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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'emergenza

Covid in Basilicata, indice Rt a 1,64 tra i più alti d’Italia: timori per terapie intensive. Cresce numero positivi Fca Melfi

Oltre 3.600 contagiati, 11% la media quotidiana degli infetti sui tamponi processati

POTENZA - Oltre 3.600 contagiati, indice Rt tra i più alti d’Italia (1,64, inferiore solo a Toscana e Valle d’Aosta), 11% la media quotidiana degli infetti sui tamponi processati.

E - sullo sfondo di una carenza di posti-letto che, al momento, riguarda soprattutto Matera - 20 pazienti in Terapia intensiva, reparto cruciale su cui si concentra l’attenzione per attivare eventuali altre restrizioni anti-Covid.

Al San Carlo di Potenza, l’ospedale più grande della regione, c’è preoccupazione per gli undici degenti di Rianimazione, tutti intubati. La Basilicata «arancione» - che teme di colorarsi di rosso - è in queste cifre. Anche ieri, seppur con un calo rispetto alla giornata precedente, c’è stato un numero considerevole di positivi (271), a fronte di 2.250 tamponi.

Purtroppo i decessi sono stati otto, tra i quali padre e figlio di Potenza di 86 e 57 anni. Il figlio era ricoverato in Terapia intensiva al San Carlo del capoluogo dove si trova tuttora un fratello di 63 anni. Il padre, invece, è deceduto in casa ed era in quarantena con il resto della famiglia. Complessivamente i morti per Covid in Basilicata hanno raggiunto quota 81. La crescita esponenziale dei contagi semina il panico tra i residenti, molti dei quali invocano la chiusura di tutte le scuole, attivando la didattica a distanza anche per le Medie e le Elementari. Un’eventualità che il presidente della Regione, Vito Bardi, ripete da giorni e che, a quanto pare, si tradurrà presto in un’ordinanza per stoppare le lezioni in presenza a partire dai primi giorni della prossima settimana.

Le residenze per anziani restano il fulcro dell’emergenza: dopo Marsicovetere, Brienza, Venosa, Melfi e Lavello si temono riflessi anche sui degenti e sui lavoratori della casa di riposo di Tito dove due operatrici sono risultate positive ai test rapidi. Un altro fronte caldo del contagio è lo stabilimento Fca di San Nicola di Melfi: gli ultimi tredici casi di positivi comunicati dall’azienda al comitato di stabilimento negli ultimi due giorni confermano la difficoltà del momento.

Dalla ripresa delle attività, alla fine di agosto, ad oggi il virus ha colpito 95 lavoratori, anche se nel frattempo una trentina di loro si sono negativizzati. La Fiom-Cgil lucana, attraverso il segretario Gaetano Ricotta chiede maggiori controlli: «Ravvediamo la necessità - commenta il sindacalista - di implementare le regole dei protocolli di sicurezza, che sono uno strumento che deve adattarsi ad ogni contingenza. La situazione lucana al momento non è quella della prima parte dell’epidemia. Le aziende devono fare la loro, pensando ad ulteriori misure di sicurezza».

Intanto da ieri mattina vengono effettuati in modalità «drive in» i tamponi nella tenda allestita dalla Marina militare nell’area Covid a ridosso dell’ospedale San Carlo del capoluogo lucano.

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