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FASANO - La permanenza delle strutture balneari sulle spiagge pugliesi nel periodo invernale al centro di una riunione a tema tenuta nei giorni scorsi in Regione. A discutere sul problema, che sta calamitando l’attenzione dei mass media nelle ultime settimane, c’erano gli assessori Raffaele Piemontese (Demanio marittimo), Loredana Capone (Turismo) e per la segreteria di Presidenza Claudio Stefanazzi ed Annamaria Curcuruto, già assessore all’Urbanistica. In sala anche le rappresentanze delle maggiori associazioni della categoria dei balneatori, tra cui Cna e Sib.

«Il problema dello smontaggio delle strutture che costituiscono i lidi a fine stagione – afferma il fasanese Fabrizio Santorsola, presidente regionale della Federbalneari – sembrava fosse risolto già da qualche anno, grazie in primis alla puntualizzazione del Piano Paesaggistico regionale che aveva sancito la possibilità del mantenimento delle strutture durante la stagione fredda, soprattutto in funzione del minore “stress” per l’ambiente: difatti, lo smontaggio e il successivo ciclico rimontaggio di cabine, tettoie e chioschi-bar causa all’ambiente un danno ancor maggiore rispetto al lasciare sul posto gli stessi manufatti».

Non è tutto perché nell’ottica della destagionalizzazione la norma che regola il funzionamento delle spiagge (ordinanza balneare, emanata dal settore demanio della Regione) già da anni prevede che la stagione balneare duri tutto l’anno, dall’1 gennaio al 31 dicembre. Qualche giorno fa però la Soprintendenza del Salento si è attivata con una circolare indirizzata a tutti i comuni costieri, mirata alla ricognizione delle strutture ancora montate, con il probabile scopo di una mappatura della situazione, così come richiesto mesi fa dal Ministero. L’allerta dei balneari ha, quindi, richiesto una urgente ricognizione normativa per scongiurare il rischio di denunce penali che potrebbero arrivare nonostante il lavoro svolto finora.

«Si è giunti alla conclusione – afferma Santorsola – che una norma chiara e definitiva, con un disciplinare che contenga delle linee guida altrettanto chiare, consentirebbe ai titolari dei lidi di Puglia di lavorare in tutta tranquillità per una stagione molto più lunga di quella imposta dalla Soprintendenza: la destagionalizzazione turistica, tanto auspicata da tutti i settori della macchina regionale, si attua anche attraverso l’erogazione di servizi balneari al di fuori della stagione canonica di soli tre mesi».

Si ripartirà, quindi, dal protocollo di intesa che nella sede della Prefettura di Lecce circa due anni addietro fu firmato dal presidente della Regione, dal soprintendente delle province di Lecce, Brindisi e Taranto così come dal direttore del segretariato del ministero (Mibact), dal rappresentante dell’Anci e dalle associazioni di categoria. A quel tavolo tecnico fu stabilito che i lidi possano restare allestiti e montati per tutto l’anno. [Tommaso Vetrugno]

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