto persone. Il nuovo regime autorizzativo (comunitario: ndr) determinerebbe, inevitabilmente, una sovrapposizione con i servizi di Trasporto pubblico locale soggetti non solo a diverse regole in tal senso, ma anche a regolamentazione e compensazioni diverse nell’ambito di contratti di servizio pubblico». «La modifica in parola - concludono le organizzazioni sindacali - comporterebbe una deregolamentazione completa del mercato, spingendo gli attori interessati verso una concorrenza sleale e verso il dumping sociale».

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