Giovedì 21 Marzo 2019 | 01:18

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integrazione a brindisi

Con «EquoChef»
il mondo in cucina

Avviati una serie di corsi che vedono coinvolti giovani richiedenti asilo e professori-chef dell’Istituto alberghiero “Sandro Pertini” diretto dal prof. Vincenzo Micia

cucinare

BRINDISI - Se la politica è sempre più divisa sul tema dell’integrazione razziale e dei rifugiati, la società civile e le istituzioni (soprattutto quelle scolastiche) marciano dritti verso l’attuazione di progetti finalizzati all’inclusione dell’immigrazione. Un esempio lampante viene proprio dalla città capoluogo grazie all’iniziativa “Equo Chef. Il mondo in cucina”, ovvero corsi di cucina che vedono coinvolti giovani richiedenti asilo e professori-chef dell’Istituto alberghiero “Sandro Pertini” diretto dal prof. Vincenzo Micia. Il laboratorio è promosso all’interno del progetto “Trame Solidali – intrecci di comunità” a cura delle Associazioni “Migrantes Brindisi” e “Compagni di strada”.

Integrazione, dunque, ma non solo. Anche la possibilità di imparare un vero e proprio mestiere con sbocchi lavorativi concreti per tanti ragazzi che nei prossimi mesi, da Brindisi, si sposteranno verso altri paesi europei.

Il corso, della durata totale di 120 ore, coinvolge 22 allievi provenienti da Costa d’Avorio, Guinea, Gambia, Senegal, Mali, Nigeria, Camerun e Bangladesh e prevede la partecipazione anche di studenti italiani. I richiedenti asilo sono attualmente ospiti del Cara di Restinco, del Cas “Green Garden” di Carovigno, dello Sprar Arci di San Pietro Vernotico, dello Sprar “Baiti” di Francavilla Fontana e dalla “Casa degli Aquiloni” e Cas “Integra” Onlus di Brindisi. Tra le materie trattate, oltre la parte teorica sulla professione ed i compiti basilari dello chef, la preparazione di base, la cottura e servizio (sala e bar), la degustazione di ricette semplici e complesse della tradizione regionale, nazionale ed internazionale. Al termine, il 23 marzo prossimo, tutti i giovani coinvolti saranno impegnati in alcune strutture per circa due mesi di vera e propria alternanza-lavoro.

Il modello, riuscito, è quello dell’Istituto Alberghiero “Vincenzo Gioberti” di Roma dove grazie alle Acli 15 immigrati si sono professionalizzati nel lavoro di cura. Stessa cosa farà nella Capitale, a partire proprio da questa settimana, un altro gruppo di immigrati protagonisti di un corso di formazione per panettieri e per aiuto cuochi presso l’Hotel Villa Eur Parco dei Pini, partner dell’Accademia Nazionale Professioni Alberghiere Anpa, diretta da Cristina Ciferri, la prima Scuola-Albergo d’Italia istituita dal 1993 per formarsi e lavorare velocemente nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. A Brindisi come a Roma si intende raggiungere un triplice obiettivo: insegnare un mestiere agli immigrati; sviluppare un percorso integrativo; sensibilizzare studenti, professori e tutor al volontariato.
Coordinatore “Equo Chef. Il mondo in cucina” è il professor Vincenzo Mustich, che da diversi anni dedica la sua vita ai giovani attraverso l’insegnamento dell’arte culinaria ma anche profondo conoscitore della cucina mediterranea. Insieme a lui nel progetto è impegnata la tutor Flavia Corsa. «Un particolare ringraziamento va al dirigente dell’istituto Alberghiero, prof. Vincenzo Micia per la sensibilità e la disponibiltà dimostrate nei confronti di un progetto di non facile realizzazione e a Federalberghi Brindisi che nei prossimi giorni ci supporterà ulteriormente. Per noi, e mi auguro per l’intera cittadinanza, essere promotori di una buona prassi d’integrazione è motivo d’orgoglio e di speranza per il futuro» ha affermato Sabina Bombacigno, vicepresidente dell’Associazione “Migrantes Brindisi” e da anni impegnata nel mondo del volontariato. [Vincenzo De Leonardis]

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