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L'intervista

Lecce, Garzya: «Baroni ideale per Lecce»

Lecce, Garzya: «Baroni ideale per Lecce»

«Era leader già in campo. Saprà rendere la squadra più solida»

07 Giugno 2021

Fabio Casilli

Lecce - «Marco Baroni darà la giusta carica al Lecce per farlo tornare presto in serie A».
Ne è più che convinto Gigi Garzya, salentino doc ed ex difensore giallorosso. Peraltro lui e Baroni hanno anche giocato insieme, nel Lecce, stagione 1988/89, con Carlo Mazzone in panchina, proprio in serie A. «Marco arrivò nel Salento nell’87, io invece proprio quell’anno passai alla Reggina - ricorda Garzya - il Lecce ottenne la promozione in A, e anche la Reggina fu promossa in B. Un anno fortunato con quella doppia promozione. Poi l’anno successivo io tornai a casa e giocammo insieme».

Con Baroni, oltre che di squadra, eravate anche compagni di reparto.
«Sì, certo. E non lo dico ovviamente per la mia presenza, ma credo che quella sia stata una delle difese più forti che il Lecce abbia avuto. C’erano Terraneo in porta e poi Baroni, Vanoli, Nobile, Righetti…».

E che ricordi ha di Baroni?
«Ricordi molto belli, soprattutto a livello umano. È una bella persona, uno con una forte personalità. E anche in campo, per la sua prestanza fisica, era forte tecnicamente, aveva un bel tiro sui calci da fermo».

Una difesa forte, la vostra, a differenza di quella giallorossa della scorsa stagione che, prendendo troppi gol, forse ha contribuito a buttare via la promozione.
«Ma anche nella stagione precedente, in serie A, diciamo che il Lecce ha preso troppi gol. Esattamente il contrario di quanto dovrebbe fare una squadra provinciale. Non puoi assolutamente prendere tanti gol».

Mister Baroni cambierà modulo rispetto al 4-3-1-2 di Corini. Ma ha già detto che, al di là degli assetti tattici, sono i calciatori in campo a fare la differenza.
«Ed è la giusta convinzione di uno, come lui, che ha giocato tanto a calcio. Sono sicuro che lui darà un’impronta tutta sua alla squadra. Farà cambiare mentalità di gioco, darà più protezione alla difesa, del resto qualcosa va fatto».

Da ex difensore, lei crede che il reparto arretrato vada completamente rivoluzionato?
«Non lo so. Penso che uno come Pisacane possa fare la differenza in serie B, così come lo stesso Lucioni. Resta il fatto che non puoi concedere tanto in A come in B, dove non mancano sicuramente gli attaccanti bravi».

E meno male che il più forte di tutti, Massimo Coda, gioca col Lecce.
«E infatti il paradosso è che, pur avendo in organico il capocannoniere della B, non hai ottenuto la promozione. Del resto, anni fa, successe anche al Bari: con Protti capocanneriere e Andersson, che pure segnò tanto, non evitò la retrocessione in B».

Il fatto di aver giocato nel Salento potrebbe fare la differenza per Baroni?
«Credo di si, lui l’ambiente lo conosce bene e poi, a Lecce, si gioca una carta importante. La società vuol vincere il campionato e Pantaleo Corvino, secondo me, è una garanzia, nella scoperta di giovani interessanti. Quelli che sono arrivati dall’estero hanno un anno di esperienza in più. Certo - ripeto - qualcosa va cambiato. Per un motivo o per un altro, non puoi tenere la stessa rosa. Arriveranno innesti di qualità. Io sono fiducioso: quando c’è Corvino, c’è da aspettarsi una buona squadra».
Il Via del Mare è sempre stato una sorta di fortino. Nell’ultimo campionato, però, il Lecce ha vinto solo 6 partite in casa su 19.

Colpa della mancanza dei tifosi sugli spalti?
«Mah, il pubblico mancava a tutti, purtroppo. Prima della sosta la squadra stava bene, era seconda in classifica, aveva vinto tanto. Forse fisiologicamente si sono rilassati troppo. Non lo so. Non puoi dire se sia colpa di questo o di quell’altro fattore. Siamo stati sfigati, perché la sosta ha dato alle avversarie la possibilità di recuperare forze e giocatori. Al Lecce, invece, è andata male».

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