Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 20:17

Buongusto

È festa, c’è frutta secca a tavola

Da San Paolo Civitate le indicazioni su come poter scegliere al meglio

LEGUMI - Le tipiche fave pugliesi durante  la lavorazione

LEGUMI - Le tipiche fave pugliesi durante la lavorazione

di ANTONELLA MILLARTE

BUONGUSTO - E’ il piatto ricco delle feste, che unisce tutti, grandi e piccini: l’amata frutta secca. E allora abbiamo chiesto come orientarci a chi, da tre generazioni, se ne occupa.

Quasi mezzo secolo fa sono stati Michele e suo fratello Mario a San Paolo Civitate, nel foggiano, ad avviare la Di Nunzio srl.

Oggi i loro figli Alessandro e Matteo portano avanti un’azienda che - negli ultimi quattro anni - ha raddoppiato la capacità di normale stoccaggio e quella refrigerata che è di ben 1500 mq, impiega 20 dipendenti fissi ed una decina di stagionali.

Se pensate che la torrefazione sia solo per il caffè, qui a San Paolo Civitate scoprirete come dopo aver scelto il miglior prodotto, la frutta secca venga poi torrefatta ovvero, tostata e salata, confezionata e messa in vendita.

Passando alla frutta secca essiccata ha un gran valore la scelta del dattero di Medjoul (fra i migliori al mondo) dalla Palestina, di cui siamo esclusivisti”.

In questo mondo di bontà, che va dall’Egitto fino al Cile e passa per l’Asia, brillano le produzioni di eccellenza pugliesi.

Commercio significa anche aiutare la crescita della comunità di contadini che produce e, allora - dice Alessandro con orgoglio “Abbiamo messo insieme 50 aziende agricole con un totale di 1500 ettari dell’alto Tavoliere. Attraverso il contratto di filiera garantiamo – dice Alessandro Di Nunzio – legumi pugliesi come fave in guscio, o quelle sgusciate di cui, insieme alle cicerchie, siamo fra i primi produttori in Italia, e poi lenticchie e fagioli borlotti, lupini, cece e cece nero. Dal nostro mulino a pietra, da questi legumi facciamo le farine, garantite senza glutine”.

Ed è in arrivo, dalla Di Nunzio srl, il marchio Legumi di Puglia.

Quindi, come scegliere il meglio per la nostra tavola delle feste? “E’ fondamentale che la frutta secca si possa vedere nella confezione, in modo che il consumatore possa apprezzarne lucentezza e calibro.

Il resto, suggerisce Alessandro Di Nunzio è nell’etichetta che ci aiuta anche a scegliere i prodotti senza olio di palma che, oramai, sono tantissimi.

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