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Fortuna? Con le nostre lenticchie

Da metà gennaio saranno messe in vendita quelle di Altamura col marchio Igp

LEGUMI - Di eccellenza, quelli di Altamura sono ben digeribili

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BUONGUSTO - Le lenticchie portano fortuna e sulla tavola del cenone di San Silvestro non possono mai mancare. Quasi come fosse un regalo di Capodanno, atteso da decenni, il 19 dicembre, la celebre lenticchia di Altamura è diventata a marchio di Indicazione Geografica e Protetta.

Con l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. 337, questo pregiato legume appulo lucano entra nel registro europeo delle bontà.

Cadute le discussioni fra «campanili», acquisito che la natura non bada ai confini politici l’IGP per la Lenticchia di Altamura consentirà di preservare questa meraviglia della biodiversità.

Occhio al nome allora, perché – come spiega il Consorzio di Tutela e Valorizzazione – potrà essere prodotta non solo in agro di Altamura ma in tutta l’area appulo-lucana che comprende i paesi di Ruvo di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola, Corato, Andria, Gravina in Puglia, Poggiorsini, Cassano, Santeramo, Montemilone, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Irsina, Tricarico, Matera, Banzi, Forenza e Tolve. Insomma, da Bari alla BAT fino a Matera, potremo cercare questa deliziosa lenticchia.

In attesa che – da metà gennaio – le confezioni abbiano il marchio IGP, capiamo perché è diversa dalle altre lenticchie. Si tratta delle varietà Laird ed Eston, ha una colorazione che va dal verde al marrone e una forma appiattita con un calibro dai 3 ai 7 mm di diametro. Al palato, la Lenticchia di Altamura porge un’ottima consistenza e un alto contenuto di ferro e proteine, facilità di cottura, un profumo e un sapore unici, come lo è la Murgia. Sarà, comunque, la pancia a ringraziarvi: sono facilmente digeribili anche perchè essiccate senza fretta.

Praterie fiorite di lenticchia in primavera caratterizzano l’Alta Murgia e l’intera fossa pre-murgiana, per lo più nello splendido Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Il marchio IGP, asserisce Antonio Nisi, Presidente del Consorzio, «è il frutto di un lungo lavoro di tutti i consorziati che oggi sono 104».

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