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Monaco tiene in quota il Lecce: «A Venezia colto punto pesante»

L'ex centrocampista: «La squadra salentina ha dimostrato di non essere una meteora»

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LECCE - «In questa fase della stagione, il pareggio ottenuto dal Lecce a Venezia è un risultato positivo». La pensa così Walter Monaco che, cresciuto nel vivaio del club giallorosso, ha indossato la maglia della formazione maggiore dal 1986 al 1991, per poi vestire la casacca della compagine lagunare nel 1993/1994 e fare quindi ritorno al club salentino, nel quale ha militato nuovamente dal 1994/1995 al 1995/1996.

«L’undici allenato da Liverani era reduce dalla serata-choc vissuta in occasione della partita interna con l’Ascoli, nella quale si è registrato il brutto incidente occorso a Scavone, che per fortuna si è risolto con un enorme spavento e nulla più, in quanto il calciatore si è rimesso - nota l’ex centrocampista - La formazione lagunare veniva dalla batosta di Benevento e voleva rifarsi, mentre il team salentino puntava a riprendere il cammino che lo ha proiettato stabilmente tra le migliori compagini della B. Era prevedibile che il match sarebbe stato combattuto com’è accaduto. Per come sono andate le cose in campo, Mancosu e compagni avrebbero potuto vincere, ma anche perdere, se Vigorito non avesse compiuto un paio di interventi super. Il punto raggranellato è quindi da considerare in termini positivi».
Monaco è convinto che il club presieduto da Saverio Sticchi Damiani sarà protagonista sino in fondo. «A torneo oramai inoltrato, nessuno può pensare che il Lecce sia una meteora - sottolinea l’ex giallorosso - Liverani sta facendo un eccellente lavoro ed il suo complesso è destinato a giocarsi la promozione diretta con altre 4-5 compagini. Nella peggiore delle ipotesi, proverà a conquistarla attraverso i playoff».
Dovendo sostituire Scavone, il tecnico capitolino ha puntato su Thom Haye. «Personalmente ipotizzavo l’utilizzo di Tabanelli - rimarca Monaco - Ma le mie valutazioni, come quelle di tutti gli addetti ai lavori, sono fatte dall’esterno. Liverani ha il polso della situazione ed opera le sue scelte valutando i propri calciatori per quanto mettono in mostra in allenamento, tutti i giorni. Del resto, l’olandese si è disimpegnato abbastanza bene, come ha fatto Tabanelli quando è stato gettato nella mischia nella ripresa».

L’ex centrocampista ripercorre l’esperienza vissuta sull’asse Lecce-Venezia. «Nel 1992/1993, il club salentino, proprietario del mio cartellino, mi prestò al Giarre, squadra nella quale feci molto bene sotto la guida di Giampiero Ventura, che in estate passò alla società lagunare e mi volle con sé, in B - racconta Monaco - Il sodalizio giallorosso mi cedette in comproprietà. Grande annata. In Coppa Italia approdammo ai quarti, eliminando la Juventus di Maifredi, Baggio e Schillaci, e la Fiorentina di Ranieri, Batistuta ed Effemberg, mentre nel torneo cadetto ci piazzammo alle spalle degli squadroni che andavano per la maggiore».
Terminata la stagione, il Lecce decise di fare tornare Monaco nel Salento. «Il direttore sportivo Cataldo mi volle nuovamente in maglia giallorossa e risolse la comproprietà in proprio favore - rammenta l’ex centrocampista - Incappammo in una annata disastrosa, retrocedemmo in C».
Buone notizie, intanto, per il Lecce e soprattutto per Manuel Savone. Il centrocampista, dopo il grande spavento per quanto accaduto lo scorso 1 febbraio all’inizio della gara con l’Ascoli, l’altro pomeriggio «accompagnato dal medico sociale Giuseppe Congedo, ha effettuato un consulto medico a Milano dal professor Castagna. Confermata la diagnosi di una lussazione acromion-claveare della spalla destra. Il consulto medico ha evidenziato la non necessità di intervento chirurgico. Il giocatore, assieme allo staff sanitario della società, ha deciso di non sottoporsi all’operazione.

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