Martedì 21 Settembre 2021 | 10:52

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L'emergenza

Melfi, alla Fca 13 nuovi contagi: i positivi in fabbrica sfiorano i 100

Cresce la preoccupazione tra gli operai. I sindacati invocano sicurezza: «Aumentare screening e controlli»

fiat fca Sata melfi

Lo stabilimento Fca di Melfi

MELFI - I contagiati aumentano di pari passo con la preoccupazione degli operai. I tredici casi di positivi comunicati dalla Fca di Melfi al comitato di stabilimento negli ultimi due giorni confermano la difficoltà del momento.

Dalla ripresa delle attività alla fine di agosto ad oggi il virus ha colpito 95 lavoratori, anche se nel frattempo una trentina di loro si sono negativizzati.

La Fiom-Cgil lucana, attraverso il segretario Gaetano Ricotta chiede maggiori controlli. «Ravvediamo la necessità -commenta il sindacalista - di implementare le regole dei protocolli di sicurezza, che sono uno strumento che deve adattarsi ad ogni contingenza. La situazione lucana al momento non è quella della prima parte dell’epidemia. Le aziende devono fare la loro, pensando ad ulteriori misure di sicurezza. Ma intravediamo purtroppo una sorta di rigidità sul punto. Per tenere le fabbriche aperte bisogna trovare ulteriori soluzioni rispetto agli attuali protocolli. Cosa proponiamo?

Aumentare i controlli e lo screening, provvedere - suggerisce Ricotta - a dispositivi di protezione adeguati alle diverse mansioni degli operai, sanificare maggiormente le superfici. Le aziende ci dicono di non essere un sistema chiuso, nel senso che non possono controllare cosa avviene all’esterno. Rispondiamo loro che in realtà esiste un’attenzione accresciuta nelle persone, che oggi hanno comportamenti migliori rispetto a luglio e che quindi resta importante continuare a mantenere alta la sicurezza negli stabilimenti. Sui protocolli non serve avere atteggiamenti notarili». Per il leader della Fim-Cisl regionale, Gerardo Evangelista «i lavoratori in questo difficile momento hanno bisogno di fiducia, ma anche di chi operi per salvaguardare il presente e garantire il futuro con serietà e responsabilità. Oggi i dati generali su tutto il territorio regionale confermano una forte situazione di emergenza. Gli attuali casi positivi sono un termometro da tenere in considerazione per ulteriori scelte. Le ultime indicazioni date dai governi nazionale e regionale fanno capire sempre di più che c’è un rischio di blocco di atre attività. Si sta confidando che nei prossimi giorni, le ulteriori restrizioni portino risultati migliori».

«I dati dei positivi - interviene il segretario regionale della Uilm, Marco Lomio - sono altissimi in tutta la Basilicata e in tutta Italia. Possiamo fermarci? Non lo sappiamo, è un tema scottante. Fermare l’industria in questo momento significherebbe paralizzare la nazione. Possiamo però fare di più, mettendo in campo azioni più sinergiche con la Regione Basilicata, per provare a tenere ancora tutto aperto ma in sicurezza, fin quando il governo non deciderà diversamente. Di proposte ne abbiamo fatte tante, a partire da quelle riguardanti lo screening generalizzato ed i trasporti». Di «situazione allarmante a livello nazionale» parla il segretario regionale della Fismic, Pasquale Capocasale, che però per quanto riguarda l’area industriale di Melfi, ritiene «comunque sotto controllo, nonostante l’aumento dei casi che non è un buon campanello di allarme. Servono ulteriori misure ed iniziative, a partire dai controlli»

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