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«Girerò una serie interessante dal titolo Esterno notte che parte dalla strage di via Fani e racconta quello che è accaduto esternamente alla prigione di Moro nel corso dei 55 giorni di prigionia». Lo ha annunciato il regista Marco Bellocchio poco prima di ricevere un premio al Trieste Film Festival. Il regista ha precisato che si tratta di «sei puntate e che Rai1 è interessata. Sono ottimista, forse anche le televisioni generaliste vogliono cambiare il loro prodotto». Le riprese dovrebbero cominciare a fine primavera.
Bellocchio ha poi fatto un bilancio del suo ultimo film, Il traditore. È un film «completamente lontano dalla mia biografia. Sono molto soddisfatto di come sta andando. Non è andato avanti agli Oscar, noi abbiamo fatto tutto quel che potevamo per promuoverlo. In Italia però ha avuto riconoscimenti. È un film che è stato acquistato molto bene da Sky che l’ha presentato tantissime volte, è piaciuto, è gradito», ha concluso il regista.
Bellocchio è intervenuto anche sul successo di Zalone: «Il nuovo film non arriva al record precedente, ma è ugualmente schiacciante, oscura tanto cinema che gli sta intorno. Il cinema d’autore per com’era 20-30 anni fa ha oggi più difficoltà».
Poi un ricordo del passato e in particolare di Andrea Camilleri: «È stato mio insegnante di recitazione al Centro sperimentale, l’aneddoto vuole che sia stato proprio lui a suggerirmi, a consigliarmi di passare alla regia perché vedeva che come attore ero titubante, cercavo di nascondermi, di mettermi da parte. “Guarda è meglio che tu stia dietro la macchina da presa” mi disse e, appoggiato anche da lui, l’anno successivo feci gli esami e fui ammesso al corso di regia». Bellocchio ha ricordato anche Federico Fellini: «Venne a presentare La dolce vita al Centro sperimentale, con Mastroianni. I giovani fecero domande ingenue come “scusi maestro, come posso diventare come lei?”. Domanda legittima, ma risposta impossibile».

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