«Oggi sono particolarmente contento perché alla presenza di Avviso Pubblico e di Libera, due associazioni storiche che accompagnano le amministrazioni comunali, e alla presenza di tredici sindaci, presentiamo i risultati di un bando da undici milioni di euro. Tredici amministrazioni comunali riutilizzeranno beni che sono stati confiscati alla mafia. Lo facciamo a trent'anni dalla legge 109, che è la legge che ha previsto la possibilità di confiscare i beni oggetto di proventi illeciti da parte della criminalità organizzata e metterli a disposizione delle nostre comunità». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, alla presentazione dei 13 progetti finanziati con 11 milioni di euro. I 13 Comuni beneficiari del bando sono Adelfia, Bari, Brindisi, Fasano, Foggia, Martina Franca, Melendugno, Monteroni, Ostuni, Ruvo di Puglia, Taurisano, Trani e Trepuzzi.
«Sono beni immobili che saranno riutilizzati, aperti alla comunità e saranno riutilizzati fondamentalmente per scopi sociali: saranno strutture, laboratori, biblioteche - ha aggiunto Decaro -. Ci sono degli immobili che saranno riqualificati, aperti ai giovani, alle cooperative agricole, sono terreni confiscati e riutilizzati. In questi anni abbiamo avuto un’esperienza importante, a partire da questa regione. Quella legge, poi nazionale, è diventata un punto di riferimento per tanti Paesi europei e oggi abbiamo la possibilità di affiancare il lavoro straordinario che fanno magistratura e forze dell’ordine con le attività della società civile, che accompagna questo lavoro che noi chiamiamo di antimafia sociale», ha concluso il governatore. "Il filo conduttore di tutti i progetti è quello di intervenire a sostegno delle comunità con delle specifiche territoriali. È un modo di riutilizzare (i beni, ndr) e restituirli alla collettività attraverso progetti significativi», ha spiegato l'assessora alla Cultura della Regione, Silvia Miglietta.
"Segnalo in particolare - ha aggiunto Miglietta - il progetto di Ruvo di Puglia, che prevede l’intervento su un immobile che aveva iniziato una riqualificazione che poi è stato oggetto di un incendio, e quindi il progetto è dovuto ripartire. Lì si costituirà un centro di accoglienza per i lavoratori stagionali con una serie di servizi a supporto della socialità».
















