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Bari, continua il Bif&st nel segno di Buzzati

Stasera «La famosa invasione degli orsi in Sicilia» rivista da Lorenzo Mattotti: la fantasia italiana da ieri a oggi

Bari, continua il Bif&st nel segno di Buzzati

Seguendo il filo rosso del fantastico che attraversa il «Bif&st 2020», inevitabilmente si arriva all’impresa titanica di Lorenzo Mattotti che è riuscito a portare sullo schermo, esordendo anche come regista cinematografico, La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati. Occhio puntato dunque su Piazza Prefettura, oggi alle 20.30, per l’autore della trasposizione animata di uno dei maggiori classici di Buzzati. Mattotti verrà premiato assieme all’attrice Milena Mancini e alla regista Anne Fontaine di cui a seguire si vedrà in anteprima internazionale Police con Omar Sy.

Il caso Buzzati al cinema non è che una porzione modulare del caso Buzzati a largo spettro o del fantastico che in Italia nella tradizione letteraria e di conseguenza nel cinema, salvo eccezioni importanti e variegate, ha sempre occupato un posto subordinato rispetto alla via maestra del realismo. La famosa invasione degli orsi in Sicilia consente a Mattotti di allargare questa strada, aggiungendo immagini animate a quelle già create da cineasti che hanno fatto quadrato nel corso del tempo attorno a Buzzati e alla sua idea di invenzione che trascende il dato reale anche quando lo affronta di petto. Non a caso il primo film, purtroppo sfortunato al botteghino, tratto da un suo romanzo, Un amore di Gianni Vernuccio, con una colonna sonora indimenticabile di Giorgio Gaslini e una canzone omonima di Pino Donaggio, possiede qualità visionarie che concorrono a far capire perché poi Gaslini abbia fatto le musiche di Profondo rosso di Dario Argento con i Goblin e Donaggio quelle dei film di Nicholas Roeg, Brian De Palma, Joe Dante e lo stesso Argento in perfetta sintonia con il fantastico, l’horror e il sovrannaturale.

Ci sono poi stati naturalmente Valerio Zerlini con Il deserto dei tartari, Mario Brenta con Barnabo delle montagne e penultimo, prima di Mattotti, Ermanno Olmi con Il segreto del bosco vecchio.

Insomma, una bella squadra, cui La famosa invasione degli orsi in Sicilia, dopo la collaborazione di Mattotti al Pinocchio di Enzo D’Alò, dà lustro e illustra scegliendo la strada del racconto nel racconto. La trama di Buzzati che già nel romanzo, si fa per dire per ragazzi, aveva l’andamento fiabesco, quasi della ballata, qui diventa una rievocazione indiretta sotto gli occhi di un orso anziano da parte di una bambina e di un vecchio teatrante di strada. Mattotti introduce l’accento siciliano e soprattutto nella fantasmagoria cromatica e nella morbidezza inconfondibile del tratto grafico rivisita le indimenticabili tavole di cui lo stesso Buzzati aveva corredato di suo pugno il testo scritto. Prende così corpo, colore e movimento con Mattotti un altro tassello del mosaico fantastico che sempre più in superficie affiora nel tessuto narrativo contemporaneo nazionale, sullo schermo più che sulla pagina, in una fase in cui autori e disegnatori di graphic novel sono di gran lunga in vantaggio sui romanzieri che scrivono rincorrendo a parole film e serie Tv.

Buzzati è stato per Mattotti la molla di un film che non si sa se seguire o semplicemente ammirare, come lo fu per Federico Fellini lungo sentieri poco e male approfonditi in un segmento a lui dedicato nella sua raccolta I misteri d’Italia e nell’emblematico racconto fantastico Il caso Mastorna che con il mai realizzato Il viaggio di G. Mastorna stabilisce un patto segreto di coincidenze significative estendibili in ogni insospettabile direzione. Gli Orsi da Buzzati a Mattotti sono quindi più che «famosi». Ben venga dunque la loro rinnovata «invasione» lungo la direttrice del fantastico italiano.

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