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In Puglia e Basilicata

Il personaggio

«Metroman» canta contro l'indifferenza: il cantante in questi giorni in Puglia

«Metroman» canta contro l'indifferenza: il cantante in questi giorni in Puglia

Porta allegria contagiosa anche in luoghi di lavoro o di grigio tran-tran: anzitutto metropolitane; ma anche negozi, cantieri, strade normali. E perché ha più volte ammesso di aver così trovato una risposta alla solitudine, e al suo bisogno di amore

20 Giugno 2022

Andrea Di Consoli

In questi giorni a Bari e in altre località della Puglia c’è Metroman. In verità ci era venuto anche una decina di giorni fa, ma poi fu chiamato a esibirsi in Germania, a Dortmund. In Germania però gli era presa una profonda nostalgia della Puglia, tant’è che è subito ritornato a Bari. A questo punto mi si chiederà: «Ma chi è Metroman?» Metroman è un personaggio bellissimo. Il suo vero nome è Nicolò Modica, è del 1980, è nato a Torino e vive a Roma. Di mestiere fa il cantante di strada. Ma il suo modo di portare la musica tra la gente è davvero originale. Infatti lui va in giro – sulle metropolitane, per strada, tra la gente – con un amplificatore sulle spalle, cantando e facendo cantare canzoni famose. Le sue mete principali sinora sono state Roma, Napoli e Milano, ma ultimamente, come dicevo poc’anzi, si è innamorato della Puglia. E allora basta andare sulla sua pagina Facebook per vedere quanta allegria ha portato anche da queste parti.

Perché Metroman è un personaggio bellissimo? Perché porta allegria contagiosa anche in luoghi di lavoro o di grigio tran-tran: anzitutto metropolitane; ma anche negozi, cantieri, strade normali. E perché ha più volte ammesso di aver così trovato una risposta alla solitudine, e al suo bisogno di amore. Metroman è un uomo solo che ha deciso di non esserlo più. E per non esserlo più è sceso per strada, si è mescolato agli altri, ha deciso di donare al mondo quello che ha da donare. Insomma, si è messo in gioco. Senza vergogne e senza perbenismi. A volte canta nell’indifferenza generale, oppure inseguito benevolmente dalle forze dell’ordine. Ma più spesso riesce a coinvolgere anche persone segnate dalla stanchezza e dalla routine, facendole cantare, ballare e sorridere.

Certe volte, a sera tarda, vado sulla sua pagina Facebook e lo guardo. Spesso lo ascolto mentre si riprende da solo in qualche ristorante – non ha vergogna di mostrarsi finanche in Fast-food disadorni. Lo ascolto con simpatia, e riconosco nella sua affollata solitudine qualcosa di me – e, forse, di noi tutti. Perché in fondo tutti noi vorremmo donare agli altri qualcosa di vero e profondo, osare di più, e non sentire più addosso quell’orribile sensazione che non è depressione ma stanchezza, resa, disincanto, sfiducia, chiusura.

Metroman attraversa città, strade e persone come agito da una missione superiore. Non teme freddi glaciali e caldi torridi. Non teme stanchezze e fatiche. Egli porta fin in fondo la propria missione, trasmettendo e cantando canzoni in cui riconoscersi, perché la sua è una playlist popolare, attraverso la quale è possibile riscoprire una comune appartenenza. Difficile ignorarlo, perché Metroman non vuole diventare famoso o imporsi, ma scuotere gli altri, fargli sentire il bisogno di lasciarsi andare.
Quello di Metroman, benché utilizzi modalità moderne di comunicazione come le dirette Facebook, è un attacco frontale alla solitudine che è dilagata in Italia in seguito alla pandemia e a una digitalizzazione pervasiva. Il suo canto, che più spesso è un urlo di battaglia, è una sorta di chiamata alle armi, un invito a liberare il corpo e la mente dalla paura, dal disincanto e dall’indifferenza.

Non so oggi dove sia, probabilmente a Polignano a Mare – un altro luogo di cui si è innamorato. Ma sono certo che anche oggi scuoterà dal torpore vecchi e giovani, ricchi e poveri, felici e infelici, timidi e sfacciati.
Per quanto mi riguarda, sono felice di sapere che da un momento all’altro, in una qualsiasi località italiana, possa di colpo spuntare la musica e la voce e la presenza fraterna e randagia di Metroman. Cercatelo, fate caso alla sua presenza. E non fatevi trovare impreparati se capiterà di essere travolti dalla grancassa della sua affollata solitudine.

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