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Checco Zalone, già in 5mln per il video «L'immunità di gregge»

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Nel clima di crescente fiducia non poteva mancare il messaggio di speranza di un giocherellone per antonomasia. Da giovedì scorso il brano e il video de L’immunità di gregge di Checco Zalone hanno fatto letteralmente irruzione su social network, ogni sorta di piattaforma di streaming musicale e stazioni radiofoniche contagiando di allegria questi giorni di transizione dalla fase uno alla fase due del contrasto italiano alla pandemia da Covid-19. Circa cinque milioni di utenti raggiunti su Facebook (con 2,5 milioni di visualizzazioni), oltre due milioni di visualizzazioni su You Tube, circa quattrocentomila fra riproduzioni Instagram e condivisioni Facebook e l’immediata ascesa fra i brani più ascoltati di Spotify ed Apple Music: sono i numeri inequivocabili e spontanei (non un euro di sponsorizzazioni) di un successo che non conosce limiti nella genialità che contraddistingue il personaggio e il suo entourage dalla ricca presenza pugliese.
Suoni e immagini in cui il chiarissimo riferimento a Domenico Modugno, cantautore pugliese per eccellenza, emerge sia nelle sembianze che nelle melodie (Da Piange il telefono a La lontananza passando per Lu pisci spada) scelte nell’occasione dall’artista di Capurso, un omaggio con cui Luca Medici ha materializzato l’idea di fondo concentrata nel ritornello con molti termini del momento: associare la speranza nella tanto attesa «immunità di gregge» con l’irriverente dichiarazione d’amore «sui monti e sulle spiagge la pecora più bella sarai tu, amore mio vedrai, tutto andrà bene e l’ultimo tampone sarò io per te». Un’idea che Checco Zalone ha immediatamente condiviso – rigorosamente via Skype con particolare predilezione per le ore precedenti e successive alla preparazione della cena – con i fedelissimi Antonio Iammarino, tastierista foggiano ma romano d’adozione e Giuseppe Saponari (fonico di Castellana Grotte) con cui ha curato l’arrangiamento. In un paio di settimane dall’immediata chiamata ai musicisti di riferimento – Felice di Turi (batterista di Adelfia), Gabriele Cannarozzo (basso), Davide Aru (chitarre), Pietro Corbascio (trombettista di Castellana Grotte), Chiara Calderale (cori) – pronti a registrare in ambiente domestico la propria traccia, il brano – prodotto dall’etichetta discografica Officina Musicale di Castellana Grotte – è stato inviato a Forlì per la masterizzazione a «La Maestà Studio» di Giovanni Versari.

Ancor più rapida la realizzazione del video in cui il goliardico Checco Zalone non si è lasciato sfuggire l’occasione di coinvolgere, per la prima volta in un sodalizio artistico, la poliedrica Virginia Raffaele (che ha sfoderato l’ennesima ottima prova artistica persino provvedendo all’autonoma registrazione delle immagini), legata alla «banda Zalone» da una solida amicizia. Video girato, per la parte relativa al protagonista, sul terrazzo casalingo della residenza barese nel quartiere Madonnella (luogo svelato dagli alberi di piazza Gramsci, dai frangiflutti e dal cortile dell’istituto tecnico «Marconi») montato, come in ogni suo film, da Pietro Morana con il castellanese Dionisio Beatrice (autore delle locandine di Quo Vado e di Tolo Tolo) confermatissimo cover design e in cui gode del suo momento di notorietà la misteriosa Irina, vicina di casa trovatasi per caso sul lastrico solare intenta nello stendere i panni in una bella giornata di aprile.

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