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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Lecce, Moriero: «La squadra sarà ancora protagonista»

Moriero: questo Lecce mi piace davvero

«Sticchi Damiani e Corvino sono dei vincenti: ci riproveranno»

12 Giugno 2021

Antonio Calò

LECCE «Oggi, nella conferenza stampa della proprietà, i tifosi giallorossi scopriranno che Lecce sarà quello del 2021/2022. Vedo un club che continuerà giustamente ad avere la priorità dei conti in ordine, un aspetto che è sempre fondamentale, ma a maggior ragione in un periodo complicatissimo come quello che stiamo vivendo, dopo due stagioni nelle quali, a causa del Covid-19, gli introiti delle società sono crollati. Inoltre, il sodalizio salentino continuerà a portare avanti quel programma triennale avviato nella scorsa stagione. Tutto ciò, però, come dimostra l’annata 2020/2021, non significa non essere competitivi e non avere ambizioni. Nel campionato da poco passato in archivio, infatti, i programmi erano i medesimi eppure la squadra era di grandissimo spessore, una delle due o tre meglio attrezzate del torneo cadetto. Tanto che personalmente, come la maggior parte degli addetti ai lavori, ero convinto che Mancosu e compagni avrebbero centrato la promozione».

A tratteggiare i possibili scenari del Lecce in vista del 2021/2022 è l’ex Francesco Moriero, che nella sua carriera è stato un punto di forza anche di Inter, Roma, Napoli e Cagliari, leccese doc, cresciuto nel vivaio giallorosso per poi giocare dal 1985 al 1992 con la formazione maggiore.

«Per quel che riguarda il club, bene fa la proprietà ad avere un’ottica di lungo periodo, badando quindi alla patrimonializzazione, al contenimento dei costi, alla crescita del vivaio - prosegue Moriero - Ma conosco il presidente Sticchi Damiani ed il direttore generale dell’area tecnica Corvino e so che sono dei vincenti. Hanno sofferto entrambi tantissimo, come tutti i tifosi, per la mancata promozione del maggio scorso, nella quale credevano tanto quanto il popolo giallorosso. Il Lecce, quindi, sarà competitivo ai massimi livelli. D’altro canto, per storia e blasone, in serie B, la compagine salentina ha l’obbligo di lottare per il salto di categoria, anche se il prossimo torneo cadetto sarà ancora più difficile del solito».

In maglia giallorossa, Moriero è stato compagno di squadra di Marco Baroni, neo trainer del team salentino.

«Chi assume la guida del Lecce sa bene di avere a disposizione una grande chance per la propria carriera - sottolinea l’ex ala destra - Per molti allenatori, la piazza è stata un trampolino di lancio per palcoscenici di rilievo. Con queste premesse, chi accetta l’incarico ha ben presente che l’intento dev’essere quello di battagliare al vertice se non di primeggiare. Questo discorso vale evidentemente anche per Baroni, che ha fatto il proprio percorso e che, come la maggior parte dei tecnici, ha avuto parentesi positive ed altre meno. Da giocatore, sono stato suo compagno di camera. Era appena stato ingaggiato dalla Roma ed io avevo 17 anni. Di lui ho un ricordo estremamente positivo. Era forte fisicamente ed anche tecnicamente, un professionista esemplare ed una persona corretta, seria e coerente».

Per la mancata promozione del 2020/2021, Moriero non getta la croce sull’esonerato Eugenio Corini: «Lo considero un bravissimo allenatore. La società ha fatto le sue valutazioni ed ha deciso, ma nel calcio l’allenatore paga sempre per tutti, nonostante in campo vadano i calciatori. E’ difficile capire perché il Lecce abbia ceduto di schianto proprio quando il traguardo sembrava a portata di mano. Per il resto, nell’economia di una gara ed a volte di una annata, gli episodi fanno sempre più la differenza. Se in semifinale Mancosu avesse realizzato il rigore, oggi magari parleremmo di un’altra storia».

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